Comics Reviews

Quando sapete che Gigi Simeoni realizzerà come unico autore un volume di Dylan Dog, potete stare certi che incontrerete una storia ben fatta e molto classica, a partire dal disegno. 
Il tratto di Simeoni è relativamente semplice, senza fronzoli più o meno utili, senza troppe inquadrature che si sforzano di essere diverse e imponenti. A Simeoni non servono per ottenere il risultato, perché il suo controllo è concentrato in modo che tutto serva la narrazione.
Con la mano tiene saldo il pennello e la testa pensa alla storia. Difatti ci si trova di fronte ad un lavoro decisamente coeso e saldo, con i disegni che servono la storia in maniera impeccabile, sia nella disposizione della gabbia, sia nei soggetti disegnati.
Il ritmo è sempre alto, si parte alla grande con morti inspiegabili, una strana presenza e degli aguzzini storicamente malvagi, e questo solo nelle prime 13 tavole!
Successivamente Dylan inizierà le sue indagini, incrociandosi con quelle di Rania che, ancora una volta, risulta molto centrale nelle storie di Dylan.
Tutto ruota intorno al titolo del volume ovviamente, Il passo dell’angelo. Un movimento di danza che rappresenta grande forza e disciplina, ma che nasconde una lunga e pericolosa storia.
Perché sembra una storia classica? Perché la sua lettura che Simeoni produce è molto cinematografica, come quella di Scalvi. L’autore cerca spesso di dare molto movimento e far valere le immagini come pura narrazione, valutando per bene il peso che ogni immagine può avere e significare. Intere sequenze senza mai o quasi mai una parola o un pensiero, per il semplice fatto che non servono. Cinematografica" non è e non deve essere un insulto o un modo di sminuire il fumetto, ma un modo di contaminare un linguaggio visivo con gli elementi di un altro.
Classica anche per il tipo di “mostro” presente nel volume. Pericoloso e inquietante, ma con una sola pecca, forse la sua motivazione non è così universalmente temibile, ma questo non lo rende un nemico da sottovalutare, tantomento un volume da ingnorare.
Dylan Dog 368 uscirà da domani in edicola. 

War is over” cantava John Lennon nell’ormai lontano 1972, nella celebre canzone che, oltre a celebrare il Natale, era una protesta contro la guerra in Vietnam. 

Ebbene si: la Guerra Viltrumita è finita. In una maniera totalmente inaspettata, in pieno stile Robert Kirkman che pesca un altro coniglio dal suo cilindro per la serie di Invincible. Come abbiamo visto nello scorso numero (QUI la nostra recensione) lo scontro cruento ha portato diverse ferite  e una grossa incognita: dove sono diretti i viltrumiti? Il primo pensiero di Mark è stato la Terra e il nostro eroe mostrava tutta la sua preoccupazione per quello che è il pianeta dove è cresciuto. 

Tornando al nuovo numero della serie, il “team Invincible”, composto dall'omonimo, Omni-Man e Tech Jacket, si dirige verso la Terra a tutta velocità. All’arrivo sul nostro pianeta Mark si troverà davanti ad una scelta difficile degna dei migliori eroi, davanti a delle verità da affrontare e di fronte ad una responsabilità grande quanto l’intera Terra. Un numero da leggere tutto d’un fiato, sorprese, suspense e tante domande si pongono gli eroi che sono le stesse che verranno in mente ad un lettore durante la lettura di quest’albo.

Qual è la scelta giusta da prendere in un momento del genere? Quali sono le conseguenze da affrontare?

L’eroe è colui che nel bene o nel male, riesce (o almeno ci prova) a fare la scelta giusta ed è quella che Invincible proverà a fare.

Come di consueto, Kirkman sorprende e spiazza tutti con i suoi colpi di scena in pieno stile The Walking Dead, Ryan Ottley conferma di saper rendere reale ogni situazione e ogni tavola attraverso i suoi disegni. Si conclude, quindi, la tanto attesa guerra Viltrumita che non vi deluderà per nessun motivo. In appendice troviamo la terza storia di Tech Jacket alle prese con prima il suo arresto e dopo con la sua prima battaglia, con un ragazzo catapultato dalla terra a “eroe” nello spazio. Un numero assolutamente da non perdere.

