#Bonelli / Le Storie – Golem di Artibani e Dell’Edera

Fabrizio Mancini

Nella collana de Le Storie targata Bonelli si possono trovare trame di ogni genere, che saziano l’appetito di incubi, la curiosità dei misteri o la libertà dei sogni. Quella del Golem ero sicuro potesse essere un horror o qualcosa di non troppo diverso, vista la tematica. In realtà non è una storia di genere, non siamo di fronte ad un fumetto classico che sfrutta a suo vantaggio dei cliché narrativi. Golem è un fumetto più complesso.

Artibani scrive un film. La complessità del suo testo supera quella generica di un fumetto e si avvicina di più ad un’opera cinematografica. Una situazione per certi versi conosciuta come quella della caccia agli ebrei da parte dei nazisti che, portati all’esasperazione, saranno costretti a richiedere l’aiuto di un difensore.

La storia è principalmente portata avanti da un solo protagonista ma la visione che ne esce fuori è d’insieme, grazie a numerosi altri personaggi, comprimari e antagonisti che agiscono sulla trama. Una storia corale che mostra in maniera decisa l’orrenda realtà del periodo.

Non è però nemmeno questa la vera forza sfoderata da Artibani. Nel Golem viene espresso un significato potente, una verità sulla guerra che inaspettatamente viene da una macchina di morte. Mi fermo qui e non aggiungo altro.

Il tratto unico di Dell’Edera porta il lettore in un ambiente terrificante come quello di una città assediata dal regime nazista, evocando con il suo taglio e le sue ombre il terrore ancestrale che spinge l’uomo a lottare per la sopravvivenza, con quei volti devastati e segnati da una vita infernale e una paura senza tregua.

Insomma i veri golem sono Artibani e Dell’Edera, veri giganti del fumetto nostrano che sarebbe interessante rivedere insieme.


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