#BaoPublishing / Brancaccio, Storie di mafia quotidiana

Francesco Sinisi

Brancaccio, Storie di mafia quotidiana è un’opera in bianco e nero di Giovanni Di Gregorio e Claudio Stassi; riedita dalla Bao Publishing con una nuova appendice a colori che ne completa il senso, racconta la triste storia di Nino e la sua famiglia nella periferia palermitana che da il nome al romanzo grafico: una storia di mafia, appunto, come quelle di tanti altri martiri innocenti che hanno insanguinato le strade del nostro Paese, ma con la particolarità del silenzio della quotidianità. Questo aspetto dell’opera è il più inquietante: la mafia si infiltra nella vita di ognuno col suo fare subdolo, con quel modus operandi che sembra premiare la povera gente e invece la trattiene in una ragnatela senza possibilità di riscatto, in una stanza buia come le pagine nere che, all’inizio e alla fine di ogni capitolo, schiacciano il racconto e comprimono la sofferenza tra le vignette.
Nelle parole dell’introduzione di Rita Borsellino (che non ha bisogno di presentazioni) tutto il senso della pubblicazione:

Se si rinuncia a comunicare, a mostrare l’alternativa al sistema criminale, se si rinuncia a raccontare e svelare, allora si rinuncia al cambiamento. È per questo che l’idea di un fumetto su Brancaccio mi ha subito colpita. Scegliere uno strumento di comunicazione come questo per ribadire alcuni valori, per mostrare l’alternativa e raccontare i percorsi di quartiere così difficile è importante. Perché parla ai più giovani, li rappresenta e li interessa. Riesce a creare un canale privilegiato in cui ascolto, parola e prospettiva si fondono. E nella semplicità di un tratto, di una battuta, riescono a comunicare oltre le parole e le immagini stesse. Se oggi Brancaccio è cambiato è merito della comunicazione. Di quelle parole pronunciate da Padre Puglisi dal pulpito della sua chiesa. Delle parole dei volontari di Libera e delle altre associazioni che hanno operato e continuano a operare nel quartiere. E di tutte quelle parole che sono diventate scelte concrete ed esempi contagiosi. Come, mi auguro, diventi questo libro. Per Brancaccio, oltre Brancaccio.

Un libro utilissimo nelle scuole e nelle associazioni, nei progetti di educazione alla legalità; un’opera breve e intensa, ricca di spunti per presentare figure importanti della lotta alle mafie, quella lotta che non vuole fermarsi e darsi per vinta. Perché ci sono stati già troppi piccoli Nino e poi, si sa: la mafia è potente, diffusa, ma resta sempre una grande “montagna di merda”!


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