Invincible lo trovate in edicola e in fumetteria ogni mese edito da Saldapress, al prezzo di 3,90 euro.

Invincible edicola 40 CON grafica

Aliens è meravigliosamente anni ‘80 a partire dal disegno. Quando la saga di Alien aveva alle spalle solo due film (peraltro i due più belli) e quindi non si poteva immaginare come i film avrebbe poi sviluppato la storia. Nell’introduzione Mark Verheiden, sceneggiatore della serie, mette a confronto queste cose, ad esempio non poteva sapere degli Ingegneri e delle loro maschere elefantesche quando per la prima volta è apparso il famigerato space jockey. Di base il movente che spinge l’uomo contro lo xenomorfo è sempre lo stesso, recuperarne un essere ancora vivo. Tutto diventa molto onirico, molto pericoloso, molto cinico.
Spicca la difficoltà di costruzione della serie, che mette in relazione molte cose, che si incastrano fino a completare un solido puzzle. Una guerra non più tra razze, ma interna tra uomini, al centro lo xenomorfo, desiderio e obbiettivo di tutti.
Coinvolti in prima persona gli atri due superstiti di Aliens (il secondo film) esclusa il tenente Ripley, il caporale Hicks e la piccola Newt, ormai grande, un’altra cosa che Mark non poteva sapere è che questi due personaggi sarebbero morti all’inizio del terzo film. Ai disegni Mark Nelson che usava la carta duoshade. Una particolare carta sulla quale stendere alcuni reagenti fa uscire fuori il reticolato del cartoncino su varie scale di grigi.
L’età si sente per una storia scritta alla fine degli anni ’80, narrazione e disegno ne risentono e anche se bisogna abituarsi un po’ a questa lettura diversa, la storia è veramente magnetica, il risultato sarà decisamente soddisfacente. Una storia che supera il mero horror, qui si parla di umanità, di quanto sia una pessima specie, che con ferocia e cinismo si autoflagella con la stessa veemenza di uno xenomorfo che punta la preda.
Questo fumetto dimostra che Alien non è solo una creatura da cinema, ma sta bene anche sui fumetti, se amate l’AlienVerse questo è un volume imprescindibile, il tutto a festeggiare i 30 anni della creatura di Giger.

Aliens 30° Anniversario
Titolo: Aliens 30° Anniversario
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Autore: Mark Verheiden, Mark A. Nelson
Collana: Fuori Collana
ISBN: 9788869192487 
Dati: 2017, cartonato, 18,5 x 27,5, C., 200 pp., b/n 
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Disponibilità: In Stock 
Prezzo di copertina: 24,90€

Tutti, o quasi, conoscono il nome di Neil Gaiman, vuoi per Sandman o per American Gods. Qui parliamo di un racconto breve, unico nel suo genere, che ha conquistato gli States vincendo il premio Locus. I due fratelli brasiliani Fàbio Moon e Gabriel Bà hanno deciso di trasporre la storia in una graphic novel permettendo ad un'ampia fetta di pubblico di conoscere l'avventura surreale e poetica che attende la nostra coppia di amici, protagonista di una serata alquanto bizzarra. In Italia, Come parlare alle ragazze alle feste è edito da BAO publishing e si trova da pochissimi giorni in tutte le fumetterie e librerie. 

Londra. Una coppia di amici si prepara ad affrontare un party all'insegna dell'alcol e del rimorchio più sfrenato. I due però, non hanno la minima idea di quel che li aspetta. Qualcosa che va al di là dei loro cervellini umanoidi e del loro organo procreativo. Nonostante queste premesse, se cercate un bignami su come far colpo siete decisamente nel fumetto sbagliato. I due protagonisti inizialmente rappresentano quello che ognuno di noi potrebbe volere o aspettarsi da una festa piena di donne: predatori a caccia. Un drink che accompagni la conversazione in modo da rendere tutto più leggero e rapido verso un esito fortunato e il gioco è fatto. Ma questo è un racconto molto diverso, più maturo, che racchiude una sensibilità unica. 

