#PaniniComics / Doctor Strange: Il Giuramento – Recensione

Redazione Geek Area

Salvarne uno e condannarne milioni. Seguire il cuore o la mente. Prestare fede ad un giuramento o essere un supereroe.

 

Questo è il dilemma che si trova ad affrontare il dottore più famoso dell’universo Marvel: Stephen Strange. Nel Giuramento, scritto da Brian K. Vaughan, ritroviamo l’essenza stessa del mago supremo che nel 2006 torna ad essere protagonista di una miniserie degna del personaggio che tratta. Purtroppo la figura di Strange è stata per molto tempo abbandonata o lasciata in mano a scrittori che non hanno saputo sfruttarne la vera potenzialità. Lo stesso Straczynski non riuscì a convincere pienamente quando ne rinarrò le origini in Principio e Fine. Contrariamente a tutti gli altri, Vaughan riesce a creare una storia solida ed intrigante ma allo stesso tempo semplice e diretta, giocando con un punto cardine: l’umanità.

Quando si parla del Dottor Strange si pensa tendezialmente ad un personaggio etereo che si lascia poco andare al sentimentalismo più classico. Come può qualcuno che combatte demoni del calibro di Dormammu riuscire ancora a stupirsi dell’imprevidibilità della vita? Ed è proprio qui, come dicevamo, che l’autore va a puntare, mostrandoci quanto fosse cinico ed indifferente il luminare Stephen Strange prima di incontrare l’Antico e come, nonostante tutto ciò che la sua folle vita gli riservi tenti di restare ancorato alla realtà, cercando di non commettere nuovamente gli errori fatti in passato.

Strange è fortemente empatico, più umano che mai, ed ha le classiche reazioni di ogni uomo di fronte ad un qualcosa che non può contrastare. Come si sente colui che detiene il potere dell’occhio di Agamotto quando non può intervenire in qualcosa di “banale” come una malattia? Ci ritroviamo a seguire le vicende di un uomo che corre contro il tempo per salvare l’amico di una vita e mantenere fede ad un giuramento ormai sbiadito, affrontando nel mentre rivelazioni a cui non è preparato. Vaughan riesce a mostrarci il Dottore in una delle sue vesti più umane, con tanto di insicurezze e debolezze che si intravedono dietro la facciata seria e spesso sarcastica che adotta.

Wong, punto focale di tutta la storia, viene caratterizzato in modo eccelso. Fedele compagno, ma sopratutto amico, riesce puntualmente a tenere Stephen ancorato ad una realtà che tende a scivolargli tra le dita. Motore scatenante di tutta la storia, scopre di avere una malattia incurabile e impassibilmente, con la nobiltà d’animo di un uomo totalmente devoto al bene, accetta il proprio fato, senza opporsi né lottare. È proprio grazie a ciò che notiamo uno degli aspetti più belli del rapporto tra il Dottore ed il suo fidato assistente: i due personaggi si completano a vicenda, l’uno fortemente ligio al dovere e addestrato ad regole ferree, l’altro pronto a scardinare le leggi della realtà stessa pur di trovare una soluzione ad un problema.

Il racconto, partendo da questo evento diviene un un vero e proprio giallo all’interno di cui il mago supremo si muove tentando di risolvere il mistero di chi vuole impedire il salvataggio del suo fidato amico e capirne il perché. In tutto ciò, oltre che da Wong il protagonista è accompagnato dalla terza Infermiera di Notte, Linda Carter, che assume una vera e propria tridimensionalità all’interno della storia. I due compagni di ventura guadagno un significato fortemente simbolico, rappresentando allo stesso tempo le due parti più grandi ed importanti della vita di Stephen, la medicina e la magia.

Vaughan in una storia di per se già molto varia, riesce dove Straczynski aveva in parte fallito, riuscendo velocemente a rinarrare le origini del personaggio in maniera forte ed estremamente diretta, mostrandone il lato peggiore in pochissime vignette.

Ciò che emerge dalla miniserie è un Dottor Strange fortemente umano, più di molti altri altri suoi colleghi, che si carica sulle spalle fardelli estremamente pesanti, oltre ad un passato ingombrante che tende a farlo sentire perennemente in debito con il mondo. Stephen è un uomo buono, che ama e tenta con tutte le proprie forze di difendere chi gli sta accanto e non. È un uomo brillante, che vive le proprie passioni e non si da mai per vinto, nemmeno di fronte alla disdetta più totale. È qualcuno che si assume la responsabilità delle proprie azioni anche se queste tormenteranno la sua anima per tutto il resto della vita.

Stephen Vincent Strange è lo stregone supremo, è un supereroe, ma prima di tutto è un uomo ed un medico.

Menzione d’onore va allo strepitoso Marcos Martin che crea un comparto grafico spettacolare. La scelta di un disegnatore come lui, dal tratto semplice ma di fortissimo impatto, si rivela perfetta per un personaggio tale. Con i suoi visi spigolosi e le sue linee nette riesce a mischiare modernità e classicità ricordando il maestro, nonché padre del personaggio, Steve Ditko. L’unione delle matite di Marcos con la splendida gamma di colori di Javier Rodriguez crea un risultato finale a dir poco strepitoso, che riesce ad accontentare qualsiasi tipo di palato, donando ancora più ritmo alla già bellissima narrazione di Vaughan.

Il Giuramento è la storia perfetta per comprendere il Dottore, osservando i suoi tratti più classici ed altri fin’ora meno approfonditi che sono riusciti a far entrare il personaggio nel nuovo millennio con una freschezza davvero inaspettata.

Il volume che racchiude la miniserie è disponibile qui al prezzo di 10,80 €.


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