#DCsLegendsofTomorrow / 02×03 Shogun & 02×04 Abominations

Daniele D'urso

Dopo gli impegni targati Lucca Comics & Games 2016 torniamo finalmente con le recensioni della serie più a spasso nel tempo del nostro inverno. Ovviamente stiamo parlando di Dc’s Legend of Tomorrow in questo nuova veste di articolo doppio, analizzeremo insieme gli episodi 02×03 Shogun e 02×04 Abominations andati in onda sul canale americano CW nelle scorse due settimane.

La digressione dalla storia principale è talmente netta che le leggende questa volta sono alle prese con due epoche storiche totalmente diverse e con le loro rispettive problematiche. La serie prende le sembianze di un vero viaggio a spasso nel tempo, lascinadosi almeno per ora la trama centrale alle spalle. Si inizia dal Giappone feudale dove troviamo al centro dell’episodio le nuove capacità di Nate ormai entrato a tutti gli effetti nel gruppo e di Amaya membro della JSA in cerca di risposte sulla morte del suo compagno Rex Tyler.

La puntata prende una piega del tutto inaspettata quando lo Shogun acquisice il controllo dell’armatura di Atom lasciando Ray Palmer a combattere i propri demoni interiori e i rimorsi di coscienza, sentendosi al netto inutile alla causa. La maestosità e la nobiltà del Giappone feudale si interseca a dovere con molte delle leggende rendendo l’episodio scorrevole e interessante anche se con un finale abbastanza scontato.

Come giusto che sia in un clima come quello giapponese vengono messe in risalto la nobiltà d’animo e il dovere, vediamo finalmente Sara riuscire nel comando della squadra e Ray, indipendentemente dal possesso della sua armatura, dimostrarsi degno di far parte del team.

Concludendosi l’episodio lascia l’amaro in bocca per una possibile storia sta Maeko, ormai ex promessa sposa dello Shogun e Nate, i quali però non potranno continuare la loro relazione.

Abominations è un episodio più corale ma leggermente forzato negli intenti che si sviluppa in maniera decisamente più rapida del suo predecessore. Sembra quasi un azzardo ben riuscito da parte degli showrunners che attraverso cause futuristiche provocano grossi cambiamenti nella storia della guerra civile americana. Zombie nel Mississipi in pieno 800′. Un gran bell’azzardo.

Il gruppo si scinde per ovviare a diverse problematiche, Martin e Ray devono badare a Mick compromesso dall’infezione, mentre Jefferson e Amalya cercano di rimediare i piani per fronteggiare gli schiavisti, Nate e Sara con l’aiuto del generale Grant invece dovranno fermare un’orda di zombie.

Frizzante e veloce lo scorrere della puntata non pesa sullo spettatore che viene catapultato agli albori della nazione americana di metà ottocento, a farne da padrone sono tematiche come il razzismo e la considerazione umana, e non poteva essere altrimenti vista l’epoca storica in cui l’episodio viene ambientato. Anche in modo pronunciato tali tematiche vengono messe ben in evidenza riuscendo a dare allo show picchi di serietà assolutamente mai toccati prima.

Lo stato delle due puntate porta a fare qualche considerazione relativa a questa prima parte di stagione, dove l’episodio di punta è sicuramente il secondo. Detto ciò, il terzo ed il quarto, nel loro essere decisamente staccati dalla trama principale, sono comunque godibili come parti assestanti della narrazione con certamente qualche problema legato alla banalità di alcune scelte forzate che reggono l’arco narrativo. Sembrano quasi essere delle vere e proprie puntata filler, preparatorie a quello che verrà. Ovviamente per i puristi di determinati linguaggi narrativi questo comportano non è altro che una perdita di tempo, ma se prese in tono minore rispetto alle principali risultano essere di buon intrattenimento.

Aspettando il prossimo episodio, possiamo decisamente considerare questi due viaggi nel tempo uno spuntino prima dell’ormai prossima mid-season nel quale probabilmente le leggende si riallacceranno al plot centrale e alla scomparsa del capitano Hunter.


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