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La storia è un netto schiaffo al rapporto uomo/donna creatosi nella società contemporanea, teatro di superficialità e ignoranza causata da gravi lacune e da entrambe le parti. Il titolo racchiude la profondità e delicatezza dell'opera. Si tratta di un viaggio poetico e allegorico in cui viene teneramente messo in luce un timore tanto elementare quanto fondamentale per la propria formazione: parlare a una ragazza. Come comportarsi? Come farsi avanti e azzardare due parole? Queste sono domande a cui non esiste una risposta universale, ma sono adattabili al comportamento di ognuno di noi, nei limiti della decenza. La vera domanda a cui Gaiman tenta di rispondere è, forse, cosa provi un uomo quando decide di fare il grande passo. In questo i due amici sono molto diversi.

Da un lato abbiamo Enn che nonostante il timore di fondo vive il dialogo con la donna come un momento catartico. Ascolta... e ascolta... tutte indifferentemente. Sta vivendo il suo attimo, una sua prima volta nel miglior modo possibile. Vuole riuscirci. Si sta sforzando, ci sta mettendo tutto sè stesso in questa azione, anche se di fronte a lui si parano figure sconosciute, intese come veri e propri alieni, così lontane dal mondo del ragazzo. Dall'altro abbiamo Vic, a primo impatto un po' più sicuro di sè e spavaldo che però, giunto al momento clou con una ragazza, si rivela in fondo non così all'altezza. 

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Neil Gaiman ha colpito ancora. Anche stavolta riesce a commuovere ed emozionare con un racconto breve carico di significato e simbolismo che investono il lettore pagina dopo pagina. In relativamente poche pagine ci mostra abilmente, con un pizzico di ironia se vogliamo, come un gesto così apparentemente semplice e naturale, possa in realtà avere un'importanza definitiva. E questo lo fa attraverso l'innocenza e la curiosità di Enn, svelandoci così la bellezza del confronto. Fa compiere un balzo nel vuoto a tutti noi. Perchè Enn potremmo essere ognuno di noi. Quante volte ci siamo trovati nella stessa situazione? Certo ognuno la vive diversamente, con le proprie tattiche. Ma, se non si è pronti prima di tutto ad ascoltare, tanto vale non iniziare nemmeno. Questo il primo e unico dettame di Come parlare alle ragazze alle feste. Personalmente credo che la magia che Gaiman crea con le parole, risvegli in tutti noi una parte forse dimenticata o nascosta nella vita di tutti i giorni. Un lato innocente e puro che ci apparteneva nel periodo della fanciullezza, nell'epoca delle novità e prime volte. La paura di una delusione d'amore, i primi sguardi, i sorrisi. Tante piccole cose che con la crescita rischiano di perdere quell'intensità. 

La magia di Come parlare alle ragazze alle feste, non sarebbe possibile senza i disegni dei fratelli Moon e. La scelta dei colori acquarellati fornisce alla graphic novel un aspetto quasi fiabesco. Si rivelano di grande impatto soprattutto in alcune sequenze particolarmente surreali. Caratterizzano la storia di quell'elemento quasi fantastico e fantascientifico che accompagna ogni conversazione. Il disegno lascia molto più spazio ai colori che non al tratto, permettendo al lettore di focalizzarsi sulla spettacolarità poetica dei colori

How to Talk to Girls at Parties avrà un adattamento al cinema diretto da John Cameron Mitchell, con un cast composto da Elle Fanning, Nicole Kidman e Alex Sharp.

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Autori: Fàbio Moon, Gabriel Bà, Neil Gaiman

Genere: Improvvise realizzazioni su quanto siamo piccoli e insignificanti

Pagine: 80 

ISN: 978-88-6543-844-2

Formato e rilegatura: Cartonato 17x26

Data di pubblicazone: 20/04/17

Prezzo: 17 euro

 

So long Bubs! 

