#DarkHorseComics / American Gods #1 - Recensione

Lo avete ammirato in Sandman, vi ha entusiasmato con Miracle Man ed ora, Neil Gaiman vi folgorerà con il suo American Gods. Non il libro, il fumetto! Ebbene si, da un paio di giorni negli States è uscito il primo numero della serie, adattamento dell'omonimo romanzo vincitore del Premio Bram Stoker, Hugo e Nebula nel 2001/2002. Avrete, forse, sentito parlare anche di un adattamento televisivo che debutterà il 30 Aprile sull'emittente Starz.

American Gods #1, edito da Dark Horse Comics è scritto da Neil Gaiman e P. Craig Russell, disegnato da Scott Hampton.

Partiamo col dire che non sia necessario aver già letto il libro, in quanto il fumetto si prescrive come obiettivo quello di riportare, fedelmente o meno, quello che accade nel romanzo. Shadow Moon, ex detenuto, in seguito ad una tragedia famigliare viene avvicinato dal misterioso Mr. Wednseday per diventarne il suo bodyguard. Accettando, il protagonista si ritroverà catapultato in un mondo sovrannaturale in cui punto focale è una guerra tra dei antichi e contemporanei.

Ora, detta così sembra la solita tamarrata con dei imbottiti di steroidi che se ne danno di santa ragione. In realtà si tratta di una vicenda molto più profonda, antica e d'introspezione psicologica, in cui è evidente un'approfondita cultura del mondo mitologico (egizio, greco, norreno, africano, slavo ecc.). American Gods #1 pone le basi per quel che diventerà: una serie cinica, ironica, diretta, con numerosi spunti di riflessione. Utilizzando gli dei antichi, ci mostra quanto il mondo sia cambiato e i valori morali abbiano avuto un declino clamoroso, venendo sotituiti dal materialismo becero.

La narrazione, nonostante sia ricca di aggettivi, è scorrevole, a tratti molto secca ed essenziale. Gaiman, cattura, ammalia con la sua capacità di scrittura. La collaborazione con Craig Russell risulta in un pilot estremamente dettagliato nella descrizione delle sensazioni provate dai personaggi, riesce nelle primissime pagine a rendere l'idea di soffocamento, disillusione e crudezza dell'ambiente carcerario. Nelle ultime pagine l'autore, insieme ai disegni di Hampton, riesce a creare uno scenario ritualistico ed inquietante, che fornisce al lettore un assaggio di quel che lo aspetterà nei prossimi numeri. 

I disegni fotografici di Hampton, forniscono un ampio spazio per la cura degli ambienti interni ed esterni, meno per quanto riguarda i personaggi. La scelta dei colori è tale da creare un'atmosfera solenne e drammatica, in linea con le emozioni provate dal protagonista. 

La variant di American Gods #1 è di Dave McKean

AmericanGods1

 

So long Bubs!  

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K2_AUTHOR

Filippo Garofalo

Hail Hydra

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