#Arrow / 5×01 – Legacy

Luigi De Meo

Si parla sempre molto fra sobillatori… fra dissidenti… fra quelli che scelgono di nuotare controcorrente… si parla del cosiddetto Capo. “Ribellarsi al Capo” “Il capo ci ostacola.” A seconda del contesto il capo può essere qualsiasi cosa: dallo status quo al preside di un liceo. Ma in generale il Capo è l’establishment, la Legge. Quelli che la fanno. O la fanno osservare. Allora, cosa ne è del sobillatore, del piantagrane, del ribelle… Quando è Lui a diventare il Capo?

– Crawling through the wreckage, part 2: Green party agenda

 

Dove eravamo rimasti? La quarta stagione si è conclusa con la sconfitta di Damien Dark ma è una vittoria pagata a caro prezzo: Laurel è caduta per mano di Damien Dark, Oliver e Felicity arrivati ad un passo dall’altare hanno deciso di separarsi (il sottoscritto è stato felicissimo, al contrario di una enorme fetta di fan), Quentin Lance è stato radiato dalla polizia di Star City e la squadra Arrow ha smesso di esistere quando Diggle e Thea hanno deciso di appendere la maschera al chiodo. Pur di rendere di nuovo grande Star City Oliver assume la carica di Sindaco.

Prevedibile quindi (e così è stato) una prima puntata di stagione che spinge molto sul doppio ruolo di Oliver di Vigilante e Sindaco, due lavori inconciliabili, e sul ricordo di quello che è stato con un monumento a Black Canary e piccole comparsate (molto incisive nell’economia della trama e dell’episodio) di Diggle e di Thea\Speedy. Già si vedono però i semi di quello che sarà in futuro: un nuovo team, con personaggi noti e new entry.

I flashback, marchio di fabbrica della serie? Ci sono e ci portano direttamente in Russia, dove finalmente ci verrà spiegato come Oliver sia diventato un membro della Bratva, la mafia russa. A fargli da Cicerone ritroviamo una vecchia conoscenza della serie: Anatoly Knyazev (se ci sono lettori ultratrentenni tra voi: sì, è la versione televisiva di KGBeast)

Come promesso dai produttori questa quinta stagione sembra tornare ad un contesto supereroistico più “urban” dopo la deriva magica e metaumana delle ultime stagioni. Gli obbiettivi di Oliver sono sbirri corrotti e criminali. Tra questi ultimi troviamo quello che potrebbe essere uno dei Villain principali della stagione: Tobias Church, conosciuto per le strade come “Caronte“. Senza fare spoiler vi diciamo che il ruolo di traghettatore di anime nell’aldilà gli riesce benino.

Quello che non era prevedibile è invece il miglioramento a livello tecnico e recitativo di questa serie. E’ ancora presto per dare un giudizio definitivo, ma l’aumento di budget che la CW ha concesso ad Arrow sembra aver dato buoni frutti. Anche gli attori sembrano cresciuti professionalmente, il che fa molto piacere.

Un inizio di stagione che ci da parecchia fiducia sull’avvenire. E’ ancora tutto da vedere e, visto che le serie sono collegate, dobbiamo ancora scoprire che conseguenze ha avuto quanto fatto da Flash nell’episodio Flashpoint.

Qualche piccola considerazione sparsa. Divertenti le citazioni ai film di Bruce Willis (ce ne sono due, cercatele) e molto succosi alcuni dialoghi tra i personaggi, indizi sparsi su cosa avverrà tra qualche puntata.

Bentornati a Star City, cautamente ottimisti.


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