#Arrow / 5×05 – Human Target

Luigi De Meo

Ma quanto ci è mancato Diggle? Sentire di nuovo la voce calda e rassicurante di David Ramsay all’interno della Frecciacaverna, vedere di nuovo il caschetto di Spartan (una versione nuova che non sembra uscita da un discount di articoli sportivi) in azione ci ha fatto un immenso piacere.

Nell’economia della serie Diggle è sempre stato l’uomo che dava la direzione morale a Oliver, un fratello maggiore saggio e calmo ma anche pronto a dare una lezione al ribelle Oliver quando ne aveva bisogno (ogni 3 puntate in media). Silenziosamente il nostro gigante nero (1,90 m) ha tentato di proteggere e aiutare tutti (con un occhio di riguardo a Felicity). E’ quasi ovvio che sia proprio lui ad aiutare Rene a superare e sfruttare i ricordi della pessima ospitalità di Tobias Church, dando il la per sventare un piano molto pericoloso per Star City.

Il ruolo politico di Oliver in Human Target ha quasi lo stesso spazio e peso del suo ruolo di vigilante, dandoci modo di capire come intende fare il Sindaco: attaccando frontalmente e brutalmente, come Green Arrow fa con i criminali. Ci incuriosisce molto il ruolo che avrà in tutto questo Susan Williams, la glaciale reporter conosciuta nelle precedenti puntate che entra in maniera prepotente negli affari del sindaco di Star City, di cui non sembra subire il fascino, cosa molto rara.

Finale di puntata shock: non vi diciamo, ovviamente, cosa accade ma sappiate che gli equilibri nel sottobosco sono appena cambiati.

Prochnost Spartan, bentornato tra noi. E Prochnost Susan, bentrovata.


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