 

 

 

 

Benvenuti in Vivi e Vegeta, la cucina tutta vegetale di Francesco Savino e Stefano Simeone. Nata nel 2014 sulla piattaforma web Verticalismi, riceve l'onorificienza del premio Micheluzzi al Napoli Comicon del 2016. Dopo un periodo di necessaria riabilitazone carnivora, i due sono tornati più verdi che mai con l'edizione cartacea del loro noir vegetariano, edito da BAO Publishing. Disponibile in cover regular e variant edizione limitata di Gabriele Dell'Otto, la graphic novel farà un figurone tra i vostri ricettari. Perciò, a partire dal 20 Aprile ( siete già in ritardo!) recatevi in tutte le vostre librerie, fumetterie e vivai di fiducia per acquistare la prima stagione di Vivi e Vegeta

Inoltratevi in una lettura che vi farà sentire in colpa per non aver badato alle piante di mamma questa estate. Le piante grasse sono l'ideale. Se ne stanno ferme, nel deserto, ad oziare, godendosi i raggi di sole che li irradiano di linfa vitale. Lo sa Carl, il nostro protagonista cactus, e la sua fidanzata grassa Nora. Tutto però è veramente così noiosamente tranquillo. Tutto riposo e niente lavoro, rendono Nora una ragazza annoiata. Da buona reporter sente il bisogno di realizzarsi, di fare il passo più lungo della spina ed intravede nel distretto dei fiori l'articolo della sua carriera. Si avventura... e scompare. Spetta a Carl ritrovarla, avventurarsi nell'ultimo luogo in cui ogni fiore o pianta vorrebbe ritrovarsi. Riuscirà a salvare la sua ragazza? E perchè hanno tutti così dannatamente paura del Sole? E la fotosintesi clorofilliana?!

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Se siete sedanisti, fruttariani, respiriani, insomma se vi tenete leggeri nei pasti preparatevi per qualche scena di horror-splatter vegetariano... no non ai livelli di Sausage Party ma sicuramente il brodo vegetale non lo vedrete più nello stesso modo. Vivi e Vegeta è un'opera originale, con elementi western e di profonda riflessione. Carl fa fatica a trovare una dimensione. Vorrebbe e dovrebbe essere l'eroe della storia, ma non è così.  Non c'è eroismo in quello che fa, nonostante tenti di risollevarsi nel finale. Oramai è troppo tardi. Trascinato dagli eventi, arriva in una città che non lo vuole, eppure lo usa. Carl è il capro espiatorio per giungere allla verità. Lui è l'eroe di cui i fiori e le piante avevano bisogno, non quello che meritavano. 

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La narrazione di Savino è un'evoluzione costante, capitolo dopo capitolo. Sonda il terreno. Nella prima parte della storia sembra prendere le misure con la verticalità, cercando di adattarsi e rendere la storia più efficace possibile a questa nuova tipologia di impaginazione Il risultato è facilmente visibile nella seconda metà della graphic novel, in cui lo sentiamo e vediamo già più sicuro. Osa molto di più, lasciandosi trasportare dallo studio di ogni personaggio, fornendo retroscena e cliffhanger che accompagnano il lettore petalo dopo petalo, facendolo sbocciare in un finale  filosofico e riflessivo. Davanti agli occhi il lettore ha un cactus completamente demolito dall'interno, senza alcuna più certezza, alla ricerca di un'identità che forse un giorno ritroverà. Fa compiere al nostro protagonista il percorso inverso. Le pause e i dialoghi si alternano ritmicamente cercando il più possibile di non annoiare negli spiegoni, fornendo il giusto dinamismo, frenesia e momenti di stacco. Menzione speciale va ai titoli degli episodi, simpatici giochi di parole che forniscono quel tocco in più a una graphic novel un po' folle. Sono un segno evidente del divertimento di fondo che ha caratterizzato questo progetto. 

Prima di qualsiasi commento sui disegni di Simeone, lascio che sia un'immagine tratta dal volume a parlare. Meditate. 

