#BAOPublishing / Suicide Risk vol. 6 – Recensione

Fabrizio Mancini

Suicide Risk è giunto a conclusione. Oggi stesso esce l’ultimo volume.

Per quanto sorprendente e inaspettata, la storia di questo ultimo volume resta molto intricata e complicata.

Alcune scelte restano poco chiare, persino il montaggio tende a confondere, un rischio che purtroppo bisogna correre quando si utilizza un ritmo serrato, il più idoneo per la corsa finale.

Come dicevo nella recensione del volume 5, mi aspettavo di tutto perché Mike Cary è in grado di far succedere di tutto, così è stato.

Le dinamiche familiari restano sempre alla base della trama, ma questa volta bisogna chiudere tutto ciò che è stato aperto. Leo/Requiem ha ancora due mogli molto testarde e incompatibili con cui dover fare i conti, sua figlia Terza/Tracey dovrà risolvere ogni cosa.

Forse unica vera pecca è l’impressione che si risolva tutto un po’ troppo sbrigativamente a beneficio di un epilogo che poteva essere più conciso e molto tramite un vero e proprio deus ex machina che non sempre viene apprezzato.

Ancora una volta è il lavoro di Elena Casagrande ad attirare la mia attenzione, dimostrando maturità e allo stesso tempo un grande potenziale in crescita. È probabilmente la potenza maggiore dell’intera saga. Insieme al suo team il disegno di Suicide Risk esce fuori dalla vignetta comunicando tutto quello che serve, potremmo capire cosa succede anche senza leggere i balloon perché i personaggi mostrato ogni minima sensazione, una pantomima efficiente su ogni livello di comunicazione.

Suicide Risk - Volume 6
  • Autori: Mike CareyElena Casagrande
  • Genere: Ricostruzione degli universi conosciuti
  • Pagine: 112
  • ISBN: 978-88-6543-726-1
  • Formato e rilegatura: Brossurato 16 x 24
  • Data di pubblicazione: 22/09/16
  • Stato: Disponibile
€ 13.00

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