#Bonelli / Dylan Dog 365 Cronodramma di Ambrosini e Dell’Edera – Recensione

Fabrizio Mancini

Le migliori storie di Dylan sono quelle in cui non c’è un mostro cattivo da combattere, ma un’anima inquieta da salvare, e Carlo Ambrosini questo lo sa.
In questo numero non è solo, i disegni sono condivisi con Werher Dell’Edera. La differenza dello stile scelto dai due disegnatori è netta. Ambrosini calca più la mano, con un tratto tipico della Bonelli, Dell’Edera cambia da ciò con cui siamo abituati a vederlo, esibendosi in linee essenziali ma decisamente espressive, che paragonerei a quelle di Stano. Dell’Edera però è così bravo che sa caricare quei rari e giusti momenti, dove spingere e dare forza al disegno, ritornando al suo tratto più tipico. D’altro canto Ambrosini mantiene il suo stile per tutta la storia, queste differenze sono ben calibrate e le capirete una volta aperto l’albo.

Come ben capirete dal titolo il Tempo la fa da padrone. I due diversi tratti fanno pensare a due linea temporali, ma non è così semplice, perché due linee ci sono, ma a volte si sovrappongo, altre si incrociano, altre ancora divergono totalmente. In un periodo in cui nelle storie si è parlato in ogni modo di tempo, Ambrosini riesce a creare una situazione nuova e imprevedibile, caricandovi di incognite e fame di correre al finale.
Fin da subito una presenza ci fa capire quanto sia tutto collegato e voluto, inserendo una misteriosa figura di un diabolico Arlecchino, un pericoloso burlone del Tempo, presente anche nella meravigliosa copertina di Gigi Cavenago.
Eppure il Tempo è un’invenzione dell’uomo, o meglio una protezione contro i mostri del mondo, un rifugio autoimposto che può crollare in ogni momento. In fondo il tempo è relativo e per quanto si provi a dargli una misura, le nostre impressioni sono più forti; come quando ci sembra di passare una vita facendo qualcosa ma in realtà è passato solo poco tempo, o la tipica situazione opposta di come voli il tempo durante qualcosa che amiamo fare. Insomma il tempo è beffardo e dispettoso, proprio come Arlecchino.
La storia parte in maniera veloce, pochissimi momenti lenti, il lettore viene continuamente sbalzato tra gli eventi insieme al povero Dylan. Nel finale forse non troverete le risposte a questa esatta storia, ma velato c’è però il significato del Tempo.

Cronodramma sarà in edicola da domani.


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