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Personalmente non aggiungerei più nient'altro ma spendiamo comunque qualche parola di elogio per evidenziare quanto sia stato palese il divertimento e serietà del disegnatore nella rappresentazione di questa avventura vegetariana. L'adattamento dal verticale alla carta si è mostrato molto efficace. Simeone si sfoga per bene in un tratto abbozzato ma molto dinamico, già osservato in altre sue opere. Il lettore viene circondato dalla bellezza e oscurità degli ambienti, da tutti i fiori e le piante presenti. Chiaramente i colori sono l'elemento più epressivo e suggestivo della storia. Simeone stravolge tutto, trasformando in un incubo colori positivi come il giallo. L'ultima cosa che si voglia vedere in questa storia è proprio il giallo.. è il male. Anche il verde, con le sue varie tonalità, esprime angoscia, tristezza, disperazione. 

Vivi e Vegeta è dunque un progetto impegnativo che ha richiesto un team di giardinieri molto speciale. Oltre a Savino e Simeone, Roberta Ingranata per le copertine dei capitoli, Lorenzo Magalotti come assistente ai disegni e ai colori, e Officine Bolzoni per il logo e lettering. 

 

Lo Speciale di Natale

Ma non è finita qui! Perchè l'edizione cartacea ha ancora una piccola sorpresa in serbo per voi: Per qualche petalo in più, per i testi di Savino e i disegni e colori di Nicoletta Baldari

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Il team realizza una storia che ai più sensibili scalderà i cuori, facendo assaporare quel tepore natalizio carico di sentimenti e di affetto che dovrebbe intercorrere tra le persone. Fondamentale è il contributo della Baldari che attraverso uno stile cartoon dona un carattere tenero ed innocente a tutta la storia. I colori utilizzati sui personaggi contrastano con l'ambiente tetro e piovoso che li circonda e contribuiscono a trasmettere alla vicenda simpatia e leggerezza. Pur non essendo in quel periodo, questo breve omaggio vi farà venir voglia di saltare qualche mese e giungere direttamente alle festività natalizie. 

 

Che volete di più? Ah i contenuti extra non mancheranno... Quindi che aspettate! Piantatela di dormire sugli allori, alzatevi e compratene tutti, regular o variant in edizione limitata. Gli autori saranno presenti al Napoli Comicon 2017 per elargire dediche, sketches e ottimi fertilizzanti. 

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Autori: Stefano Simeone, Francesco Savino

Genere: Mettere radici dove non è permesso

Pagine: 168

ISBN: 978-88-6543-879-4

Formato e rilegatura: Brossurato 17x23

Data di pubblicazione: 20/04/2017

Prezzo: 17,00 euro

 

 

So long Bubs! 

 

 

Raccontare la strada verso un sogno è un meccanismo narrativo in cui è difficile non identificarsi in prima persona. Per questo motivo, California Dreamin’ di Pénélope Bagieu (edito in Italia da Bao Publishing) è un volume che, partendo dalla trama in sé, è interessante e godibile. Cosa rende, però, il lavoro dell’autrice francese un prodotto con la testa fuori dal coro? Il modo che ha scelto per raccontare la vicenda di Cass Elliot, cantante dei The Mamas and the Papas.

Gli anni del secondo dopoguerra sono stati particolarmente interessanti per quanto riguarda la produzione musicale degli Stati Uniti, generando un’onda lunga che ha influenzato la canzone americana fino agli anni settanta. In quell’ondata di Folk Rock si vanno a posizionare i The Mamas and the Papas di Cass Elliot, che entreranno nella storia della musica proprio con California Dreamin’. La figura imponente di Cass è in totale antitesi con l’immaginario Hippie dell’epoca, pur diventandone (attraverso la musica) uno dei manifesti. Ma cosa è accaduto prima del successo mondiale?

La vita della cantante ci viene raccontata in diciassette capitoli, narrati da diciassette individui che hanno fatto in qualche modo parte della sua vita. Cass è una sorpresa, pagina dopo pagina. Molto distante da un’immaginato stereotipato della campagnola che va in città in cerca di fortuna, si presenta subito sicura di sé e dei suoi sogni, imponendosi come personalità luminosa in ogni contesto. La strada per la gloria, vista così, sembra spalancarsi davanti ai suoi occhi: cosa può mai frapporsi tra lei e il mondo? Il suo peso. È obesa, e quest’aspetto va in netto contrasto con l’ideale di star che, come anticipato, a suo tempo era già ricalcato su figure decisamente più esili.

