#BaoPublishing / Macerie prime – recensione

Flavia Bazzano

 

Il nuovo attesissimo volume di Zerocalcare è stato pubblicato il 14 novembre. La punta di diamante del catalogo Bao Publishing torna con Macerie prime, un’opera in due volumi che supera per lunghezza ogni prova precedente.

Qui si infrange quell’idillio in cui infanzia e adolescenza erano cristallizzate. Cinghiale si sposa, Secco (incredibile ma vero) insegna. E Calcare? Lui ha svoltato, fa i soldi coi disegnetti, come direbbe lui. Una frattura si apre tra gli amici di sempre che, messi davanti alle nuove responsabilità, ai nuovi problemi, e allo scorrere inesorabile del tempo, rischiano di rimanere soffocati fino alla perdita di una parte di loro stessi.  Tra accolli, precariato e disoccupazione, l’apocalisse diventa quasi una prospettiva gratificante. Ecco allora che un’allegoria postapocalittica si intreccia alla vicenda reale e dà vita a quei demoni che intaccano i cuori dei protagonisti. Sapremo solo nel prossimo volume se riusciranno a reagire, oppure se ne cadranno definitivamente vittime.

Parlando di Macerie prime sul suo blog, l’autore ha dichiarato: “È un esperimento perché io non so mai stato bono a gestire storie con tanti personaggi esterni alla mia capoccia, questo invece è un libro corale e quindi boh ma d’altronde se uno non ce prova fa sempre la stessa cosa”.

Per la prima volta, in quest’opera la focalizzazione si sposta sugli altri personaggi che accompagnano Calcare, gli amici che, da gregari, si conquistano uno spazio proprio. Questa pluralità di voci, di sicuro, è un esperimento ben riuscito il cui risultato è una buona dinamicità della narrazione. Che siano anche gli altri personaggi a far sentire la propria voce, è funzionale anche per un secondo motivo: in un certo senso, Macerie Prime è l’espansione massima dell’universo di Zerocalcare. Da La profezia dell’armadillo a Kobane calling, tutto finisce qui, in un grande spannung da quasi duecento pagine. Certo, Macerie prime è anche un’opera coerente e può essere letta come una storia a sé, ma di sicuro un neofita non la potrà apprezzare quanto un lettore appassionato.

Forse invece di usare un’espressione blanda come “ha dato voce a una generazione”, leggendo Macerie prime possiamo semplicemente dire che er bardo de Rebibbia ce pia ancora.  Se nell’Ottocento morivamo di tubercolosi, il male degli anni ’00 e ’10 è il sentimento di sopraffazione che nasce da ansia, frustrazione e depressione. Calcare l’ha capito perché lo vive, proprio come i lettori che lo hanno seguito per anni. Noi che all’età dei nostri padri saremo fortunati ad avere una paghetta sentiamo che la ferita è aperta, e che, piuttosto che invecchiare, cadiamo a pezzi, come rovine.

Eppure, invece di far fagocitare ai propri lettori valanghe di nichilismo (un’onda fin troppo facile da cavalcare), Michele Rech riesce ad affrontare temi come la crescita, la nostalgia e l’opprimente realtà, senza risultare scontato e persino a strappare risate di cuore. Pur parlando di sé stesso, lo fa in maniera intelligente, ma soprattutto rimanendo autentico nonostante il fatto di essere da anni uno dei fumettisti più amati d’Italia.

Per il momento, però, la storia sembra ben lontana dall’avere un lieto fine. Non ci rimane che sperare che nel secondo volume ci sia una via d’uscita. Ci speriamo un po’ tutti. Macerie prime – Sei mesi dopo uscirà a maggio.

Variant cover di Macerie Prime

P.S. La copertina bella che trovate qui sotto è colorata da Alberto Madrigal. Come è andata veramente che i questi due hanno collaborato? Scopritelo nelle due versioni dei fatti: secondo Calcare, secondo Madrigal.

  • Titolo: Macerie prime
  • Autori: Zerocalcare
  • Pagine:192
  • ISBN:978-88-6543-976-0
  • Formato e rilegatura:Cartonato 17 x 24
  • Data di pubblicazione: 14/11/17

€ 17.00

 


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