#Bonelli / Breccia disegna un Tex immortale

Fabrizio Mancini

Appena ho saputo che Enrique Breccia avrebbe disegnato un albo speciale di Tex, ero sicuro che sarebbe stato qualcosa di clamoroso, e non mi sono sbagliato.

Tito Faraci firma un sceneggiatura che solo uno come Breccia poteva rendere immortale. Perché questa è un’opera immortale. Non sono un conoscitore di Tex, come tanti della mia età tendo sempre a vederlo come un mito del passato, sbagliando a non pensare che lo sia ancora adesso. Quindi da profano della testata, ma da amante del genere, vi assicuro che leggerete un western meraviglioso. Condito da ogni dettaglio tipico di questo genere, nella sua accezione più dura, anzi oscura. Si perché questa storia è veramente noir. Captain Jack, personaggio realmente esistito, è un indiano orgoglioso ma onesto, forse troppo, e non si rende conto di avere delle serpi in seno che lo devieranno verso azioni imperdonabili. Tex è chiamato a sistemare la situazione.

Sembra molto lineare spiegato così, difatti lo è visto il genere, ma la cattiveria che ne scaturisce è degna di un film come Gli spietati. Non c’è perdono per chi sbaglia, e l’innocenza non vi salverà. Tex non è un personaggio stantio o carico di banalità tipiche dell’eroe perfetto. Per quanto sia un personaggio destinato a vincere, soffre il peso di ogni atrocità a cui deve far fronte. La sua forza è la sua sofferenza, la sua freddezza è la sua fortuna. Breccia lo sa, e disegna un Tex che solo a guardarlo ci comunica tutto il suo malessere.

Non si ferma certo qui, perché Breccia mette tutti in riga, dalla vastità della sua esperienza sfodera forse il meglio del suo tratto. Qualcosa di classico e moderno allo stesso tempo, realistico e grottesco. Un ossimoro formato fumetto che non può passare inosservato. Circa 220 tavole da restare senza fiato, i solchi della terra non sono nulla di fronte ai solchi sui volti dei personaggi. L’innocenza di un bambino, la rabbia di un vecchio, l’inettitudine di un soldato, la sete di sangue di un indiano.

Così il top del fumetto popolare italiano, snobbato da molti giovani (non per cattiveria ma per motivi anagrafici) si mostra in tutta la sua magnificenza, senza nulla da invidiare a qualsiasi altro prodotto di caratura mondiale.

Fatevi un favore, correte a comprarlo.


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