#DarkHorse / Colonus di Ken Pisani ed Arturo Lauria – Recensione

Redazione Geek Area

Immaginate una battaglia tra colonie di disperati, costretti a interagire gli uni con gli altri per motivi diversi. Immaginate quanto grande possa essere la porzione di cosmo che separa due ideologie opposte. Mettete da un lato i reietti e dall’altro gli affaristi, lasciando idealmente nel mezzo il più grande fallimento di entrambi, il pianeta terra. Coloro che devono vanno verso il sole, coloro che vogliono in direzione opposta.

Colonus si apre con l’ultima di una carovana di messaggeri che unisce idealmente due pianeti estremamente diversi: Marte e Venere. Dal primo vengono inviati messaggi di collaborazione verso il secondo: gli abitanti di Marte in cerca di un pianeta da consumare, mentre quelli di Venere cercano di sopravvivere, dopo reso abitabile con sudore e sofferenza una casa ostile.

Il lavoro di Ken Pisani ed Arturo Lauria è un’allegoria fantascientifica dell’odierno concetto di colonia, che scava solchi profondi nell’animo degli abitanti di quest’ultime. In una cornice nera si muovono personaggi delineati da colori acidi e bruciati, lavorando con una quadricromia dai toni estremamente cupi.

Venere è abitato da uomini che coltivano l’ideale dell’individuo che forgia con le mani il proprio futuro, chi vive lì ha un legame estremamente pratico con il mondo, concedendosi come unico momento di spiritualità la memoria del Giorno dei Cinque, che aiuta il lettore ad apprendere qualcosa di più sulla natura della società che gli viene mostrata. In questo momento di raccoglimento, si mostra la vera natura dell’uomo marziano: quando i messaggi di pace falliscono, gli uomini affamati di sangue dissotterrano le asce da guerra. Il popolo di Marte ha bisogno di una nuova casa, dopo che il loro pianeta ha creato generazioni di uomini dalle ossa deboli (ma dalle menti estremamente forti). I politici del pianeta rosso hanno altri piani per il popolo, e vogliono attuarli su Venere. Non importa in quale epoca storica possiamo trovarci, l’uomo sarà sempre lupo per l’altro uomo.

Inizia l’invasione a scopo diplomatico, la narrazione si fa più serrata e visivamente sempre più dark. Mentre la lettura scorre rapida, vengono svelati legami profondi tra alcuni personaggi e numerosi dettagli riguardo eventi accaduti in passato, tra intrighi, sotterfugi e scontri.

Colonus è lo scontro viscerale di due idee opposte di società, nate dagli stessi errori e maturate su percorsi inconciliabili. Questi due ideali si trovano ora in un punto di scontro, che non prevede compromessi o prigionieri. È una lotta per la sopravvivenza, lo è sempre stata, porta con sé l’istinto più antico dell’uomo: la prosecuzione della specie. Dietro due civiltà che combattono ci sono rappresentazioni di questioni attuali della società odierna, più realistiche di quanto lasci intendere la loro rivisitazione distopica.

La memoria storica e i dialoghi del presente si intrecciano continuamente, offrendo al lettore un quadro d’insieme che si svela senza fretta. Verso l’ultima parte del volume, i disegni raggiungono picchi di drammaticità incredibili: i visi sono totalmentetrasfigurati in macchie di colore sporcate di nero, svelando tratti somatici consumati da dolore e tensione.

Sulle rovine di chi sorgerà l’impero del domani? Quale sangue irrigherà la terra? Chi raccoglierà l’eredità del pianeta terra?

Già pubblicato in parte sempre da Dark Horse su Dark Horse Presents, questo volume (in uscita il 22 giugno, qui alcune tavole in anteprima) racchiude la storia completa di Colonus, offrendoci nell’insieme una splendida tragedia rappresentativa dell’era moderna.


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