Arrow

Adrian Chase ha spezzato Oliver. Dopo la tortura subita il nostro eroe decide di chiudere con Green Arrow e di sciogliere la squadra. Una cosa però è deciderlo e un'altra è metterlo in atto: Diggle, Felicity e gli altri decidono infatti di continuare da soli la lotta mentre Oliver ricorre a misure drastiche per rimuovere Prometheus: la Bratva di Anatoly Kniazev

Abbiamo già detto che Adrian Chase si candida ad essere il più pericoloso avversario affrontato finora dal team freccia? La sua amorale freddezza e astuzia va a braccetto con la sua brutalità ( e in questa puntata ne dà l'ennesima prova, usando una semplice stilografica). E abbiamo già detto quanto Diggle sia importante per la psicologia di Oliver in primis ma anche degli altri personaggi.Terza, ma non ultima per importanza, conferma di questa puntata è la via verso il lato oscuro intrapresa da Felicity.

Ciò che manca purtroppo a livello di conferme è la prova attoriale di Stephen Hamell. In Disbanded infatti la sua recitazione risulta appannata e piatta, complice una sceneggiatura che (difetto visto già altre volte purtroppo) risolve in maniera frettolosa nell'arco di soli 40 minuti tutte o quasi le questioni aperte nel precedente episodio.

Molto interessanti sono i flashback che ci mostrano il cambiamento di Anatoly, da gangster russo travestito da eroe popolare che usa la sua organizzazione per aiutare i più bisognosi a gangster puro in rotta di collisione con Arrow. Uno scontro tra ex amici che avrà strascichi pesanti sul finale di stagione e forse anche sulla prossima.


Finalmente i nostri hanno segnato un punto contro Prometheus e forse è finalmente arrivato il momento della riscossa ma quale prezzo avrà questa vittoria è tutto da vedere

Sei episodi alla fine e questa quinta stagione raggiunge il suo climax. Una puntata densa di emozioni e di grande impatto, con due protagonisti solitari e assoluti.

Oliver è prigioniero di Prometheus e sotto tortura viene costretto a mettere a nudo se stesso e confessare al suo più grande nemico il suo più grande e terribile segreto: chi c'è veramente sotto il cappuccio? L'eroe o l'assassino?

Parliamo dei flashback in un secondo momento, la puntata è un dialogo a due tra Oliver e Prometheus. L'atmosfera claustrofobica, la gabbia in cui è rinchiuso il nostro eroe, e le torture, fanno da cornice in un duello mentale che lascia col fiato sospeso dall'inizio alla fine. Stephen Amell, che di certo non passerà alla storia come uno dei migliori attori della sua generazione, sigla quella che forse è la sua migliore interpretazione in questa serie, mostrando un Arrow rabbioso e disperato che sbatte contro il muro della furia fredda e amorale del suo nemico (un Josh Segarra anche lui in stato di grazia) intento solo a dimostrare nella sua malata logica che lui e Oliver sono uguali, due assassini che godono della morte degli altri.

Sul fronte orientale, i flashback finalmente accelerano e la storyline ci mostra come Oliver diventi un Capitano della Bratva, aiutando Anatoly a sconfiggere Konstantin KovarDolph Lundgren come sempre si dimostra un cattivo eccezionale e l'impressione che si ha è che l'attore si diverta un mondo nel ruolo del mafioso russo.

Accanto ad una buona sceneggiatura troviamo una buona regia, senza grandi sbavature e un montaggio fluido che riesce a programmare bene l'alternarsi tra presente e passato. Tutti e tre i reparti tecnici fanno un buon lavoro, un miracolo per gli standard CW.