Cass percorre uno ad uno i passi tipici dell’adolescenza beat anni settanta, di cui la Bagieu offre una rappresentazione particolarmente vicina ed appassionata, sottolineando la cultura Beat che in quegli anni spaziava dalla musica alla letteratura, affascinando (e allucinando) il mondo intero. La musica arriverà solo dopo esperienze personali altalenanti, facendola passare in diverse formazioni che la coinvolgeranno (soprattutto) sentimentalmente, culminando con la formazione dei The Mamas and the Papas. La personalità di Cass emerge, capitolo dopo capitolo, sempre più chiara e allo stesso tempo in bilico tra una personalità molto forte e un aspetto fisico che non la segue come lei vorrebbe. Nonostante ciò, non basterà questo a far crollare la sua convinzione ed il suo sogno, imponendosi come una delle tante icone (visiva e musicale) di quegli anni. 

California Dreamin' presenta un ritratto sincero e profondo di un personaggio che, a suo modo, ha influenzato la cultura hippie e un’intera generazione. Il personalissimo stile di disegno della Bagieu e il lettering particolare delle pagine  (nonostante quest’ultimo risulti a volte non di facilissima lettura) restituiscono con la matita grafia manuale un’idea di intima vicinanza da parte dei personaggi che descrivono la protagonista.

Il volume è edito da Bao Publishing al prezzo di 19€

Raccontare fiabe ai bambini rappresenta l’essenza stessa dell’educazione alla fantasia per i più piccoli. Senza di esse, sarebbe difficile per loro riuscire a sviluppare adeguatamente l’immaginazione. Per questo motivo, scrivere storie per bambini assume un significato più importante: è necessario prestare estrema attenzione al linguaggio, alla forma e (soprattutto) ai contenuti.

La collana Tipitondi della Tunué (di cui ho parlato diverse volte in passato) tiene alto lo standard qualitativo dei propri lavori, scegliendo storie immediate nella forma e ricercate nei contenuti. Non fa eccezione a questa regola Le due metà della luna, volume realizzato a quattro mani da Marco Rocchi e Francesca Carità

Alba è una topolina di campagna, giunta in città per inseguire il suo sogno: diventare una sarta. Questa nuova vita, però, viene immediatamente scombussolata: Alba si troverà involontariamente coinvolta in un’antica leggenda, che la porterà a scoprire numerosi aspetti nascosti della città dove vive (dove l’arte è bandita) e gli individui peculiari che la popolano.

I due autori confezionano una storia che, pur rispettando i canoni fiabeschi, si prende delle libertà narrative nella gestione del ritmo dell’intero racconto. Nonostante Alba sia la protagonista della storia, la vicenda narrata che la ingloba ha dei meccanismi più grandi di lei e dei singoli personaggi coinvolti, facendo intuire ben presto ai giovani lettori una verità molto importante: quando l’avventura chiama, è impossibile non rispondere. A questo punto, il compito che le viene affidato diventa il vero protagonista della storia, facendo muovere i vari personaggi attorno allo stesso obiettivo (conteso da due diverse fazioni) fino alla risoluzione finale, perfettamente in linea con le fiabe classiche. 

Il concetto di base, molto forte, riguarda l’importanza della creatività (e della felicità ad essa legata) nella vita quotidiana, senza sé e senza ma. L’intera vicenda racconta la distanza d’ideali tra chi è in grado di dar forma a qualcosa che prima non esisteva (creativi) e chi è maggiormente attaccato agli aspetti più tangibili e pragmatici dell’esistenza (simboleggiati all’interno del volume dalla contabilità aziendale). Uno scontro che, purtroppo, è quotidiano per chiunque cerchi di vivere della propria arte. Gli autori non prendono posizioni giudicanti nei confronti di chi rifiuta l’aspetto creativo e “leggero” della vita, pur mostrando questi ultimi in netto contrasto con i protagonisti (irresistibilmente artisti). Il risultato sono dei personaggi non stereotipati, che un po’ escono dal confine delle “maschere” che interpretano nella storia, facendo porre ai lettori più di una domanda sul lavoro del creativo e di chi gli sta intorno (in famiglia, tra gli amici e sul lavoro), fornendo uno specchio della realtà piuttosto fedele, nonostante l’astrazione. Le tavole, nonostante siano molto fitte di vignette per il formato scelto, restano ben leggibili, anche se probabilmente alcune inquadrature risultano un po’ sacrificate dalla griglia a quattro strisce e tre colonne. 

