DC Rinascita

L’epilogo di una minaccia è un aspetto delicato da trattare in fase di scrittura. Tornare allo status quo dopo aver rischiato di perderlo per sempre rischia di essere una manovra artefatta, condita da dialoghi poco credibili e messaggi politically correct decisamente forzati. Le macchine estinzione, storia principale di Justice League: Rinascita (edito in Italia da Rw Edizioni/Lion Comics), vede il suo epilogo, cadendo in parte nel tranello del superuomo americano.

La squadra che incarna la giustizia sulla terra è guidata idealmente dalla speranza di distruggere un nemico che appare invincibile, che richiede uno sforzo di gruppo da parte dei supereroi più potenti del mondo. L’epilogo arriva, il mondo è (naturalmente) di nuovo al sicuro e gli autori della storia ammiccano al pubblico inserendo degli elementi tipicamente americani nelle tavole conclusive (appuntamento tra supereroi, partita a football, volti di minoranze tra quelli salvati, ecc…) andando ad incrinare un po’ la qualità della lettura nella fase finale. 

Il tempo di guerra si chiude, portando il mondo in un nuovo ordinario tempo di pace. Purtroppo, però, con i supereroi non è mai così semplice. Non avere più un nemico comune elimina il collante dal gruppo, e nella prima parte di Stato di Paura osserviamo il progressivo scollamento tra gli individui della League.

Nell’ultima parte dell’albo, invece, torniamo ad analizzare le nuove origini di Cyborg e il suo risveglio. Ne L’imitazione della vita (parte uno) prosegue il clima introduttivo visto nel precedente capitolo, (ri)portando l’eroe all’interno della sua realtà, in attesa degli ormai prossimi sviluppi della storia. 

La data tanto attesa è arrivata… La notte degli Uomini Mostro. L’evento crossover che racchiude il mondo legato al Cavaliere Oscuro è qui.

Il trittico di testate abitudinarie (Batman di Tom King, Detective Comics e Nightwing) lasciano il posto all’avvincente storia scritto da Steve Orlando. Come già anticipato nel precedente numero, Gotham è sotto attacco da diversi fronti, quattro esseri di dimensioni colossali stanno mettendo a ferro e fuoco la città, durante una tempesta dalle proporzioni bibliche che rende questa battaglia tra paladini e mostri decisamente epica.

La popolazione è allo stremo, c’è poco tempo per completare l’evacuazione, prima che le abominevoli creature mietano altre vittime. Ma nulla a Gotham City è frutto del caso. Dietro la comparsa di questi esseri c’è una sola mente: Hugo Strange. Lo psicologo ha sferrato la sua offensiva contro il pipistrello. Per sua fortuna il Cavaliere Oscuro può contare ancora una volta sull’ausilio del suo alleato numero uno: Alfred. Il maggiordomo di casa Wayne è stato in grado  di scoprire l’origine del virus che ha trasformato i pazienti di Strange in mastodontici abomini. Una miscela segreta che altera il fisico di chi l’ha assunta, appartenente ad una vecchia conoscenza del pipistrello. Un’ombra che rimarrà in agguato ancora per poco, per vederla all’opera basterà aspettare il secondo ciclo di Tom King.

Spoiler, l’Orfana, Clayfare, Gotham Girl, Duke Thomas, Nightwing ed in fine Batwoman, un team di eroi agguerriti, pronti a difendere Gotham ad ogni costo. Batman è uno dei più grandi eroi della terra ma ciò non basta, dovrà dimostrare in queste pagine di essere anche un vero leader, capace di analizzare e rassecondare ogni aspetto e volontà dei suoi alleati. La scomparsa di Tim Drake è una ferita ancora aperta per la squadra che non può esser rimarginata in cosi poco tempo.

Nonostante una buona e massiccia dose di cliffhanger disseminati alla fine di ogni numero, la storia fa dell’intrattenimento e dell’action il suo punto di forza. Vedere Batman e i suoi alleati, volteggiare per i grattacieli di Gotham cercando di scappare da creature giganti è uno script accattivante e convincente. E poco importa se dopo 3/4 numeri risulta essere ripetitivo. In attesa del finale che sarà possibile trovare su Batman Rinascita #9, in fumetteria ed edicola la prima settimana di Maggio, promoviamo la Notte degli Uomini Mostro come un evento inedito che ha portato una ventata di novità nelle pagine legate al Cavliere Oscuro.