Adrian Chase, il procuratore distrettuale che Oiver considerava un amico e alleato, si nasconde sotto la maschera di Prometheus. Deciso a distruggere Oliver rapisce Susan e la tiene prigioniera tenendo in pugno Green Arrow

Che grande episodio. Finalmente Adrian Chase gioca a carte (e viso) scoperto con il Team Arrow, confermandosi forse l'avversario peggiore incontrato finora. Ras, Slade e Damien erano malvagi e intelligenti ma non erano anche dei sociopatici totali, avevano delle convinzioni, degli ideali e dei limiti (e secondo Oliver anche l'onore nel caso di Ras, cosa di cui non sono convinto). Adrian no, ha solo il suo obbiettivo finale, e se qualche ostacolo si posa sul suo cammino lui lo rimuove (volete la prova? Guardate la puntata). Il comportamento di Adrian comincia a far pensare che la vendetta sia solo una mera scusa per fare del male ad Oliver. Una volta finito con lui cercherà qualcun'altro da distruggere.

Dall'altro lato della barricata Felicity si rivela la vera delusione emotiva. La sua discesa nell'antro della bestia, l'Helix, non solo l'allontana sempre di più da Oliver ma siamo sicuri che neppure lei si rende conto di con chi ha a che fare. Si vergogna di quello che sta facendo, ma cerca di giustificarsi dicendo che lo fa per aiutare i suoi amici. Dov'è il candore e l'innocenza di Felicity?

Per una volta i flashback sulla Russia sono al livello del resto della trama. Non si può che provare affetto per Anatoly, vero mentore di Oliver della quinta stagione (lo ascoltasse una volta ogni tanto sarebbe una grande conquista)

"A volte bisogna combattere il fuoco con il fuoco, ma ogni volta che lo facciamo rischiamo di bruciarci."
-Diggle

"E anche oggi una gioia la vediamo domani..."
- uno spettatore qualsiasi di Arrow

Il leitmotiv di questa stagione di Arrow sembra essere l'incapacità dei nostri di riuscire a conseguire la vittoria. Per ogni passo avanti inevitabilmente se ne fanno due o tre indietro.

Oliver riesce ad evitare l'impeachment e la fine della sua amministrazione, ma per farlo è costretto a gettare agli squali la figura di Green Arrow, che da eroe passa a ricercato numero uno. Se da una parte Thea si rende conto che la fossa di serpenti della politica la sta trasformando in un mostro e decide di dimettersi, dall'altro Felicity si getta a corpo morto tra le braccia dell'Helix, sposando (a quanto pare) la causa dell hacktivism. Finalmente vediamo in azione le T-Sfere di Mister Terrific (e la puntata finalmente da un minimo di giustizia al personaggio) ma il povero Holt vede naufragare il suo matrimonio per colpa della sua vita da eroe mascherato. Infine Susan e Oliver riescono a chiarire e tornano insieme, ma il finale di puntata ci fa intendere che Phrometheus ha qualcosa da aggiungere.
Già, Prometheus. Abbiamo spesso esternato i nostri sospetti sul fatto che il villain arciere sembra sapere troppo e troppo in anticipo rispetto al Team Arrow, "Fighting fire with fire" risponde in parte a questo quesito. Sotto la maschera di Prometheus infatti si cela Adrian Chase, una persona che finora avevamo considerato se non un amico almeno un alleato di Oliver. Resta il mistero su chi sia veramente, ma c'è tutto il tempo per nuove rivelazioni.


Questa potrebbe essere una puntata quasi perfetta se al comparto tramistico ed emotivo dei personaggi rispondesse una buona componente action.
Quello che di solito è il cavallo di battaglia di Arrow viene a mancare, nonostante una limousine che fa un triplo avvitamento. Gli scontri tra Vigilante (sì c'è anche lui e sì anche lui adesso vuole uccidere Oliver) e Prometheus prima, e tra Vigilante e Spartan, Mad Dog e Mr. Terrific poi sono tra i peggiori visti finora. E se tenete conto che il secondo è una sparatoria il confronto con le puntate precedenti è tremendo e senza scusanti.

