#CW Crossover Supergirl Flash Arrow Legend’s / Invasion! part I, II, III

Luigi De Meo

Devi partire per un viaggio, lo hai aspettato per parecchio e hai una voglia matta di andare. Sali in macchina, sistemi il sedile, accendi il motore. Ma al momento di partire lasci troppo presto la frizione, il motore sussulta e l’auto si spegne. Ti arrabbi: eh no, questo è il viaggio che volevo fare da tanto tempo cavolo, tutto dovrebbe essere perfetto. Giri la chiave, accendi di nuovo il motore, innesti la seconda marcia, schiacci l’accelleratore a tavoletta quando la frizione è ancora a metà. Il motore romba come una bestia furiosa, le ruote stridono che pare bestemmino mentre sgommano e lasciano gomma sull’asfalto, ti si attacca la schiena al sedile mentre l’auto schizza in avanti. La velocità cresce fino al suo massimo, la strada te la mangi, abbassi il finestrino e pian piano cominci anche a goderti il paesaggio, i luoghi che superi in velocità, l’aria libera e pulita. Arrivi e pensi che non è la destinazione ma il viaggio. Perchè quanta bella roba hai visto e vissuto.

Il crossover tra i quattro telefilm CW è proprio questo, un viaggio: dove la falsa partenza è la puntata di Supergirl (la storia parte da lì, ma nell’ultimo minuto della puntata), la partenza rabbiosa in velocità l’abbiamo in Flash, il viaggio e i luoghi bellissimi la puntata di Arrow (la centesima, un traguardo molto importante) e l’arrivo ovviamente è la puntata di Legend’s of Tomorrow.

C’è da fare una premessa, sottolineando lo sforzo che la casa produttrice ha fatto per mettere insieme tre cast, tre troupe e tutto quello che gli gira attorno per mandare in onda complessivi 140 minuti (quanti cinecomics durano tanto?). Uno sforzo premiato dagli ascolti, con il record assoluto di ascolti per la CW nella puntata di Legends of Tomorrow. Un esperimento azzardato e ambizioso, che crea un precedente che siamo sicuri verrà sfruttato ancora sia da un lato che dall’altro (parliamo ovviamente di DC Comics e Marvel). Come è andata? Bene da una parte, malissimo in altre, nel complesso un lavoro godibile.

Partiamo da quanto c’è di buono: finalmente la questione Flashpoint è stata risolta. Come? Grazie ad una iniezione di giusto cinismo da parte di Oliver (gran maestro dei cazziatoni e dei sensi di colpa) e al fatto che Cisco sbatte contro quello che arebbe dovuto capire sette puntate fa se non fosse stato occupato a fare la vergine oltraggiata: facendo del bene si fanno errori (e lui ne fa uno grosso nell’arco narrativo) e le strade dell’Inferno sono lastricate di buone intenzioni. La chimica tra personaggi (e tra attori, perchè se non funziona quella è inutile sbattersi su un set) è forse la cosa che risalta di più in Invasion. La Bromance tra Oliver e Barry (parlando di chimica Amell e Gustin sono ottimi amici fuori dal set e scemi sulla stessa lunghezza d’onda) quasi impone di essere apprezzata per quanto è ben costruita. Secondo posto per Cisco e Felicity: una secchiata di sapienza geek e cultura pop anni ’90 incartata in un ironia leggera, ma mai fuori luogo. Medaglia di Bronzo per Melissa Benoist: ma quanto è brava questa ragazza a interpretare un essere più forte di una locomotiva (eccetera), ma con una patina di insicurezza maldestra? Da sola vale la visione della serie Supergirl (speriamo impari anche a cambiare faccia nelle scene di volo).

La vera ciliegina sulla torta è la centesima puntata di Arrow: un “What If” che ci mostra un cast recitare in uno stato di grazia (Amell era sotto l’effetto di qualche droga psicoattiva perchè sembrava parecchi metri sopra il suo standard solito) in un mondo alternativo in cui Oliver non è mai stato sull’isola, con un finale da pelle d’oca con uno scontro aperto contro i nemici storici delle precedenti stagioni (Manu Bennet c’è rimasto male per la scarsa attenzione dovuta al “suo” Deathstroke. Polemica sterile e inutile a mio parere).

Cosa è andato storto? In realtà poche cose, ma tutte importanti.

In Primis gli antagonisti, gli alieni Dominator. Presentati fin dall’inizio come una razza ostile, pericolosa, quasi invincibile (nell’universo di Supergirl hanno persino invaso Krypton) sono in realtà poco pericolosi e poco incisivi alla prova dei fatti. Altro problema è la gestione dei personaggi: gli obblighi contrattuali e il budget (che ricordiamo è limitato, si chiamano CW e non sono fatti di soldi) hanno portato ad uno scarso minutaggio e ad una turnazione dei personaggi secondari e delle spalle, era tanto difficile mettere su una squadra fissa per tutto il crossover che non si limitasse ai tre protagonisti più Sarah Lance?
Postilla: fondiamo un comitato FreeWally per far internare Iris West e suo padre e lasciare finalmente libero quel povero ragazzo di fare quello che sente di voler fare. Infine, mi chiedo perchè non sia stato usato il team coreografico di Arrow per i combattimenti per tutto il crossover? Era una scelta quasi obbligata, che non è stata fatta e la differenza di qualità durante la visione degli scontri si nota anche per un occhio non allenato.

Tiriamo le conclusioni: una sceneggiatura che poteva dare di più, molto di più, ma comunque una bellissima esperienza visiva per i fan delle serie. Speriamo nel prossimo (perchè ci sarà dai, ormai il sasso è stato lanciato)


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