#DCEU / Suicide Squad: recensione e commento

Daniele D'urso

Nella vita, così come nel cinema, osando si possono raggiungere grandi risultati. Ma non sempre questa smania del dover fare di più o meglio è indice di qualità. Suicide Squad entra di diritto tra i film che hanno compiuto il passo più lungo della gamba, complice una scelta discutibile di tematiche e registri che sembrano sfilacciarsi durante tutto l’arco narrativo senza raggiungere riscontri positivi.

Ha deluso le aspettative? Si, decisamente. Può sembrare strano, ma da questa pellicola ci si aspettava molto, forse anche troppo. Senza l’incombente presenza di grandi figure al centro della narrazione, avrebbe dovuto esser il lungometraggio della svolta per DCEU, ma alla fine così non è stato. I dubbi restano, anzi, crescono.

Un film che ti lascia con l’amaro in bocca, con una trama troppo banale che si perde sotto moltissimi aspetti, più che in sala sembra di essere al carnevale di Rio: una parata di colori, scritte luminose, personaggi appariscenti, ed easter eggs che portano il pubblico a estraniarsi, dimenticando quale sia il vero obiettivo dei cinecomics: l’intrattenimento.

Il più grande fallimento di Suicide Squad è la mancanza di trasporto e coinvolgimento. Ci sono film che possono piacere e film che possono non piacere, in ogni processo artistico c’è quel coefficiente di gusto che cambia il risultato finale da persona a persona, tutto questo qui non esiste, è semplicemente un buco nell’acqua.

Qualche simpatica battuta e una scarica di pallottole, una scarica di pallottole e qualche battuta, finche la trama non si accartoccia su se stessa creando dei buchi di realismo devastanti. Impostare un gangster movie dove per una volta sono i cattivi a dover fare la differenza e poi estraniare il percorso intrapreso fin lì con esoterismo, magia e poteri divini, è qualcosa che non funziona e fa urlare al sacrilego. Con un finale degno del peggior Ghostbuster.

Ma se i cattivi non fanno i cattivi e i buoni non sanno fare assolutamente nulla, allora forse abbiamo un problema. Questi ragazzi, questi badass della Suicide Squad dopo tutto non sono poi così diversi da noi. Danno l’impressione di esser le persone sbagliate nel luogo e nel posto sbagliato, e che alla fine dei giochi sia tutto un fraintendimento, un buonismo forzato che stona con tutto quello che ci era stato promesso.

Cosa c’è di salvabile? I protagonisti. Deadshot e Harley Quinn, una grande vetrina per dei grandi attori, è emblematico questo concetto. Come se la Warner, per una volta, volesse fare la Disney. Ha puntato al merchandising più che al film, compiendo una scelta in termini economici. Will Smith conferma di essere un attore navigato e capace, in grado di calarsi ancora una volta nella parte del padre tormentato. Lo sa fare, si vede, non esagera, si prende le sue responsabilità, promosso.

Lei, Margot Robbie, nata per recitare nei panni Harley Quinn, è semplicemente perfetta. Malata e folle al punto giusto, ostenta una sensualità slanciata e provocante che probabilmente nessun’altra in questo momento avrebbe potuto dare al personaggio. Decisamente la migliore scelta del cast. Fosse stata una pellicola interamente incentrata su di lei e sulla sua storia con il Joker, forse sarebbe stato anche un discreto film, ma purtroppo non è andata così.

Il personaggio più atteso, per diversi motivi, era sicuramente il Joker, con la nuova trasposizione di Jared Leto. Non mi sento di criticare in pieno l’attore che comunque entra in pieno nella parte e da tutto il necessario nell’interpretazione, il marcio è da riscontrare altrove. Il principe del crimine di Gotham si riduce ad un abominevole sfilata di comparsate, delle quali circa la metà sono inutili, come se la sua presenza fosse dovuta, per via della pesante eredità. Risultano evidenti diversi problemi: la totale futilità ai fini della trama e la pochezza dei suoi dialoghi. Da un’icona come il Joker ti aspetti sempre il colpo a sorpresa, la frase ad effetto e l’incredibile sbalzo emotivo. Invece nulla di tutto ciò è stato gestito con efficenza, a tratti sembra che questo personaggio non possa far altro che ridere per tutto il corso della sua esitenza. Per sua fortuna c’è Harley, e la loro (folle) relazione risulta particolare e estremamente divertente.

Viola Davis come Amanda Waller non mi ha convinto, non riesco a prenderla sul serio. Lei, la direttrice dell’ARGUS, fa la dura con i criminali e probabilmente si macchia dei crimini più meschini, senza pagarne le consequenze. Ma il mio giudizio è offuscato dalla poca credibilità che mi ha dato attrice.

Troppi personaggi fuori contesto, la prima mezz’ora si perde in numerosi flashback, è a tratti psichedelica, rovina l’essenzialità della pellicola. Troppe storie, alcune che risultano totalmente inutili come Captain Boomerang del quale devo ancora ben capire il ruolo. Per non parlare di Killer Croc, ottimo Make Up fino allo spogliarello, con una corporatura esile ed un cranio troppo grande, esteticamente davvero brutto. Per finire con una colonna sonora farcita di pezzi cult lanciati alla rinfusa anche sotto numerosi dialoghi, una scelta che può andar bene solamente per un trailer.

Vi prego, vogliate scusarmi se ci sono andato giù pesante, ma (a malincuore) decisamente questo film non mi è piaciuto.

Abbiamo avuto la fortuna di vedere questa anteprima con due amici, i grandi artisti David Messina e Sara Pichelli. Ci hanno rilasciato un piccolo commento a fine visione.

Ragazzi un piccolo parere a caldo dopo la visione:

David Messina: “Dunque ho trovato i personaggi divertenti e piacevoli, mi è piaciuta questa versione del Joker, mi ha incuriosito, è interessante. Ma non mi ha convinto la trama, ho trovato troppe forzature e un eccessivo buonismo nel finale. Il meccanismo che fa scattare la storia secondo me non funziona però poi ci sono sicuramente dal punto di vista visivo degli spunti divertenti che lo staccano dal lavoro fatto fin qui da Zack Snyder e quindi se non altro una scelta diversa che potrebbe risultare vincente ed intrigante.’’

Sara Pichelli: “Sinceramente, questo film non mi ha fatto impazzire, il ritmo è stasto costante senza picchi, il villain era poco credibile con effetti speciali decisamente discutibili. Loro i bad boys tutto sommato tanto bad boys, non lo sono stati. Bello sicuramente il fondo schiena della Robbie anche da donna lo si apprezza ma insomma poi serve anche altro per intrattenere il pubblico. La mia attenzione si è risollevata solamente quando c’erano lei (Harley Quinn) e il joker insieme, mi è piaciuta molto la relazione tra i due. Concludo dicendo che il motivo scatenante tutta la trama non l’accetto per nulla, un archeologa non potrà mai e poi mai spezzare in due un reperto, traete voi le vostre conclusioni.’’

Grazie ad entrambi per le dichiarazioni.


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