#DCsLegendsofTomorrow / 02×15 DoomWorld

Daniele D'urso

Doomworld: il mondo nascosto dal destino, con queste premesse inizia il season finale della seconda stagione di DC’s Legends of Tomorrow, che avrà l’epilogo tanto atteso nel prossimo e conclusivo episodio.

La Legione del Destino è riuscita nel suo intento di riscrive i canoni della realtà, sconvolgendo la storia, e come in ogni maledetta trama di serie B che si rispetti una volta raggiunto il suo scopo finale, ebbro di successo il villain diventa improvvisamente ed inspiegabilmente magnanimo. Eaobard Thwane si ammorbidisce, si compiace nella vittoria, risparmia la vita dei suoi avversari pur di vederli strisciare ogni giorno davanti i suoi occhi come servi. È questo l’incipit della penultima puntata, strutturata come un enorme carrozzone in parata, una vetrina finalizzata a far sfilare l’intero cast, obbiettivo se pur marginale ai fini della trama sicuramente raggiunto. Di tutt’altro parere sono le aspettative, poiché la puntata dopo quaranta minuti soporiferi si conclude con un nulla di fatto, un antipasto in vista dell’abbuffata finale di cui potevamo sinceramente fare a meno.

Ora che siamo alla penultima puntata è giunto il momento di trarre qualche conclusione in merito alla reale validità di questo genere. Senza troppi fasti, ne critiche c’è bisogno di far luce su un aspetto decisamente importante: Legends of Tomorrow, come il 99% dei marchi CW, è un prodotto costruito per essere appetibile ad un numero di pubblico più vasto possibile,  rendere le storie  semplici e ripetitive è una conseguenza di tale obbiettivo. A meno di grandi rivoluzioni, sul piano commerciale del canale (idea assolutamente utopica) il destino di queste serie sarà sempre il medesimo, mandando in secondo o se vogliamo persino in soffitta il giudizio dei numerosi spettatori non neofiti del genere.

Senza troppe false speranze è necessario considerare la serie nulla di più che un break, da vedere tra una pausa e l’altra, tirando le somme finali possiamo semplicemente metterci l’anima in pace, il barlume di speranza che avevamo intravisto, ormai diversi anni fa, durante la prima stagione di Arrow, e forse anche nella seconda, non tornerà. È stata messa in moto una lenta ed inesorabile macchia in rotta di declino, per tutti gli amanti del genere che voglio un prodotto più ricercato dovranno puntare le loro mire altrove. Magari i bambini di oggi ricorderanno tra una decade queste serie in maniera celebrativa come noi nati negli anni 90’ ricordiamo Xena ed Hercules, ai posteri l’ardua sentenza.

P.S. Prendetevi tutto ma lasciatemi Xena ed Hercules.


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