 

 

Torna Carmine Di Giandomenico che proprio in questi giorni ha festeggiato gli anni (ancora una volta, tanti auguri Carmine), alla guida del nuovo numero di Flash, e con lui Godspeed, il velocista omicida. Dopo aver debellato l’organizzazione terroristica denominata  Black Hole dalla radice, Barry Allen ha abbassato la guardia, pensando che il peggio fosse passato. Purtroppo per lui, non è andata così. Godspeed ha colpito nuovamente, uccidendo Meena Dhawan, la nuova compagna dell’eroe, e provocando nel corridore scarlatto una profonda crisi interiore. Central City è sotto torchio, i velocisti sopravvissuti sono terrorizzati. Hanno paura di essere le prossime vittime dell’inesorabile esclation. Le persone sulle quali Barry, in questo drammatico momento della sua vita, può contare sono poche. Wally e Iris devono rimanere fuori dai giochi per non incappare nella furia del suo nuovo nemico. August è l’unico alleato sul quale Flash può contare in questa folle corsa contro il tempo. Qualcosa stravolge le carte in tavola, un passo falso sulla scia di sangue, la pista si fa improvvisamente più corta; il castello di vetro crolla. Lo scontro diventa inevitabile, Flash sembra averne la peggio. Un incredibile numero tra i più emozionanti e accattivanti di questo primo ciclo targato Rebirth. Nulla è come sempre, mai dar per scontato le persone e i propri interessi, il fine giustifica i mezzi.

Emiko non è una scemplice teenager, figlia del miliardario Robert Queen e della letale assassina della Yakuza Shadow, non ha mai nascosto la sua naturale propensione per la medesima carriera della madre. Ma è ancora una ragazzina, sorella di Oliver Queen, cresciuta lontano dal focolare famigliare. Questo nuovo numero di Freccia Verde approfondisce il personaggio di Emiko, la sua storia, le sue esperienze e le sue difficoltà che alla candida età adolescenziale l’hanno portata nell’occhio del ciclone. Ribelle, sfacciata e selvaggia dimostra di essere una vera Queen, pronta a fare fuoco e fiamme per le proprie convinzioni. Un numero che dopo la caduta dell’Ottavo Cerchio spezza la narrazione centrale dell’antologico di Freccia Verde, proponendoci uno spaccato interessante e di facile comprensione che prepara il lettore alle future uscite.

Chiude come sempre lo spillato dedicato all’uomo più veloce della terra, Aquaman. Arthur Curry è da sempre un uomo diviso sia anagraficamente che mentalmente. La sua totale dedizione alla causa gli ha fatto perdere l’interesse nelle trattative pacifiche, così in questo numero dovrà scontrarsi con Superman, pronto a prendere le difese della nazione americana. L’acceso dibattito tra i due non è solamente un combattivo negoziato, ma una vera e propria sfida di correnti di pensiero. Aquaman soffre di una leggera forma di vittimismo, non si sente celebrato come i suoi colleghi della League e preferisce agire per conto sua. Per una personalità forte ed autoritaria come quella di Superman, il quale storicamente difficilmente permette azioni lontane dal suo giudizio, il re di atlantide è colpevole di aver posto fine ai negozioati con una chiara intenione bellica. Esce un numero interessante sul filone narrativo e di confronto tra due eroi  simili, figli di mondi lontani, ma che  hanno scelto di agire agli antipodi. Una breve traccia di come le refenreze all’interno di un gruppo come la Justice League tutto sommato siano assolutamente piramidali.

