#Arrow / 5×06 – So it Begins

Luigi De Meo

Sapete perchè il passato è bastardo? Perchè quando meno te l’aspetti ti arriva alle spalle e ti morde le chiappe, sollevando il tappeto sotto cui avevi nascosto la polvere e sporcando di nuovo tutto.

E’ quello che succede ad Green Arrow in questa puntata, e a sollevare il metaforico tappeto è Prometheus, sbattendo in faccia a lui e ai suoi nuovi compagni quello che ha fatto all’inizio della sua carriera da vigilante, quando era chiamato The Hood e spuntava a furia di frecciate nomi da un certo libretto avuto in eredità dal padre.

E tutto questo succede mentre, con ottimo tempismo, Oliver, Felicity e Diggle hanno un nuovo attacco di reticenza a far entrare in azione le nuove reclute. Difficile dargli torto, Holt si è appena ripreso da una coltellata e Wild Dog è stato brutalmente torturato dal fu Tobias Church ma forse è anche arrivato il momento per Oliver di mettere da parte la mamma chioccia e assumersi la responsabilità di Mentore. Altrimenti perchè fare tanta fatica per sceglierli ed addestrarli?

E ora passiamo a parlare dei due colpi da Knock-Out di questa puntata. Il primo ci viene servito nelle sequenze flashback, dove facciamo la conoscenza di Konstantin Kovar. Ad interpretarlo uno che è famoso per i cattivi russi. Vedere il faccione di Dolph Lundgren fronteggiare Oliver è stata una grande emozione, e da quel poco che abbiamo visto Kovar promette di essere un cattivo affascinante quanto crudele. Un momento che, per epicità, rivaleggia con Vinnie Jones calato nella parte di Brick  nella terza stagione.

Il colpo finale riguarda Quentin Lance. Ho solo una cosa da dire sulla sequenza finale dell’episodio: Non. Ci. Crederò. Mai.


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