#Coconino / Unastoria: vite di acqua e di china

Flavia Bazzano
 Parlare di Unastoria a distanza di tre anni dalla sua prima uscita potrebbe sembrare anacronistico, a tratti nostalgico. In realtà esiste più di una ragione per scrivere ora, e farlo meglio di quanto avremmo potuto farlo in precedenza.

La candidatura al Premio Strega per l’edizione 2014 ha condannato il graphic novel e il suo autore a rimanere sotto i riflettori, circondati da chi ha scosso la testa commentando l’accaduto come un clamoroso fuoritema e da chi, al contrario, ha osannato Gipi come l’apripista per il riconoscimento del fumetto come arte anche a livello letterario. Nonostante l’indubbia l’importanza di un simile titolo che ha aperto la strada anche ad altri disegnatori (come Zerocalcare, candidato per l’edizione 2015), l’aura sacrale dell’etichetta di “capolavoro” potrebbe intimidire il lettore e la vera anima dell’opera rischierebbe di rimanere sepolta sotto uno strato di reverenza . Adesso che le acque sono calme, la nostra analisi potrà procedere senza forzature di rotta ovunque il vento la porti. Inoltre, abbiamo avuto modo di conoscere personalmente l’autore, pochi giorni fa. Considerato il carattere intimo di questa opera, avere il privilegio di poter risalire alla fonte ha il valore aggiunto di ampliare la nostra visione, offrendoci gli strumenti per andare più a fondo nell’immaginario del disegnatore pisano.

Ma torniamo a Unastoria. Le narrazioni che si intrecciano a comporla nei cinque capitoli del graphic novel sono due. Quella dello scrittore quasi cinquantenne Silvano Landi, un uomo in crisi con sé stesso e con il mondo come molti protagonisti della letteratura novecentesca, e quella di Mauro Landi, bisnonno di Silvano e, come tanti uomini realmente vissuti, soldato di fanteria, carne da macello nelle trincee della Prima Guerra mondiale. Che sia la camera di una clinica psichiatrica o il desolato e desolante campo di battaglia, i protagonisti sono prigionieri di un mondo straniante che incatena e ferisce. Due immagini del passato ritornano nei disegni febbrili di Silvano, i due spannung delle storie. Se l’imperativo categorico di Mauro è “vivere”, quello di Silvano è “raccontare”, ma per entrambi la ricerca finale punta verso la bellezza. È bellissimo scoprire le lettere di Mauro in una soffitta, è bellissimo ritornare da propria moglie, ricordare il sole, il bosco, l’amore. Gipi riflette sui turbamenti dell’anima degli uomini e lo fa con pagine intense che parlano di mostri interiori, ricordi, emozioni.

Ciò che colpisce sono la ricchezza e la potenza del carico narrativo che si abbatte sul lettore. Gipi è genuino (forse ancora di più nei suoi ultimi lavori) e la sua autenticità, in parte autobiografica, si riversa in una scrittura che si adatta ai personaggi e ne amplifica l’eco emotiva, dai deliranti ragionamenti di Silvano ai commenti ringhiati tra i denti di sua figlia, alle chiacchiere dei dottori, alle lettere di Mauro.

Particolarmente interessante il passaggio del mito di fondazione. L’acqua, l’elemento primordiale di Talete di Mileto, ne è protagonista così come è anche la forza imprevedibile che imperversa sulle tavole. Le pennellate che Gipi verga con estrema maestria e che vanno dai toni caldi delle luci artificiali alle freddi notti della Grande Guerra si alternano, però, alla china e al bianco e nero di scarabocchi nevrotici : l’effetto di contrasto tra le due dimensioni sia nel tratto che nel colore è un’ulteriore conferma della grandiosità del libro che tenete in mano.

Per quanto non voglia ammetterlo, o ne scansi l’idea, Gipi ha fatto un lavoro estremamente fine, un gioiello le cui sfaccettature non si colgono immediatamente e che forse non siamo in grado di cogliere del tutto. Come per i suoni, il nostro spettro è limitato, ma questo non significa che non esistano onde invisibili alla nostra percezione. Unastoria ha il potere non di aumentare il numero di frequenze a nostra disposizione, ma di farci percepire che c’è qualcosa di oltre, una roboante radiazione cosmica di fondo vestigia dell’origine dell’universo.

Sul sito della Coconino la scheda del libro.

Titolo: Unastoria
Autore: Gipi
Collana: Maschera Nera
Colore: A colori
Formato: 21,5×29
Pagine: 128
Rilegatura: brossurato
ISBN: 9788876182495


Comments are closed.