Prosegue la narrazione su Lanterna Verde: Rinascita (edito in Italia da Rw Edizioni/Lion Comics) che, come al solito, porta avanti in parallelo diverse storie distinte e separate. In “Unire le forze” proseguono le tre vicende incrociate delle lanterne disperse per il cosmo: Guy Gardner continua ad essere prigioniero delle Lanterne Gialle, sottoposto a qualsiasi tortura, con la speranza di attirare nella loro base Hal Jordan, vero obiettivo di Sinestro. Le vicende dei due continuano ad incrociarsi a distanza: Hal è atteso da Sinestro, che continua a non metabolizzare il tradimento di sua figlia Soranik, che a sua volta sta aiutando lo stesso Hal a guarire dalle ferite riportate. Anche lei un tempo è stata una Lanterna Verde, e questa sua nuova veste di Lanterna Gialla disorienta non poco il nostro Hal, che mostra alla donna il nuovo potere acquisito con l’anello da lui stesso forgiato. Nel frattempo, il quartier generale mobile delle Lanterne Verdi continua a spostarsi per il cosmo in cerca di Hal, incappano in una nuova guerra (dove le Lanterne della Speranza sono date per disperse), con l'aspettativa (vana) di trovare tracce dei colleghi dispersi.

Per la seconda parte (Il pianeta della rabbia parte 5), torniamo da Simon Baz e Jessica Cruz le Lanterne Verdi della terra. I Nostri continuano a fronteggiare la minaccia delle Lanterne Rosse, in una condizione di palese inferirità numerica e psicologica. Nonostante le Rosse siano le Lanterne della Rabbia, Simon e Jessica sono soggiogati dal loro potere, provando… paura. Perché ciò che vedono non è reale, la Vista di Smeraldo tradisce la loro percezione e ogni cosa appare peggiore di come sia realmente, facendoli cadere in una spirale di panico e terrore. Atrociturs è l’incarnazione della Rabbia, e a quanto pare non sta lasciando scampo alle Lanterne Verdi. Come faranno a riprendere terreno?

Al centro della prima vera prova del nuovo volume (edito in italia da Rw Edizioni - Lion Comics) di Justice League: Rinascita (storia principale: Le macchine estinzione) c’è sicuramente la figura di Superman, che sta provando a sostituire degnamente il suo predecessore Klark Kent nel ruolo di salvatore della terra e di faro spirituale della Justice League stessa. La situazione sta precipitando, gli altri membri del super Team-up non riescono a far fronte alla minaccia, e a sua volta Superman sembra stia perdendo terreno. Lo scontro a questo punto si concentra sul piano mentale, oltre quello fisico: perché se nemmeno Superman può fare qualcosa, chi potrà cambiare le sorti dello scontro? Lois Lane incarna in questa situazione il simbolo della fede, che crede ciecamente nella nuova divinità tra gli uomini, nonostante la situazione sia tutt’altro che rosea. L’altra posizione dominante, capitanata dalla razionalità di Batman, vorrebbe trovare un’alternativa al coinvolgimento del nuovo Superman, dividendo gli animi delle persone coinvolte. Può andare peggio di così? Certamente, per questo motivo in chiusura di storia la situazione si complica maggiormente, tenendo impegnato il resto della League con un nuovo nemico piuttosto… familiare. 

Nella seconda storia (L’imitazione della vita - Prologo) ci concentriamo sulla vicenda personale di Cyborg, che va ad incrociare una condizione critica durante uno scontro con la sua storia familiare, non proprio tra le più felici e rosee. Una classica storia di origini vissute attraverso flashback che non impressiona né dispiace il lettore, con un interessante colpo di scena finale.

Chiude il volume la storia che vede protagonisti i Teen Titans, guidati da Wally West (Kid Flash, che ha appena incontrato nuovamente Linda Park), contro il Grande Kadabra e il suo team di villain su misura per i Titans. Tutti i doppelgänger, nonostante l’apparenza minacciosa, cadono sotto la superiorità del supergruppo, ma ciò non impedità a Kadabra di colpire nel segno, ferendo Flash colpendo direttamente uno dei suoi più cari amici. 

