#DCComics / Watchmen: Chi controlla i controllori?

Simone Lastilla

A volte è davvero difficile quasi impossibile commentare un film, guardare un’opera di un certo livello, analizzarla nei minimi dettagli e comprenderla per quella che è veramente.

Probabilmente è questo l’effetto che fa uno dei cinecomics più belli della storia del cinema, Watchmen.

Pubblicata tra il 1986 e il 1987, in una serie di dodici albi da Alan Moore e disegnata da un sontuoso Dave Gibboons, l’opera analizza al meglio l’uomo dietro la maschera, il suo lato umano e piscologico, costruendo dei personaggi incredibili da tutti i punti di vista.

Gli eroi non hanno superpoteri, fatta eccezione per il Dottor Manhattan, e formano una squadra chiamata “Watchmen”, nata per fronteggiare il crimine in aumento e che interviene in molte vicende politiche e sociali, in un mondo alternativo ambientato nel 1985, dove siamo in piena Guerra Fredda e Stati Uniti e Russia sono vicini ad una guerra nucleare.

Stiamo parlando di una delle opere più belle in assoluto, praticamente paragonabile alla Gioconda di Leonardo Da Vinci o al gol di Maradona contro l’Inghilterra, un fumetto che è nell’olimpo di ogni lettore, un qualcosa di indescrivibile.

Data tale importanza, per diversi anni molti studi cinematografici hanno cercato di acquistare i diritti per girare il film che andò nelle mani della Universal Studios e la Paramount Pictures, dopo di che venne confermato Zack Snyder come regista e il film venne pubblicato nel marzo del 2009.

Il 2016 è forse l’anno più importante e sicuramente il più intenso per i cinecomics, film che ormai sono seguiti da gran parte della gente e con molta attenzione.

Senza ombra di dubbio, quello che ha creato la Marvel ha permesso questo sviluppo immenso, basti pensare che l’attore che interpreta Iron Man, Robert Downey Jr, è uno dei più pagati di Hollywood.

Probabilmente se fosse uscito in questi anni Watchmen, sarebbe stato descritto come uno dei cinecomics più belli di tutti i tempi e sicuramente avrebbe incassato miliardi di dollari, ma purtroppo così non è stato.

Zack Snyder ha fatto un lavoro eccezionale, intenso e difficilissimo, perchè Watchmen non è il solito film o fumetto di supereroi, non è il buono contro il cattivo, è molto, molto di più.

I personaggi sono costruti in maniera sublime, due su tutti, il Dottor Manhattan e Rorschach.

Il primo era un fisico nucleare che a causa di un incidente si trasforma letteralmente in un dio, capace di vedere il futuro e di manipolare gli atomi; il secondo è un giustiziere mascherato che aveva avuto un passato fatto di drammi e violenze.

Jon Osterman e Walter Joseph Kovacs, veri nomi del Dr. Manhattan e di Rorscach, sono due personaggi molto differenti.

Jon è ormai un dio sulla Terra ma ogni minuto che passa si sente sempre più lontano ed estraneo da essa, meraviglioso è il suo monologo dove dice: “Sono stanco di questo mondo, di questa gente” ed ormai ha rotto tutti i rapporti che lo legavano alla Terra.

Rorscach, invece, scrive tutto quello che sta vivendo in un diario e celebre è anche il suo di monologo, soprattutto sulla barzeletta sui clown che dice: “Un uomo va dal dottore, gli dice che è depresso, che la vita gli sembra dura e crudele, gli dice che si sente solo in un mondo minaccioso e il dottore gli dice: “La cura è semplice, il grande clown Pagliacci è in città lo vada a vedere la dovrebbe tirar sù.” L’uomo scoppia in lacrime:” Ma dottore Pagliacci sono io.”

Il film nonostante sia ben distribuito su tutti i suoi personaggi, si concentra molto si questi due e mostra un umanità incredibile.

Senza raccontare il film, il che sarebbe doloroso per chi non l’ha ancora visto, quest’opera è tutt’oggi uno specchio della nostra società e dove l’integralismo morale di Walter si scontra con quello che è davvero necessario per mantenere una pace che camminava su un orlo di un abisso e dove questi eroi hanno fatto veramente di tutto per salvare quello che era rimasto di questo mondo.

Buona visione!


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