#2700Apocrypha / La voce dei protagonisti

Fabrizio Mancini

Lucca Comics&Games incombe e gli animi scalpitano, sicuramente è così per i ragazzi del progetto Apocrypha. Abbiamo già interpellato i ragazzi di Yamazaki18years Apocrypha, ora tocca ai disegnatori di 2700Apocrypha.

 

Il Progetto Apocrypha da la possibilità ai giovani di buttarsi nel mondo del lavoro, cimentandosi con un universo narrativo già rodato, com’è farne parte?

Erica D’Urso Lavorare ad Apocrypha è un’esperienza che reputo indispensabile nella formazione come autore. Non solo ti aiuta a capire i tuoi limiti come fumettista, ma anche a superarli. Personalmente, non credo di aver mai lavorato così intensamente e appassionatamente su qualcosa prima d’ora.

Matteo Leoni Farne parte è sicuramente un’esperienza interessante. Si dà la possibilità ai giovani di capire come funzioni la progettazione di un fumetto, di come ci si inserisca all’interno della storia, quali elementi di un universo già creato vanno rispettate e quali elementi possono essere rivisitati senza mai uscire fuori dell’estetica di quel mondo. Personalmente ho trovato questa esperienza veramente utile.

Virginia Salucci È un’ottima opportunità: perché indirizza subito verso il lavoro, ti fa pensare ed agire di conseguenza facendoti uscire dagli schemi della scuola per entrare in quelli del lavoro di tutti i giorni, soprattutto perché 2700 ha la sua serie di pubblicazioni alle spalle, entri in un contesto dove il fumetto già esiste, i lettori ci sono e si aspettano di leggere altri numeri, questo ti sprona a lavorare sempre più professionalmente perché il fumetto deve essere all’altezza dei lettori e dell’editor.

Roberto De Angelis Credo che lavorare a un progetto simile sia un ottima opportunità per capire come funzione questo lavoro che non è semplice come può sembrare. Far parte del progetto di 2700 che ha un universo narrativo già consolidato è sinonimo di grande responsabilità per la realizzazione del proggetto, ma allo stesso tempo ti da anche la giusta adrenalina per dare il meglio di se.

I fanti sono esseri androgini, com’è stato lavorarci sopra?

Erica D’Urso Devo dire che per me è stato molto facile e divertente. Ariel è uscito dalla mia matita in maniera naturale, dato che ho un disegno che addolcisce moltissimo i lineamenti. La cosa divertente è che è stato difficile disegnare i volti brutti, perché non ci riuscivo proprio! David e Sara mi hanno fatta sudare.

Matteo Leoni Mi sono divertito molto a lavorare sui Fanti, ho preso molto spunto da quelli che sono gli archetipi tipici degli eroi giapponesi e in particolar modo dalla saga videoludica di Final Fantasy, la quale presenta, in molti casi, degli aspetti quasi androgini nei suoi personaggi. Nel mio caso, il fante protagonista della mia storia è Leir, un fante guerriero che tenta di ribellarsi alla chiesa, perciò ho optato per una caratterizzazione leggermente più ‘mascolina’, cercando di renderlo più prestante fisicamente rispetto ad un Ariel ma mantenendo comunque dei tratti molto delicati. Sono partito utilizzando i tratti somatici di Jared Leto per poi evolvermi in un’altra direzione donandogli un’identità tutta sua. Spero vivamente di essere riuscito a dare l’idea di ciò che avevo in mente con questo personaggio

Virginia Salucci Per me è stato molto interessante, mi piace l’idea di dover disegnare una persona che da qualsiasi contesto si veda debba sembrare sia un uomo che una donna, è stato divertente disegnare Ariel proprio perché potevo sbizzarrirmi con lineamenti femminei, creando questa persona che visivamente non si riesce ad inquadrare semplicemente come “un ragazzo dai capelli lunghi”, automaticamente Ariel crea un alone di mistero intorno a sé.

Roberto De Angelis E’ stato un lavoraccio cercare di creare un personaggio ne uomo ne donna, non è stato semplice, non so quante volte Sara e David mi hanno fatto rifare lo studio dei personaggi, in conpenso mi sono ritrovato con tanto materiale che potrà tornarmi utile.

Cosa ti affascina di più del mondo 2700?

Erica D’Urso In un incontro con Manf e Cajelli, ci è stato presentato il mondo di 2700. Inizialmente lo avevo sottovalutato. Robot nel medioevo? Ma sentendo le spiegazioni di Manf mi sono ricreduta. 2700 è un mondo complesso, un mondo che ricorda ciò che c’era prima, un’avventura che lascia trapelare della malinconia dei tempi andati. Così ci ha descritto il genere “fantasy” e così mi ci sono immersa fino all’ultimo giorno di lavoro.

Matteo Leoni La bellezza di questo mondo è la perfetta alchimia che c’è tra tecnologia ed elementi fantasy, la forte critica sociale che vi è dietro e la caratterizzazione dei personaggi sempre interessante e mai banale. Credo che si potranno raccontare ancora una miriade di storie su questo universo.

Virginia Salucci La cosa che ho apprezzato di più è che pensando ad un mondo post-apocalittico viene sempre in mente un’idea abbastanza comune, invece questo mondo ha preso una piega diversa, buttandosi in un medioevo dotato di macchinari. Il fatto di creare il fantasy nel post apocalittico mi ha intrigato moltissimo! I robottoni poi…chi non ama i robottoni?!

Roberto De Angelis E’ un fantasy! Già di per se è un genere che mi affascina e sul quale da sempre ho voluto lavorare, poi se si aggiungono anche dei mega robottoni, il gioco è fatto!

Hai avuto paura del giudizio di ManF?

Erica D’Urso Non credo che “paura” sia la parola giusta. Il mio pensiero non era “spero che non mi faccia rifare tutto”, ma piuttosto speravo che notasse l’impegno che avevo usato per rendere onore all’opera da lui creata. Sentivo un grosso senso di responsabilità a lavorare a una storia con Ariel protagonista e non volevo deludere suo“padre”. Spero di esserci riuscita e che si veda che la crescita del protagonista si accompagna alla mia.

Matteo Leoni Lavorare con ManF è stata senz’altro un’esperienza molto costruttiva, lui è un editor molto esigente e preparato e lavorarci mi ha aiutato molto. Spero di essere stato all’altezza delle sue aspettative e di aver rispettato al meglio la sua opera

Virginia Salucci Assolutamente sì. Da quando ha messo piede per la prima volta in aula ed ha cominciato a parlarci del progetto! Avevo il terrore di deluderlo ogni volta che gli inviavo le tavole o semplicemente quando visualizzava le mie versioni dei personaggi che aveva creato. Ma è anche questo che ti spinge a dare il massimo!

Roberto De Angelis Più che paura il timore di non riuscire a rimanere fedele nella realizzazione dei personaggi da lui creati. Quando venne a scuola ed iniziò a parlarci del progetto di 2700, nel vedere quanta passione metteva nel raccontare tutto, si notava quanto ci tenesse. Quando disegnavo speravo di non distaccarmi troppo dalla sua idea di 2700 cercando il più possibile di rappresentare la sua opera.

Bene, i ragazzi del Master di Fumetto della Scuola Internazionale di Comics sembrano felici ed elettrizzati. Noi aspettiamo curiosi e fiduciosi di leggere i volumi di Apocrypha, Lucca incombe.


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