#Coconino / Questa è la stanza, di Gipi

Francesco Sinisi

Suonare fino a farti fischiare le orecchie, fino allo sfinimento, finché il batterista non evapora, fino a togliersi la maglietta; non riuscire più a riconoscere i limiti dello spazio e del reale, quando il tuo piccolo locale diventa il più grande dei palchi. Sensazioni che tutti i giovani musicisti hanno provato e provano quando, parte di una band, cavalcano gli spartiti del sogno musicale, del sogno del successo, un successo che secondo Gipi non può e non deve oscurare l’amore per la musica suonata insieme.

È quanto vivono Alex, Giuliano, Stefano e Alberto quando sono nella loro stanza. Abitanti di una provincia indefinita, cercano a tutti i costi la realizzazione del loro sogno musicale, pronti a non fermarsi davanti alle bugie e alle piccolezze degli adulti delle loro vite e del mercato discografico.

Tutto ha un suono, tutto ha voce nelle pagine di Questa è la stanza, persino i foglietti sul tavolo, la pelle grattata, la TV, i cani, tutto, tranne le pagine dove i ragazzi suonano, liberi. Anche i quattro capitoli di cui è composto il racconto sono chiamati canzoni, ma quelle pagine, a conclusione di ognuna, non hanno parole: sono mute ma riescono comunque a suonare tutta la passione che unisce i quattro rocker protagonisti del racconto.

Anche in questo romanzo grafico Gipi si rivela maestro indiscusso di narrativa a fumetti: pubblicato per la prima volta in Italia nel 2005 dalla Coconino, gli acquerelli di Questa è la stanza sono un delicatissimo bagno di realtà, un affresco sincero della vita in provincia, un “album” profondo ed emozionante che non lascerà indifferenti tutti coloro che hanno amato e che amano ancora la musica nella sua veste migliore, quella suonata insieme a tutti i costi, anche nella diversità.

Imperdibile.


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