#DawnofJustice / Mai dire Affleck!

Daniele D'urso

Diciamoci la verità: all’inizio eravamo un po’ tutti scettici, ad essere buoni… e non come i nostri cattivissimi colleghi americani.

Dalle petizioni on line, fino alle minacce di morte, dall’altra parte dell’Atlantico si erano davvero imbizzarriti: il ricordo di quel pessimo Daredevil del 2003 era troppo nitido per dare spazio ad un’analisi oggettiva e io per primo mi ero fatto guidare dal populismo. Affleck non sarebbe mai stato degno di indossare quel mantello! E la domanda che mi assillava la mente era sempre la stessa: perché ? Perché Ben Affleck?  Sì, è un ottimo regista, ma come attore recita da cani!

Dopo mesi di lavoro incessante e silenzio, arrivarono le informazioni da parte della produzione. Le sensazioni però erano contrastanti con quello che tutti ci aspettavamo; qualcosa si stava muovendo in maniera diversa, il dubbio ci attanagliava: e se la scelta non fosse stata fatta poi così a caso?

Le prime immagini rassicurarono i fan più pessimistici e fu dato un barlume di speranza a chi era già pronto per andare a linciare l’amministrazione della Warner Bros. In toto, perché è proprio vero, non tutto il male vien per nuocere.

Se prima si era gridato allo scandalo, ora tutto sommato l’opinione pubblica era incuriosita, attratta da quell’attore che era caduto già una volta e ce la stava mettendo tutta per rialzarsi, come ci ha insegnato Thomas Wayne prima e Alfred dopo, in puro stile batmaniano.

Il primo effetto visivo del nuovo cavaliere oscuro fu devastante, lasciò tutti senza parole: il costume cucito a pennello sulla sagoma dell’attore di Berkeley era incredibilmente massiccio, con una muscolatura imponente come mai prima d’ora, zero rifiniture in Kevlar, zero imbottiture, zero placche; al contrario del suo predecessore, il nuovo Batman era virile come mai lo si era visto. Lo stile molto più crudo e visibilmente imponente richiamava alle rappresentazioni di Frank Miller, non più un’unica tonalità di nero come nella trilogia di Nolan ma un’altalenanza con il grigio, per richiamare quello standard inconfondibile proveniente dalle origini del bat-vigilante.

Dalle stalle alle stelle in pochissimo tempo (e sì, per una volta il processo contrario). Affleck sembrava improvvisamente nato per intraprendere quella parte, i suoi tratti da yankee così marcati si fondevano a pennello con la nuova immagine che Zack Snyder (il regista per chi non lo conoscesse N.D.) voleva dare alla sua nuova creatura, tratti vicinissimi al Bruce Wayne dei fumetti quanto Christian Bale non lo fosse mai stato. Il trailer ci diede la possibilità di gustarlo di metterlo alla prova e il primo riscontro fu più che positivo. Affleck aveva superato il primo step.

Un uomo prima di un eroe, vissuto, navigato, con venti e più anni alle spalle di lotta al crimine, con un volto solcato da mille battaglie, i capelli un po’ brizzolati ingrigiti non più una trasposizione immutata di un personaggio senza tempo ma una realizzazione in completo divenire. Qualcosa di inaspettato, inatteso che cogliemmo tutti con molto entusiasmo.

Fino ai giorni nostri e a ciò che ci attende: sarà un film lontano dalle atmosfere di realistica finzione di Christopher Nolan, qui dovrà vedersela con nemici e alleati di portata straordinaria, pieni zeppi di poteri e capacità fuori dal comune, affrontare un mondo che era impensabile nella precedente trilogia, qualcosa che non poteva coesistere con l’anarchico Batman di Bale, figlio di un universo in cui lui era la normalità e l’eccezione nello stesso tempo. Avrebbe stonato al fianco di Superman diciamocela tutta; quello era un eroe che doveva agire da solo e non al fianco di qualcuno in grado di rubargli la scena. Solitario ed assoluto.

Per questo non possiamo guardare al passato come un esempio da seguire ma al futuro come traguardo da raggiungere, perché poi fondamentalmente “non è chi siamo che ci qualifica ma quello che facciamo” come direbbe una vecchia amica che sono sicuro non avete dimenticato.

E per questo la fiducia nel prossimo corso divampa come non mai; il nuovo è diverso dal vecchio perché Affleck non è Bale e ci va bene proprio per questo. Contro ogni pronostico, la mia impressione è stata completamente ribaltata: ora, Ben, hai conquistato la mia attenzione e quella di molti altri, e se è vero che l’attesa del piacere è essa stessa il piacere, allora non voglio smetterla di attendere per non rimanere mai deluso.

Il dubbio ci attanaglia, questo è vero; fino al 24 di Marzo non potremo sapere se colui che ha ereditato il mantello sarà in grado di portarlo degnamente ma una cosa è certa ora: Affleck tutto sommato non è poi cosi male!


Comments are closed.

Caricando...