#2700Apocrypha / Manfredi Toraldo e la saga di 2700

Fabrizio Mancini

Continuiamo a parlavi del progetto Apocrypha, che coinvolge la Scuola Internazionale di ComicsManFont e Gentlemen Kaiju Club
Dopo aver infastidito David Messina, passiamo a disturbare il creatore dell’altra saga protagonista, Manfredi Toraldo detto MANf. Gli abbiamo chiesto dei suoi studenti e il loro approccio a 2700, nato dalla mente dello stesso MANf più di 20 anni fa.

 

Ciao Manfredi e grazie della disponibilità, andiamo subito al sodo.

Apocrypha è un progetto che è ben iniziato con Arcana Mater, adesso le cose si fanno in grande con due progetti come 2700 e Yamazaki 18 years, qual è la scommessa più grande che state affrontando con questo progetto?

 

Ciao a voi e grazie per questa partnership che dimostra che stiamo facendo qualcosa di interessante per tutti.

Yamazaki 18 years Apocrypha e 2700 Apocrypha sono due prodotti nati con l’intenzione di permettere ai ragazzi della Scuola Internazionale di Comics di mettersi alla prova con due universi narrativi stratificati e complessi e con l’intenzione, altrettanto importante, di portare al pubblico delle belle nuove storie “altre” (da cui il suffisso “Apocrypha”).

La sfida più grande, o almeno quella in cui abbiamo profuso più sforzi, è stata sicuramente far comprendere l’impianto mentale che si deve impostare nell’affrontare qualcosa che sia un comparto narrativo così variegato.

Yamazaki 18 years tratta storie che si sfogano nella narrativa Pop, partendo da un presupposto scientificamente serio ed elaborato.

2700 è un fumetto con un passato editoriale complicato e capace di intimorire chi ci si confronti.

Nessuno dei due poteva essere affrontato con ingenuità ma noi abbiamo cercato di fare in modo che ci si divertissero molto tutti, in quella dicotomia che rende bello leggere storie a fumetti.

 

2700, cosa significa prendere una propria creazione, una delle più importanti, e consegnarla a dei giovani?

Io combatto da anni una piccola battaglia incentrata a liberare la narrazione dalla gabbia dei diritti.

Trovo che la fantasia sia la forma più alta di comunicazione e se creo qualcosa ho piacere che ci si divertano tutti.

Ogni storia di successo fa nascere fanfiction e porta i lettori a fantasticare.

È altresì importante, per me, che chi ci gioca sappia però cosa sta facendo.

Dare in mano i miei personaggi a ragazzi che stanno cercando di diventare bravi fumettisti è il primo modo di realizzare questo mio obbiettivo.

La conseguenza naturale dell’arte di narrare.

È stupendo vedere punti di vista differenti sulle nostre creazioni.

Come esse siano andate a stimolare l’immaginazione altrui.

Insomma, se non si fosse capito, ne sono felice!

 

Qual è stata la difficoltà maggiore dei ragazzi di sceneggiatura nell’affrontare un saga nata più di 20 anni fa considerando anche il doversi confrontare con l’autore di questa saga?

 

I ragazzi che hanno scritto le pagine di 2700 Apocrypha sono quasi tutti miei ex studenti, quindi già abituati a confrontarsi con i miei arzigogolii mentali. In qualche modo credo che fossero pronti già da tempo a tutto ciò… l’ho visto da come hanno affrontato con naturalezza la sfida, portando a casa delle storie molto interessanti, filtrate dalla loro sensibilità e dagli sviluppi moderni dell’arte di narrare.

La persona che non è stata mia studentessa invece è una piccola sorpresa, perché è Mara Aghem, ex disegnatrice di 2700 che aveva da tempo una storia nel cassetto che ci ha regalato e che si è confrontata, per la prima volta, con la sceneggiatura.

E, non c’è nulla da dire, lei ovviamente conosce BENE il mondo di Ariel, Behemoth e Abner, e con la sua storia l’ha dimostrato.

In sintesi credo che le difficoltà siano state le stesse che si affrontano di consueto per raccontare belle storie.

 

Avresti mai immaginato potesse succedere quando scrivevi 2700?

Sicuramente l’ho sognato!

Poi, che questi fossero gli sviluppi, più di 20 anni dopo che l’ho creato, è sicuramente una piacevole sorpresa.

