#Cinecomics / Chi va a vedere i Cinecomics?

Redazione Geek Area

Immaginatevi, per un istante, adolescenti.

Siete al cinema a vedere Suicide Squad e vi aspettate una Harley Quinn pronta a diventare il vostro prossimo sogno bagnato, e un Joker che risulti paxerello come voi vorreste essere. Inizia il film, ridete alle battute e alle gag, vi divertite e, in generale, vi godete lo spettacolo. Uscite dalla sala soddisfatti, avete visto esattamente ciò che volevate vedere. Non avete dovuto seguire una trama resa contorta da riferimenti fumettistici, la durata massima di un’inquadratura è di pochissimi secondi e le scene sono montate tra loro senza troppa soluzione di continuità: avete la sensazione di aver sfogliato velocemente le pagine di un albo a fumetti per vedere dove voglia andare a parare la storia.

Suicide Squad (come altri prima di lui) è un film confezionato perfettamente per un pubblico ben preciso: i ragazzini. I giovanissimi sono stanchi di vedere la lotta tra bene e male, per questo il confine tra le due fazioni si fa estremamente labile. Ogni personaggio è affascinante a modo suo, e fornisce al giovane spettatore una maschera in cui identificarsi. C’è l’amore tormentato, ci sono i personaggi che si fingono forti (nonostante le ferite dell’animo) davanti ai propri amici, come gli adolescenti. La Warner Bros, dopo anni di strapotere Marvel nel merchandising legato ai film, punta il carico da novanta con una serie di film rivolti al pubblico adolescente, con una catena di contenuti (e pubblicità) decisamente sterminata, che trascende (e talvolta stravolge) la pellicola stessa. In questo modo tutti possono identificarsi nei nuovi beniamini nella vita di tutti i giorni, non solo alle fiere, sdoganando verso altri lidi dei modelli che in precedenza hanno faticato a far presa sul pubblico generico.

Il prodotto che i trentenni-quarantenni aspettavano con ansia, a sorpresa (ma non troppo) calza perfettamente tra le mani deifratelli minori, dei figli e dei nipoti, com’è giusto che sia. Era necessario creare un punto di rottura nello stile narrativo della Warner, ed è esattamente ciò che è stato fatto, creando nuovi personaggi di riferimento destinati a durare anni (tra film stand alone e, magari, serie tv dedicate), trasformandoli in idoli di culto.

Suicide Squad, come Man of SteelBatman v Superman va ad intercettare un pubblico che non ha riferimenti visivi e culturalidi vecchia data, ricreando da zero un immaginario ispirato alla contemporaneità che difficilmente riesce a trovare posto all’interno del cuore di chi quei personaggi li ha conosciuti in passato sotto altra forma. Per questo reputo, a loro modo, film riusciti (o meglio, operazioni commerciali riuscite) le ultime pellicole di casa Warner, perché segnano un nuovo punto di partenza, con una decade di ritardo rispetto alla Marvel.

La follia del Joker, l’amore incondizionato di Harley Quinn, l’amore paterno di Deadshot e la stravaganza di Capitan Boomerangsi uniscono al rigore di Batman, alla mistificazione di Superman e alla femminilità disarmante di Wonder Woman, creano dei punti di riferimento estremamente chiari per le nuove generazioni, con personaggi falsamente complessi che esasperano un solo aspetto del loro carattere, per entrare più facilmente nell’immaginario collettivo. Allo stesso modo, la Casa delle Idee ha rilanciato il personaggio di Spiderman come ragazzino impacciato e creato una sfilza di serie televisive low fantasy in cui i personaggi sono estremamente realistici e vicini allo spettatore (che, idealmente, rappresenta la versione ventenne dei nuovi fan di Spiderman). Se dal lato DC si cerca di rendere meno seriosi e più vicini ai ragazzi i personaggi (come se un adolescente non fosse in grado di gestire emozioni più intense), l’effetto Disney sulla Marvel ha riportato i suoi prodotti al consumo di massaindistinto, soprattutto grazie ad enormi operazioni pubblicitarie legate ai suoi prodotti, irresistibili per uno spettatore tra i dieci e i trent’anni (Avengers e Guardiani della Galassia sono un esempio eclatante).

Mentre Whedon ha realizzato pellicole impostate su riferimenti alla cultura popolare pregressa degli spettatori (accontentando a metà i nuovi e i vecchi fan) Ayer e Snyder dichiarano apertamente di puntare tutto sulla fidelizzazione delle nuove leve, confezionando un prodotto che ogni adolescente vorrebbe vivere in prima persona, a prescindere dalla cultura fumettistica(che nei film è omaggiata con inquadrature e riferimenti non indispensabili alla trama).

Tutte queste attenzioni da parte della produzione non rendono Suicide Squad un film perfetto (anzi, di difetti ne ha eccome, ve ne abbiamo parlato qui), ma è innegabile che, con i suoi predecessori, questo film apra un nuovo spazio per i cinecomics, che lasciano alle loro spalle una pesante eredità di carta, puntando tutto su storie ad uso e consumo del cinema e della televisione, consegnando ogni anno agli spettatori valanghe di serie tv e film tratti dall’universo Marvel e Dc Comics.


Comments are closed.

Caricando...