Al termine della lettura, Le due metà della luna trasmette una sensazione di equilibrio e felicità, raggiunta attraverso numerosi ostacoli. Per questo motivo, ne consigliamo la lettura sia ai più piccoli sia a chi, da adulto, vuole concedersi una lettura spensierata.  

 

NEW
  • Le due metà della luna
  • Le due metà della luna
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  • Le due metà della luna
  • Le due metà della luna
 

Che cosa accadrebbe se da un giorno 
all'altro sparisse la luna? 
Un'avventura fantastica, 
una lotta per rivendicare il diritto 
alla propria felicità. 
Un graphic novel a metà strada 
tra i cartoni animati 
Ratatuille e La gabbanella e il gatto.


Autore: Marco Rocchi e Francesca Carità

 

Collana: Tipitondi

Formato: 19,5x27; 120 pp a colori

14,90 €

La vita del supereroe è dura senza ombra di dubbio e in molteplici occasioni, grazie a moltissimi scrittori, abbiamo avuto modo di esplorarla e comprendere quanto sia difficile far convivere l'identità supereroistica con quella segreta. Abbiamo visto, nel tempo, legami distruggersi e logarsi sotto il peso di problematiche simili e l'assenza/mancanza del personaggio principale nei confronti dei propri cari è finito per diventare un cliché anche eccessivamente abusato. Ed è proprio questo che si va ad analizzare nel nuovo numero di Superman, che con il precedente ha chiuso la prima parte del nuovo ciclo inaugurato dal dinamico duoPatrick Gleason e Peter J. Tomasi, con una storia che vuole riassumere tutto lo spirito fin'ora illustrato dai due autori.

La vita del Clark pre new 52 è stata stravolta completamente: il balzo da contadino e padre di famiglia a più grande difensore della Terra è stato repentino ed inaspettato ma si è comunque rivelato come il giusto percorso da imboccare. Ciononostante considerate le intenzioni dei due autori, ovvero lo scrivere un ciclo molto più improntato sulla famiglia e sul rapporto intimo e indissolubile che unisce Clark a Lois e al piccolo Jon, è più normale trovare un episodio che vada a rompere, in maniera definitiva, questa dinamica ben conosciuta da ogni lettore di fumetti.

Ed è così che ci ritroviamo una storia che potrebbe sembrare molto più leggera di quanto in realtà non sia. "La nostra città" fa da collante tra quanto visto precedentemente e quanto vedremo in futuro, avallando l'intenzione prima degli autori e facendo comprendere perfettamente quale sia il volere di Clark nonostante il proprio ritorno in costume. La vita di Kal-El risulta avere dei punti fermi ben precisi e laddove il salvare il mondo continua ad essere il più importante, la famiglia acquista un ruolo altrettanto fondamentale. Proprio per questo Clark non può e non vuole trascurarla e/o metterla in secondo piano. Ci ritroviamo quindi a vivere una serata in compagnia dei Kent che, nella sua semplicità risulta davvero dolce ed appassionante.

In questo rapido excursus che, come dicevamo, sta a significare molto di più di quello che potrebbe sembrare, facendo mettere i rapporti interpersonali al primo posto proprio al supereroe per eccellenza, il lettore ha modo di comprendere il reale andamento che Clark vuole dare a questa nuova vita. Non ha intenzione di far andare nessuna cosa a discapito dell'altra, vuole farle anzi coesistere nel modo più sano possibile. In un numero in cui non si hanno pretese di continuity o di costruzione narrativa così complessa gli autori riescono ad ottenere comunque un risultato ottimo, coadiuvati dall'impostazione così personale ed allo stesso tempo interessante che sono riusciti a dare all'Uomo d'Acciaio

È con queste basi che vogliamo veder partire un nuovo ciclo di Superman che, con le proprie priorità e visioni, dovrà anche farsi accettare da una comunità supereroistica, e più in generale da quella mondiale, la quale sta ancora facendo i conti con la perdita di un Superman ma allo stesso si sta inziando a rendere conto di averne trovato uno altrettanto grande. Tutto questo processo di elaborazione, in un giocoforza estremamente interessante, può essere seguito attraverso le varie testate, come Justice League -che solleva i prevedebili sospetti di Batman, come visto anche in questo numero- ed anche Action Comics.

