#AmericanGods / 01×07 A Prayer for Mad Sweeney

Daniele D'urso

In Essie McGowan e nella sua storia c’è tutta l’essenza di American Gods. La ragazza irlandese vissuta nel diciottesimo secolo è l’anello di congiunzione tra il passato e il presente. Non è un caso che Emily Browning si sdoppi per vestire il nuovo ruolo, scelta destinata a cementificare questo rapporto di continuità attraverso il tempo. Il destino tesse le sue trame e rimane interconnesso con l’ineluttabilità della vita. Il principio su quale si basa tutta la serie dimostra come non esistano dei buoni o dei cattivi, ma solamente dei che amano esser adorati; sono esseri vanitosi, permalosi ed eccezionalmente egoisti che solo a piccole dosi dispensano il loro aiuto.

Mad Sweeney (Pablo Schreiber) ci viene presentato, in questo settimo capitolo, come l’esempio perfetto di questa teoria. Essie è una ragazza in balia del proprio destino che le riserva sempre un colpo dopo l’altro, colpevole o meno, preda o cacciatrice la giovane irlandese vive una situazione dietro l’altra a stretto contatto con gli dei della sua tradizione. Ovunque lei vada e qualsiasi cosa faccia l’ombra del popolo della foresta rimane a vegliare o scrutare i suoi comportamenti.

È chiaro come la parabola di Essie Mcgowan funga da chiave per una maggiore comprensione di questo mondo, un mondo nascosto fatto di miti, leggende e storie che non hanno mai smesso di vivere attraverso l’uomo. E cosi anche gli dei viaggiano, viaggiano attraverso le preghiere dei loro credenti, cosi come Essie viaggia per il mondo e porta con se un bagaglio molto più pesante di quanto si possa credere . Gli dei sono itineranti, non vivono in un solo luogo, anzi si adeguano a secondi di chi li prega, e nascono in diverse forme o figure come ha confessato Mr. Wednesday (Ian McShane).

Se pur non compiendo un grosso passo in avanti di trama questa puntata è ricca di colpi di scena: Mad Sweeney per sua stessa ammissione ha scelto il ruolo di il galoppino, e Mr.Wednesday ha le mani sporche di sangue, del sangue di Laura. Tutta la storia assume una piega diversa, confusa, ribaltata; se avevamo sempre visto il male da una parte e il bene dall’altra siamo stati cechi, gli indizi sono sempre stati sotto i nostri occhi.

Ma se il bene non è il bene, e il male è comunque il male da che parte bisogna stare?

La verità che questa serie vuole insegnarci sta esattamente nel mezzo, nelle parole ripetute più volte dal Leprecauno durante il suo viaggio, perché forse in fondo al tunnel della moralità dei e uomini sono fatti della stessa pasta. E cosi Mad Sweeney, preso dal rimorso, spiazza tutti e rimette la sua moneta fortunata nel corpo di Laura. Con questo gesto dimostra come persino gli dei soffrano le emozioni umane, tutti sono sulla stessa grande giostra, la giostra dell’esistenza che non ha ancora deciso di fermarsi. Rimorso, rabbia, avarizia e molte altre ancora, provengono dal cuore dell’uomo, ma come viene mostrato sono in ottima compagnia.

 


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