La corsa on the road contro il tempo procede inesorabile nell’antologico del Cavaliere Oscuro. Batman e Harvey Dent, alias Due Facce, si trovano costretti a condividere un lungo  viaggio che li porterà alla scoperta dei peggori segreti della società. Come nel primo numero, il percorso, in direzione di una località ancora sconosciuta, sarà pieno di insidie. Ad attendere il pipistrello ci saranno i più letali mercenari al soldo dell’ambiguo Due Facce, manipolatore e doppiogiochista in grado di convincere chiunque con una lauta ricompensa. Harvey Dent non è mai stato un criminale da sottovalutare. L’ex procuratore distrettuale non è solamente  uno dei più folli e pericolosi nemici che Batman abbia ma affrontato, ma è anche un uomo pieno di risorse e conoscenze. Proprio queste qualità lo portano ad essere una vera e propria mina vagante nella scacchiera criminale. Dent conosce l’identità segreta di Batman, un’informazione che non può certamente essere divulgata. Il secondo numero non si discosta molto dalla narrazione del primo, seguendo il medesimo espediente narrativo del percorso ad ostacoli; cambiano i nemici, resta la sostanza. Prima Alfred, ora Duke Thomas. Gli alleati del pipistrello sono scossi da questa sua pericolosa crociata alla ricerca della verità. Toccherà all’ultimo arrivato nella Bat-caverna impedire al proprio mentore di prendere decisioni affrettate, mentre la ruota dell’addestramento continua a girare. Il ragazzo è profondamente diviso tra due mondi. Da un lato il passato e le conseguenze che esso determina ancora una volta nella sua vita. La malattia degenerativa che ha colpito i suoi genitori, per colpa del Joker, sembra non migliorare affatto... anzi. In più, il futuro non gli sarà più radioso visto che, al fianco del Cavaliere Oscuro, dove dovrà confrontarsi con uno dei più letali seria killer di tutta Gotham, l’uomo dalle mille cicatrici: Victor Zsasz. Il numero è scritto da Scott Snyder e disegnato da John Romita Jr.

Lontano da Burnside… Singapore, ecco dove si svolgono le nuove trame legate a Batgirl. L’eroina, figlia del commissario Gordon, è alle prese con  una pericolosa organizzazione criminale della quale ha pochissime informazioni. E se la vita di Batgirl è complicata, lo è ancora di più quella di Barbara Gordon. Il suo amico Kai vorrebbe portare il loro rapporto ad uno stadio superiore, ma questa nuova possibilità sta destabilizzando non poco la ragazza. Barbara ha sempre visto Kai come un vecchio amico e, se pur attratta dal fascino del ragazzo, si è presa del tempo per digerire la situazione. Lontana da casa, la ventenne verrà gettata in un vortice di emozioni e situazioni dal quale sarà difficile uscire senza qualche ferita. 

Le avventure delle Birds of Pray ripartono dove le avevamo lasciate il mese scorso: a caccia dell’impostore che si fa chiamare Oracolo. Ad aiutare Barbara e Dinah ci sarà una vecchia conoscenza dell’universo batmaniano: Elena Bertinelli, la Cacciatrice. Il trio di donne sta cercando informazioni attraverso esponenti di spicco della mafia locale, per raggiungere l’identità del misterioso hacker. Questa nuova ed enigmatica figura, che potrebbe provenire dal passato di Barbara, non è sola. Attraverso un giro d’informazioni ha stipulato un’alleanza criminale con una seconda donna del mistero; Fenice. La trama legata alle Birds si sta piacevolmente complicando narrandoci una storia godibile dalle accese tonalità crime. Una serie ben amalgamata nei componenti ed equilibrata che conferma le buone impressione dello scorso mese.

Il titolo Batman of the Future narrava le avventure di un giovanissimo Batman, Terry McGinnis, deciso a combattere il crimine insieme all’anziano Bruce Wayne. Le trame di questa serie erano appunto ambientante nel futuro e presentavano al pubblico una rinnovata versione di Gotham City, Neo-Gotham. Il fumetto Batman Beyond di Dan Jurgens connesso all’iniziativa Rinascita prende ispirazione dalle atmosfere di questo cartone animato e ne riporta in scena i personaggi, mostrandoci la loro evoluzione. Terry è un ragazzo in gamba, dal passato complicato, creduto morto per lungo tempo. Torna a casa per finire ciò che il suo mentore (Bruce Wayne) aveva iniziato. Batman dovrà vedersela, ancora una volta, con una banda di criminali che si ispirano al clown principe del crimine, i Jokerz. Una trama appena accennata in questo primo numero che sicuramente fa ben sperare.

er

Prosegue la storyline parallela in cui Greg Rucka racconta e rivisita le origini di Wonder Woman.