 

D’altro canto c’è stato l’approccio anche ad una nuova saga, quella di Yamazaki del Gentelmen Kaiju Club, com’è stato per i ragazzi immergersi in questa saga?

I ragazzi che hanno lavorato a Yamazaki 18 years erano i frequentatori del Master di Sceneggiatura di quest’anno alla Scuola Internazionale di Comics.

A prescindere dalle mie lezioni, hanno affrontato questo universo, molto impegnativo, anche grazie a una splendida lezione immersiva con Diego Cajelli che anche io ho seguito con grande piacere e

attraverso una, altrettanto interessante, tenuta da David Messina.

Già solo per la grande opportunità di collaborare con tali autori sono stati felici di partecipare a questo progetto ma, successivamente, hanno tutti amato l’universo narrativo creato dall’incidente Bannister e con naturalezza han tirato fuori delle storie veramente valide.

Diego stesso, quando ha letto i primi soggetti, è rimasto stupito.

 

Che approccio hanno avuto i ragazzi davanti a questo progetto, all’opportunità di essere subito inseriti sul mercato con una pubblicazione di questo livello?

Si sono sentiti molto responsabilizzati (anche perché sia io che David e Sara, li abbiamo subito strigliati a dovere) e hanno compreso la responsabilità, prima ancora dell’opportunità.

Cosa che è poi il primo impegno del Master di Fumetto e di quello di Sceneggiatura.

 

Cosa ti ha sorpreso di più delle storie realizzate dai ragazzi?

Sicuramente la professionalità.

Per quanto uno si impegni a dare ai propri studenti ogni possibile strumento per lavorare al meglio, è sempre una piacevole sorpresa quando questi impegni vengono ripagati da tanta professionalità.

In diversi momenti mi è sembrato di avere a che fare con autori che avevano alle spalle anni di pubblicazione e non con giovani leve.

Insomma, ho letto in queste storie un bel panorama de futuro del fumetto italiano.

 

É stato importante il legame tra i due Master della Scuola Internazionale tra Roma e Torino, da dove nasce questo legame?

È stato fondamentale, direi.

Consideriamo che la sede di Torino della Scuola Internazionale di Comics è l’unica, a oggi, nella quale sia mai partito il Master di Sceneggiatura (già alla sua seconda edizione).

L’opportunità di far collaborare nuovi sceneggiatori e nuovi disegnatori è impagabile.

La collaborazione nasce da un’idea di David Messina, insegnante alla sede di Roma, che, l’anno scorso, ha chiesto a noi di Torino di collaborare con il Master di Fumetto per dare ai ragazzi un’opportunità in più di confronto.

Io e David collaboriamo da tanti anni e questa naturale sinergia si è trasferita facilmente anche ai corsi che seguiamo.

Da un impegno più semplice dell’anno scorso a uno più strutturato di quest’anno il passo è stato breve.

 

Tu sei un insegnante della Scuola Internazionale di Comics e anche un editore avendo fondato la ManFont, come ti sei trovato a unire queste due figure professionali?

Credo fermamente che ognuna delle due esperienze concorra a migliorare l’altra.

Come editore (mi autoproduco da più di venti anni) ho maturato esperienze che mi permettono di portare grandi valori aggiunti alle mie lezioni, essendo capace di vedere la realtà editoriale da diversi punti di vista.

Come insegnante ho il privilegio di potermi confrontare, giorno dopo giorno, con decine di persone che rappresentano, allo stesso tempo, i lettori e i futuri autori.

Imparo dagli uni e imparo dagli altri.

Non esiste opportunità maggiore per me.

In più riesco a dare qualche opportunità editoriale ai miei studenti.

 

Come vedi in futuro il progetto Apocrypha?

Se anche quest’anno i risultati saranno positivi, credo proprio che la collana Apocrypha diventerà un appuntamento fisso nel quale poter esprimere tutto il potenziale narrativo alternativo di ogni nostra testata.

Mi vedo già un Carlo Lorenzini Apocrypha o, perché no, un Norby o un Magnifico! Apocrypha.

La scuola è entusiasta dei risultati e, sono convinto, lo sarà anche il pubblico!

 

Questo è tutto, per ora. Ringraziamo Manfredi e aspettiamo curiosi questi promettenti volumi per Lucca Comics & Games, appuntamento però alla prossima settimana per nuovi aggiornamenti sul progetto Apocrypha.


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