#Bonelli / Dylan Dog 367: La ninna nanna dell’ultima notte, di Baraldi e Roi – Recensione

Fabrizio Mancini

Barbara Baraldi sa come gestire la suspance nei racconti dell’orrore, esattamente come Corrado Roi sa gestirla nei disegni.
Baraldi confeziona una storia classica horror, con elementi topici di questo genere come inquietanti e malvagi bambini, molto simili a quelli del film il Villaggio dei dannati, oppure un Luna Park abbandonato. Le citazioni sono tante e tutte ben fatte, piacevole quella alla famiglia Addams, sopratutto al personaggio di Christina Ricci, Mercoledì e della sua propensione ad un’orrida violenza, e quella ad Alice nel paese delle meraviglie, non sono sicuro di averle afferrate tutte, ma non temete, perché il significato di questa storia è così saldo nei testi che non serve che capiate le citazioni per comprenderlo e apprezzare questo ottimo volume di DYD.
L’autrice si scatena contro i “lieto fine”, ricordando che molti tra i più bei racconti non ne hanno uno, sopratutto le fiabe che si usano per far addormentare i bambini, o le ninna nanna, ma sopratutto come un grande dell’antica Grecia, Aristotele, padre della drammaturgia, insegna la catarsi della tragedia e della sua funzione purificatrice. La sua tesi è così vera e così forte che le permette di costruire una storia pregevole e funzionale, nei pieni standard di un classico Dylan Dog.
Corrado Roi, dal canto suo non sfigura, il suo tratto trascina tutto e tutti in un mondo oscuro e terribile, indefinito e incontrollabile se non dagli autori. Le espressioni dei visi e la profondità degli occhi mostrano senza dubbi ogni sensazione, che sia rabbia o angoscia, terrore o desolazione, evocando la paura che Baraldi descrive.

Questo numero non può e non deve mancare, in edicola dal 29 di questo mese.


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