Vediamo Diana e Trevor tornare nel mondo degli uomini con l'aereo invisibile e assistiamo al primo incontro con Etta e Barbara Ann Minerva. Incontro di cui hanno già parlato Wonder Woman e Cheetah nel numero precedente, in un dialogo denso di nostalgia e rimorsi: da parte di Barbara Ann per essere diventata un mostro, da parte di Diana per non aver salvato l'amica.

Rucka reinterpreta l'origine dei poteri di Wonder Woman: non più dovuti alla sua natura semidivina e innati dalla nascita, ma un dono degli Dei olimpici stessi in quanto lei protettrice e guardiana degli uomini. Anche qui ci sono dei forti rimandi alla cultura classica, come sempre quando si parla di Diana. Gli Dei, infatti, si presentano a lei in forma animale: Era sotto forma di pavone, Hermes sotto forma di tartaruga, e così via.

Poco altro c'è da dire su questo numero, che come la storyline principale rallenta continuando nell'introduzione della storia. C'è da sperare che la storia e il vivo dell'azione comincino a breve

Il primo capitolo riprende Benvenuti a zombieland, dove uno sventurato alieno è finito per diventare carne per hot dog trasformando tutti i zombie. Questo succede a Coney Island dove si è trasferita proprio Harley Quinn. Scontro con gli zombie insieme al gruppo creato dalla stessa Quinn, che non aggiunge nulla di che alla storia. Si tenta nel finale di dare una sorta di svolta con un grande arrivo, con tanto di divertente citazione, ma non sembra ancora figurarsi qualcosa di magnetico.

Nel secondo ritorniamo a Lo scrigno oscuro, l’arco narrativo finora più intrigante. La Suicide Squad è entrata in un penitenziario sottomarino russo segretissimo, lo scopo della missione era rubare una presunta e temibile arma. Nel finale la grande sorpresa, da questa sfera di contenimento esce fuori il famigerato Generale Zod, direttamente dalla Zona Fantasma, disintegrando in un attimo Boomerang. In questo secondo volume assistiamo allo scontro con questo grande villan, ma le sventure per la Task Force X non sono finite. Purtroppo non c'è mai abbastanza spazio per tutti, Harley Quinn è come sempre il personaggio più atteso, e per quanto non sia centrale si prende sempre il suo spazio, ancora "ignota" l'incantatrce che millanta continuamente grande forza e rigore, non si è ancora scatenata, se anche nel prossimo non dovesse mostrarsi inizierebbe ad essere veramente stantia, ma si presume anche che questi ritardi siano voluti in attesa di uno scontro nel prossimo numero. Jim Lee come sempre è mastodontico, le chine di Scott Williams si piegano alle matite di Jim.

A seguire un capitolo che si concentra sul membro della squadra che si renderà protagonista nel precedente, Katana, regalandoci in poche pagine come è diventata tale e perché si è volontariamente unita alla Suicide Squad. Una storia che sarebbe stato interessante vedere in più pagine, ma che funziona e approfondisce uno dei componenti più oscuri del team. Sempre Rob Williasm ai testi, che dimostra la padronanza della testata e dei suoi personaggi.

A concludere il volume, l’appuntamento mensile di Deathstroke con il #1 dopo il prologo Rebirth #1 del primo volume di Suicide Squad. Avevamo lasciato Slade Wilson in missione, dove aveva appena ritrovato il suo vecchio compagno d’armi e si appresta ad affrontare il Re Orologio. Una storia poco chiara, che forse meritava anch’essa più pagine e meno spiegoni, ma che permette ancora di mostrarci un personaggio veramente interessante. Deathstroke è si uno spietato assassino, ma ha cuore e non è votato al male o ai soldi. Non è solo un mercenario a cui si impartiscono ordini e un onorario, ma una persona che ragiona e ha una sua forte morale. Si fa strada un nuovo personaggio, nato in questi due capitoli, Matthew Blend, alias il Leone Rosso.

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.