#BaoPublishing / Saga, o l’Umana Commedia

Francesco Sinisi

Io non credo che l’autore di un’opera, scrivendola, sappia quale portata avrà il suo lavoro. Sono sicuro, anzi, che nessun artista conosca le sorti grandiose della sua Arte. E immagino che messo il punto a conclusione della storia molti scrittori non saranno del tutto contenti del risultato. Ma chi legge sì: chi legge, all’ultima pagina riconosce il valore personale che quell’opera ha avuto e avrà per sé. E la critica letteraria, a lavoro ultimato, ne delineerà pregi e difetti, decretandone il successo e tramandandolo ai posteri. O no.

Poche sono le opere che già nell’atto della scrittura denunciano tutta la loro grandezza. Saga è certamente una di queste. Chissà se Vaughan e la Staples ne siano consapevoli!

Se posso permettermi l’azzardato paragone, con tutte le dovute differenze stilistiche, vorrei accostare questa Umana Commedia a quella Divina del Poeta: entrambe raccolgono a man bassa spunti da una tradizione cara, ma la rielaborano e la sviluppano in immagini e costruzioni nuove, che gettano le basi di un nuovo genere, un nuovo ed esemplare stile narrativo; Saga è un po’ un’evoluzione postmoderna di Romeo e Giulietta, contiene molto della fantascienza classica, di Star Wars, di Star Trek, ma tra le sue pagine non c’è traccia del “già detto”, del “già visto”, del “già fatto”, e mette le basi di una nuova narrativa a fumetti con la quale gli autori in futuro dovranno confrontarsi.

Come nella Divina Commedia, Saga racconta un’esperienza personale per svelare il mondo presente: se Dante, nel suo viaggio, incontra e racconta i vizi e le virtù dell’Italia medievale, la piccola Hazel racconta le disavventure della sua famiglia, e nel farlo (grazie alla maestria dello sceneggiatore statunitense) tratteggia il nostro tempo, ne fa un quadro vivido, una fotografia nitida: le guerre che hanno perso senso (se mai guerra ne abbia avuto uno), la lotta tra i poteri, la politica, la stampa, il sesso (che narrazione del sesso scandalosamente naturale, in tutte le sue forme e fantasie!). Sono entrambe storie che nascondono egregiamente molteplici piani di lettura.

Le due opere sono un viaggio fittizio (onirico il primo, fantascientifico il secondo), irreale, alieno ma insieme umanissimo, epopee in cui convivono l’amore più benevolo e la cattiveria più cruda e feroce. E poi, ancora, le corna contro le ali, la durezza contro la leggerezza, la tecnologia contro la magia, gli affari personali contro gli interessi della collettività.

Due opere colossali. Due maestrie della narrazione. Una ha dato lustro e ammaestramento ad una letteratura, l’altra (ancora incompleta!) mi permetto di dire che lo farà. Lo sta facendo!

Saga è una lettura imprescindibile. Di una scorrevolezza inedita, di una profondità inaspettata, di una mostruosa capacità di alternare commedia e tragedia come poche opere hanno saputo fare (avete letto Bone, vero?!), ogni sua pagina è un sussulto di meraviglia, di curiosità, un concentrato di parole che diverranno citazioni famose.

Oltre i disegni e i colori della Staples, che dipingono meravigliosamente questo universo immaginifico, quello che lascia incollato il lettore è la possibilità di immedesimarsi non solo nei protagonisti, ma in tutti i comprimari della storia. Sono i problemi quotidiani miscelati perfettamente alle grandi questioni sociali del nostro tempo, le implicazioni politiche degli eventi narrati, il messaggio mai nascosto che ogni nostra azione, ogni scelta delle nostre vite può avere e ha certamente ripercussioni sulla Storia e sulle storie di tanti altri. E l’idea sacrosanta, magnifica, romantica, che un libro può cambiarti la vita: l’hanno imparato a loro spese Marko e Alana, novelli Paolo e Francesca.

Chissà quanto altro impareremo con Hazel fino alla fine di Saga. La saga.

 

Tutti i sei volumi di Saga sono editi da Bao Publishing: ve ne consigliamo fortemente il recupero. Ne trovate ottima copia digitale (comodamete leggibile anche offline!) sullo store Verticomics!

 

€ 14.00

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