#BaoPublishing / Suicide Risk vol. 3 & 4

Fabrizio Mancini

Si delinea molto lentamente un mondo sempre più inquietante. Come per i volumi precedenti la storia è intrigante ma i testi risultano complessi. Questo perché ci vengono dati input che non possiamo capire subito, che sono atti ad incuriosire, ma Mike Carey ha creato un mondo vastissimo e dettagliato dove le parole non sembrano avere quel significato determinante che in realtà hanno. Per quanto difficili, i testi sono comunque molto scorrevoli, e si è sempre più affamati di sapere cosa succederà. Perché, vi ripeto, la storia è davvero bella ma sopratutto qui nulla sembra essere lasciato al caso per quanto complicato possa sembrare.

 

Inizia anche a farsi spazio una certa ideologia politica interessante, sopratutto sul terzo volume che però non viene ancora molto approfondita, e questo va a caricare il passato di Requiem mostrandoci tante risposte apparentemente incomprensibili. Ecco altra bravura di Carey, la capacità di creare incognite che non possiamo capire e mostrare una risposta esaustiva senza dire in realtà molto. Perché arrivati ad un certo punto, di queste storie ne abbiamo viste, e certe situazione le possiamo intuire senza che qualcuno o qualcosa le rispieghi. Carey sfrutta queste conoscenze pregresse nelle nostre teste, nella maniera migliore.

 

Una delle cose che più mi sta colpendo è il giocare continuamente con i poteri sui sistemi fisici e tecnologici. Mi spiego meglio: molti poteri, non tutti, vengono formulati secondo principi scientifici reali. A sostegno di questi una spessa spiegazione filosofica e psicologica, di quelle un po’ pirandelliane che vi faranno scervellare e stupire. Anche questo è uno dei punti forti, Carey trova originalità in quei stereotipi consumati che tutti abbiamo visto e sentito milioni di volte, non essere banali premia sempre.

 

I legami familiari entrano sempre più nel vivo della storia, e come un dramma shakespeariano ultramoderno e dannatamente psicologico diventato il moto delle vicende. E sono sempre queste le cose che funzionano.

 

Come per il volume 2, anche il 3 e il 4 aprono con un capitolo con disegni rispettivamente di Jorge Coelho e Filipe Andrade. I disegni della nostra Elena Casagrande sono sempre impeccabili, mi chiedo però se avendo un talento del genere non ci si poteva spingere più in là a livello visivo, ma evidentemente non è questo che Carey cercava.

 

Suicide Risk si conferma un titolo interessante, da non prendere alla leggera, va letto con pazienza perché solo così vi soddisferà pienamente.

 

Suicide Risk è edito da BAO Publishing al prezzo di 13 €


Comments are closed.

Caricando...