#BaoPublishing / Das UpGrade: Gita a Tenochtitlan

Daniele D'urso

Dopo il primo avvincente numero edito in primavera, Bao Publishing in questi giorni è tornata a concentrarsi sul fumetto tedesco presentando, come da programma, il secondo capitolo di Das UpGrade: il rivoluzionario e caotico fumetto di Sascha Wüsterfeldeclettico disegnatore teutonico che ha dato vita ad un lavoro assolutamente singolare.

Le avventure del piccolo Ronny ripartono alla scoperta dei suoi enormi poteri che gli permettono, in maniera casuale (almeno per ora), di attraversare lo spazio ma soprattutto il tempo. Rispetto al primo numero Gita a Tenochtitlan affonda le sue convinzioni in questa confusionaria e colorita opera che non lascia un secondo di tregua al lettore, costringendolo a non distogliere mai lo sguardo dalla pagina.

Come già in precedenza, la vita del piccolo/grande Ronny è in pericolo, minacciata da una presenza che si cela in diversi modi agli occhi del ragazzo, la quale sembra essere l’unica ad avere il quadro completo della situazione. Mentre dall’altra parte del mondo un uomo, il prode Cosmo Shleym, compositore e cantante, sa che non bisogna più temporeggiare, è giunto il tempo di agire.

La storia si fa sempre più avvincente, i personaggi vengono rimbalzati da una parte all’altra della vita del curioso protagonista, in un vortice di colori e forme, più o meno geometriche che nascondono un simbolismo ancora tutto da decifrare. Nulla è assolutamente lasciato al caso ma fa parte di un grande disegno che pagine dopo pagina viene rivelato, non in modo classico ma collocando alla rinfusa i pezzi che andranno a comporre il puzzle finale.

I punti saldi del fumetto classico vengono abbandonato in favore di una narrazione più sfrontata e libera. La vicenda viene lanciata in una centrifuga di colori e vignette che hanno ben poco di tradizionale. Das UpGrade ancora una volta stupisce per l’estrema innovatività, presentandosi come un’avanguardia fumettistica di scelte e toni anticonvenzionali.

Un’esperienza da provare, o riprovare (se avete avuto la fortuna di leggere il primo volume), per tutte quelle persone che sono affascinate dal gusto dell’ignoto ma soprattutto dell’anticonformismo.


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