#BaoPublishing / Biliardino, di Alessio Spataro: partita vinta!

Francesco Sinisi

La storia personale, si sa, si intreccia con la storia del mondo; ogni vita è indissolubilmente legata ad altre. Alcune di esse, in modo straordinario, si affiancano alle vite di grandi uomini e pensatori dell’immaginario mondiale, entrando di diritto dagli affluenti delle storie al fiume della Storia. È quello che succede ad Alexandre Campos Ramírez, personaggio chiave di Biliardino, romanzo grafico edito dalla Bao Publishing, magistralmente scritto da Alessio Spataro.

Fuggiasco, inventore, militante, scrittore ed editore, seduttore, conosciuto ai più come Alejandro Finisterre, questa romanzata figura spagnola ha attraversato di fatto il Novecento accanto ad alcuni tra i più grandi personaggi di quel secolo infame, rincorso dal mostro della dittatura franchista.

La trama di questo graphic novel parte, infatti, dalle disavventure del galiziano per raccontarci, a suon di grandi comparse e comprimari, la guerra civile spagnola, la seconda guerra mondiale, la liberazione dell’Europa dai fascismi, le tensioni della guerra fredda e gli aneliti della cultura antagonista.

Pablo Neruda, Tina Modotti, Frida Khalo, Sartre e Camus, Che Guevara, Hemingway, George Orwell, Moravia, Elsa Morante, Picasso e Simone de Beauvoir, Togliatti, Rossana Rossanda, perfino Manu Chao e Miguel Ángel Martin sono i co-protagonisti di questa gradevolissima opera che stupisce per cura dei dettagli e accuratezza dell’evidente lavoro di documentazione svolto dall’autore catanese, già pungente disegnatore satirico che non risparmia neanche tra le pagine di Biliardino strizzatine d’occhio alle problematiche politiche attuali.

La scrittura è piacevole, la storia scorrevole mai appesantita dall’importanza delle tematiche, la resa grafica accattivante e particolare nell’uso della bicromia rosso-blu: Spataro ha davvero realizzato un’opera degna di nota, consigliabile ai lettori casuali quanto agli appassionati di Storia, agli studenti, persino ai docenti che volessero introdurre così tante figure nodali del XX secolo.

Insomma, un libro il cui titolo può trarre in inganno (se non si legge poi bene il sottile quanto funzionale uso dei termini tecnici del gioco nei titoli dei capitoli), ma che non ha affatto deluso le aspettative.


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