Nuova puntata con vecchie conoscenze e nuovissimi problemi in quel di Star City. Oliver infatti torna a indagare sul passato di Prometheus, scovando finalmente la "madre" del nostro cattivo, mentre tre amiche belle e cattive (Cupid, China White e Liza Warner) evadono di prigione e una fuga di notizie rischia di far saltare la poltrona di sindaco di Oliver e l'alleanza tra Green Arrow e l'Unità Speciale.

Senza temere smentite possiamo dire che "The Sin Eater" è una delle puntate più rosa della serie di Arrow. E non solo per il gradito ritorno delle tre cattive, il cui filone narrativo finisce per essere schiacciato dal turbine degli eventi, o per il sempre maggiore spazio che Dinah si sta ritagliando nella serie ma sopratutto per il triangolo di vicende che coinvolgono Susan, Thea e Felicity.

La prima infatti ha in mano le prove per dimostrare che Oliver e l'arciere di Smeraldo sono la stessa persona e neppure la smentita del suo amante sembra convincerla. E' qui che Thea entra prepotente nella storia e con l'aiuto di Felicity scredita la giornalista hackerando il suo computer e facendola licenziare. Il tutto mettendo Oliver davanti al fatto compiuto.

Il problema è che, e ci vuole Oliver per farlo comprendere a Thea, per difendere il fratello l'ex Speedy ha distrutto la vita di una persona e la relazione tra Susan e il nostro eroe. Come diceva il proverbio? Le strade dell'Inferno sono lastricate di buone intenzioni? Benvenuta all'Inferno Thea.

In definitiva una buona puntata, che delinea sempre di più il main plot della stagione nonostante manchino ancora molte puntate al season finale e aggiunge sempre più dubbi sull'identità di Prometheus. Dal colloquio di Oliver con la madre si esce sempre meno convinti che sia effettivamente suo figlio. E comunque: davvero pensavate che Oliver avrebbe visto la sesta stagione da sindaco? Ingenuotti!

Un mio appunto per gli sceneggiatori su Dinah. Prima l'urlo, poi il nome, adesso la maschera. Dare al pubblico la nuova Black Canary a rate e piccoli sorsi è da bastardi, sappiatelo!

Passato e presente di Oliver si incontrano (e scontrano) in questa ottima puntata di Arrow.

Dopo che Diggle è stato scagionato dalle false accuse mosse contro di lui il generale Walkers decide difuggire in Russia portando con sè a mo di liquidazione una testata nucleare da rivendere a dei ribelli della Markovia. Tutto il team Arrow, eccetto René, partono all'inseguimento guidati da un Diggle che brucia di desiderio di vendetta. Ma per pizzicarlo Oliver dovrà chiedere aiuto a vecchi amici della Bratva e tenere fede a vecchi giuramenti.

Punti focali di questa trasferta in terra di Russia sono l'inserimento in azione e nelle dinamiche del team di Dinah e la discesa verso l'abisso di Diggle e Felicity che fa da contraltare alla scalata verso la redenzione di Oliver.

Ma andiamo con ordine, precedenza alle new entry. Dopo la Black Canary tosta tosta (Sarah) e quella forte ma fragile (Laurel) la terza Canary promette di essere la donna che non si fa nessun problema a sbattere in faccia a Oliver tutto quello che pensa di lui. Dove Felicity usava la dolcezza e Diggle la logica Dinah promette di essere una bussola morale ruvida e cinica con cui avere a che fare. Purtroppo non si è ancora vista in costume e mascherina, ma già da queste prime battute avremo una eroina dalla forte presenza e personalità.

Parlavamo della discesa verso l'abisso di Diggle e Felicity, ma come espressione non è del tutto corretta: Diggle infatti discende, e poi riesce a risalire, accecato dal suo desiderio di farla pagare al Generale Walkers. Felicity invece precipita. Vederla ricattare un padre di famiglia e immergersi sempre di più nel Dark Web è da una parte uno shock ma dall'altro potrebbe essere un ottimo spunto per un nuovo story arc da sviluppare da qui alla fine della stagione. Sempre che venga scritta con intelligenza.