A chiudere il quadro formato da questo nuovo numero troviamo le matite di Jorge Jimenez che svolge un lavoro davvero eccelso. Il disegnatore dal tratto sinuoso e dolce allo stesso tempo dimostra di poter ampiamente competere con diversi grandi colleghi grazie ad un lavoro dal livello davvero molto alto. Il modo in cui il disegnatore riesce a dare espressività ai vari personaggi è davvero unico, divenendo così un ennesimo punto a favore.

La seconda testata del quindicinale, Action Comics, giunto al numero #964, continua, come già detto la presentazione di Superman in un universo narrativo che non lo conosce e che, anzi, potrebbe finire per rivelarsi ostile. Jurgens pone tale analisi sullo sfondo, approfondendo, finalmente, la figura edel nuovo Clark Kent senza poteri. La storia, articolata completamente all'interno della Fortezza di Supes, ci pone davanti al dillema che riusulta accompagnare sin dall'inizio della run riguardo questo misterioso personaggio che si presenta come l'unico e vero Kent, senza però avere nessuna delle abilità di quest'ultimo. Ed è proprio per comprendere la natura di tale "essere" che Superman decide di svolgere delle approfondite analisi, in modo da svelare l'arcano che sembra infittirsi sempre di più.

Jurgens nonostante tutto riesce a manternere il punto e l'aura di mistero (in maniera anche eccessiva ad essere onesti), facendoci semplicemente sapere che questo nuovo Clark Kent risulta effettivamente umano, con dei ricordi ben precisi in cui sembra credere. Nulla di più ci viene detto sul suo conto o su quello delle figure che continuano ad aggirarsi sullo sfondo, con intenzioni sempre più minacciose. Action Comics continua la propria linea positiva con un altro numero che, nonostante non enstusiasmi pienamente, riesce comunque a tenere alta l'attenzione, gettando le basi per diversi elementi che prenderanno sicuramente forma con il continuo della run.

In chiusura ritroviamo New Super-Man di Gene Luen Yang Viktor Bogdanovic che continua a non convincere nonostante un numero sicuramente migliore rispetto al precedente. Le problematiche con il continuare della storia iniziano a diventare molteplici; sappiamo bene di che serie si tratta e nessuno si aspetta da un prodotto simile delle tematiche filosofiche o simili, ma anche proporre delle soluzioni così semplicistiche lascia abbastanza interedetti. Le problematiche tra Kong ed il padre si risolvono con una manciata di parole che, fondamentalmente, non scusano né giustifica minimamente la completa assenza paterna, il fatto che nonostante dei superpotenziati si ritrovino a combattere con degli esseri perfettamente normali trovandosi in difficoltà enormi e la continua perdita dei poteri di Super-Man sempre nel momento del bisogno per sfruttare il cliché del salvataggio sono tutti elementi difficili da metabolizzare e ancor di più da accettare. In breve New Super-Man non sembra neanche tentare di dare delle spiegazioni logiche o di mostrare delle dinamiche sensate, preferendo risvolti molto più casuali che si sposano male con quanto mostrato fin'ora. 

L'andamento generale delle testate dedicate a Superman, con il picco sempre constante della run targata Tomasi & Gleason, resta fortunatamente invariato, addentrandosi sempre di più in quello che ormai si impone come nuovo corso per un personaggio Rinato in tutti i sensi. Unica pecca risulta quindi essere New Super-Man che dopo un inizio fresco e promettente sembra continuare a perdersi in maniera fin troppo semplicistica. Speriamo che le cose possano migliorare per quest'ultima testata e nel frattempo vi ricordiamo che potrete trovare Superman: Rinascita #8, edito da Lion (RW Edizioni) in tutte le migliori fumetterie.

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