#RWLion / Superman: Rinascita #21 e #22 – La Recensione

Carlo Vitali Rosati

Superman: Rinascita 21 e 22, dopo una rapida conclusione alla miniserie sul rapimento di Jon, si prendono una pausa per impostare una nuova storia, con nuovi pericoli e misteri, che abbraccerà molti altri personaggi oltre all’Uomo d’Acciaio.

Superman: Rinascita 21

Superman: Rinato parte 4 conclude finalmente la saga del doppio Clark e del rapimento di Jon. Dopo venti numeri è un misto di soddisfazione e sollievo vedere tutti i nodi tornare al pettine, anche se Jurgens, purtroppo, costruisce una conclusione un po’ confusionaria e frettolosa – soprattutto se consideriamo quanto spazio ha utilizzato per dettagli decisamente meno importanti. Nella chiusura Mister Mxyzptlk allude a un nuovo avversario, vero autore di tutti i problemi di Superman, e nuovo cattivo nella trama principale che si svilupperà nei prossimi volumi. Anche se necessario per introdurre la nuova storia, la glissata di Mister Mxyzptlk è più fastidiosa che misteriosa. I disegni di Mahnke sono sempre piacevoli, e in grado di comunicare molto tramite la disposizione delle vignette, ma purtroppo questa miniserie si riconferma un tentativo di fare storie alla Grant Morrison riuscito solo a metà.

La seconda storia, Alba Nera: Capitolo 1, comincia con una nota di leggerezza e umorismo che potrebbe far storcere il naso ai fan più puristi di Batman, ma riesce comunque a creare una sequenza buffa e godibile, una boccata d’aria fresca dopo la seriosissima saga in 4 numeri di Rinato. Un numero di pausa, dove succede ben poco tranne che nel finale. Ciò nonostante, i dialoghi brillanti e le situazioni divertenti rendono le 22 pagine scorrevoli. Da segnalare il finale particolarmente bizzarro, ma non facciamo spoiler…

Il 21 si chiude con Superman: Rinato – Conseguenze: La Famiglia del Domani, un’avventura di transizione con Supergirl come protagonista. Matias Bergara disegna una superfamiglia fragile, che cerca di razionalizzare gli eventi drammatici che ha appena vissuto, e le difficoltà che si prospettano per il futuro. La trama è molto sottotono, ma Steve Orlando approfitta della pausa per fare un punto della situazione (il che sembrerebbe più a beneficio di chi non ha letto la storia finora) e impostare mistero e minacce per i prossimi numeri. Vedremo.

Superman: Rinascita 22

Il numero 22 comincia con il secondo Capitolo di Alba Nera. Le atmosfere alla Stranger Things già viste nel volume 18 tornano più cariche che mai, in un numero che approfondisce i misteri della palude dell’uomo morto e apre la porta a nuove spiegazioni sulla natura dei superpoteri di Jon. Gleason e Tomasi tentano di dare un po’ di grigiore morale alla storia, con una scena d’azione che aumenta il contrasto tra Superman e la gente che dovrebbe proteggere. I dialoghi e le scene scricchiolano un po’, ma il tentativo è apprezzabile e dà un pizzico di pepe a una serie che ogni tanto rischia di cadere nella ripetizione.

Il volume continua con Il Nuovo Mondo: Parte 1, dove uno Jurgens particolarmente ispirato riesce a rivisitare le origini di superman in modo avvincente, mentre porta avanti la nascita di un nuovo pericolo per l’uomo d’acciaio. Niente di eclatante – qualche buco nella trama, forse per colpa del formato breve, rovina un paio di scene – ma dato il livello basso delle ultime trame dello sceneggiatore americano, fa piacere leggere un numero con scene toccanti e privo di ripetizioni, dove la trama procede in modo coerente.

Le avventure di New Superman concludono il volume, con la seconda parte della miniserie Viaggio in America. Il giovane Kenan alle prese con un Luthor sempre meno amichevole e un’orda di demoni proveniente dall’inferno della mitologia cinese. La storia è leggera ma solida, e divertente. Il protagonista, Kenan continua a essere messo alla prova in modo originale, i personaggi secondari sono coerenti e ben caratterizzati e l’autore riesce anche a portare avanti la trama collettiva che in futuro potrebbe unire le linee narrative di Superman, Supergirl e Kenan.

Due numeri di transizione – forse un po’ troppi, per una serie d’azione – ma forse i tempi lunghi permetteranno agli autori di avere fondamenta più solide per il prossimo ciclo di avventure.


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