Se oltrecortina le cose vanno male, a casa invece? Belle notizie: Quentin Lance è uscito dalla rehab ed è di nuovo sulla poltrona di vicesindaco. 

La vendetta e la redenzione sono due temi che in Arrow sono presenti fin dalla prima stagione. Vere forze motrici non solo di Oliver ma anche di molti suoi antagonisti.

Una puntata sottotono questa, che risolve (forse in maniera troppo frettolosa) la questione della legacy di Canary. A prendere il suo posto è un ex poliziotta di Central City, Dinah Dark, che l'esplosione dello S.T.A.R. Labs ha trasformato in una meta capace di un Urlo di Canarino potentissimo.

Destino, cerca di vendercelo così il team freccia. Coincidenza troppo forzata la giudica il sottoscritto.

Altra coincidenza narrativa, che in questo caso mette una pulce enorme nell'orecchio dello spettatore, è l'aiuto inaspettato che Felicity riceve per scagionare Diggle. Aiuto inaspettato (e simpatico) che tenta la nostra hacktivist con il suo passato da hacker professionista arrabbiata con il mondo.

Qual'è la pulce nell'orecchio? Troppe persone sembrano sapere troppe cose. E non parliamo solo del passato di Felicity e delle sue indagini nel dark web. Nella precedente puntata abbiamo visto Prometheus entrare nelle celle dello S.T.A.R. Labs e liberare Black Siren. Come fa questo antagonista a essere così bene informato? Forse la sua identità non è quella che pensiamo, forse (ed è una semplice ipotesi) quando la maschera di Prometheus verrà strappata faremo tutti un balzo dalla sedia.

P.S.
È incredibile quanto diventino utili oggetti semplici come un post-it quando sei un velocista.

P.P.S.
Invidia profonda per Rene che riesce ad avere un fisico da lottatore di MMA con lo schifo che mangia. Forse è il suo potere metaumano

Abbiamo detto che l'atmosfera natalizia è scarsa in Flash, ricordate? Sappiate che a confronto con Star City, Central City sembra il villaggio di Babbo Natale in Lapponia.

Un atmosfera cupa e molto dark per questo episodio di Arrow. Oliver e il suo team le provano tutte per tentare di sconfiggere Prometheus, ma il cattivo di turno risponde colpo su colpo. Anzi fa di peggio, se questa fosse una partita di calcio potremmo dire che i cattivi conducono al momento con un 4 a 0 secco.

Si parte con il tradimento di uno dei membri del Team Arrow, con Artemis che decide di rivelare da che parte sta, nel modo più eclatante. Ma a livello emotivo per Oliver e compagni è niente rispetto alla tempesta che riesce a scatenare la scoperta di chi (forse) si cela sotto la maschera di Prometheus. Una scoperta che porterà un terribile lutto per Felicity e la consapevolezza, per Oliver, che chiunque gli stia vicino finisce al cimitero o peggio. Che sia proprio il nostro vigilante incappucciato il problema? Thea è convinta di no, ma le prove a carico sono davvero tante.

Un ottima puntata, molto serrata e molto "tosta" da digerire. La lotta contro il villain di turno quasi sfoca per mostrare la lotta interiore di Oliver, che sappiamo essere il più feroce e sadico critico di se stesso. Trovare qualcuno che gli sbatte in faccia quanto fosse sbagliata all'inizio la sua lotta e quanto dolore porta è un colpo durissimo da sopportare.

Succedono molte cose nel finale di questa puntata, due in particolare. Una riguarda Diggle e ci ha fatto arrivare il cuore al livello dei tacchi delle scarpe. L'altra è un enorme colpo emotivo, una vecchia conoscenza che si pensava morta e che torna con un semplice "Ciao Ollie." lasciando milioni di domande senza risposte. Una delle domande? Che fine farà la sua statua sul lungomare di Star City per esempio

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