#BaoPublishing / Meka Chan di Claudio Acciari

Redazione Geek Area

La sensazione costante che ho provato durante la lettura di Meka Chan è stata l’ascoltare una favola. Ho avuto il piacere di leggerlo in digitale, a notte fonda, su uno schermo piuttosto grande. Mi ha trasmesso la sensazione di assistere alla proiezione di un vecchio cartone animato giapponese, raccontato da una voce registrata in lowfi, con timbro vocale ed effetti sonori tipici di quel periodo. Questa sensazione mi ha permesso di immergermi nella storia come un osservatore invisibile, perché mi ha posto alla giusta vicinanza/distanza dai personaggi.

Il racconto si appoggia comodamente su alcune figure ricorrenti in questo tipo di storie: un male che viene dallo spazio (in questo caso un pioggia di meteore radioattive), il villaggio colpito dalla sciagura composto da persone semplici (come il pittore Yasujiro), il centro direzionale fatto di soldati e scienziati (il generale Mitsuo e la ricercatrice Kurosawa) che dichiarano pubblicamente di agire per il bene della popolazione.

Buona parte delle favole giapponesi figlie della seconda guerra mondiale, nascono dalla volontà di esorcizzare la paura dalla bomba atomica, trasformando una tragedia in uno spunto per iniziare una vita diversa.

Meka Chan è una storia d’umana dolcezza, che racconta la costante dicotomia tra emozioni e razionalità sotto una luce diversa dal solito. I personaggi interagiscono in armonia, come in ogni bella favola. La protagonista della storia, Meka Chan, è alla ricerca del suo posto nel mondo. Riuscirà a conoscersi meglio attraverso i legami instaurati con i suoi compagni di viaggio, facendo intuire al lettore fin da subito che in lei c’è davvero qualcosa di speciale.

È una favola d’innocenza, che si muove sulle corde della leggerezza narrativa (nonostante vengano trattati argomenti impegnati) grazie a una soluzione grafica che deriva direttamente dall’animazione, ricordando molto gli storyboard di Miyazaki e Takahata, raccontando la vita quotidiana giapponese ammirabile nei lavori di Takeshi Kitano. I dialoghi tra i personaggi sono estremamente semplici ed efficaci, utilizzando poche frasi ma piene di significato, accompagnando il lettore in modo poco invadente (visivamente e testualmente) tra le vicende raccontate.

Non conoscevo Claudio Acciari prima di leggere Meka Chan. Ho deciso di leggere questo volume dopo aver letto riferimenti entusiastici all’autore da parte di LRNZ, restando fortemente colpito da ciò che ho visto. Anche se ho vissuto solo il riverbero della produzione giapponese anni ’70 e ’80 a cui questo lavoro si ispira, è impossibile per me non restare affascinato da un lavoro simile. Nonostante non riesca a cogliere tutti i rimandi alla cultura narrativa giapponese, per me Meka Chan resta un prodotto molto gradevole e coinvolgente.

Edito da Bao Publishing, è acquistabile al prezzo di 16 €


Comments are closed.

Caricando...