#DCsLegendsofTomorrow / 02×15 Fellowship of the Spear

Daniele D'urso

Scendere nei meandri più crudeli e scabrosi della storia contemporanea non è un percorso semplice, attuabile a cuor leggero, serve il piglio ma soprattutto il tatto giusto, altrimenti si rischia di cadere nel becero populismo. La quindicesima puntata di DC’s Legends of Tomorrow cammina  pericolosamente su quest’abissale baratro. Poco più a destra e tutta la costruzione sarebbe crollata su se stessa. Fortunatamente o sfortunatamente, dipenda dai punti di vista, l’episodio, estromessi un paio di strafalcioni grotteschi, asservisce al suo scopo principale: l’intrattenimento, e poco importa se la sacra reliquia di Cristo si trovi inspiegabilmente al centro di un sanguino conflitto bellico, ciò che conta davvero è lo spettacolo: The Show Must Go On.

Dove risiede la vera forza di questa puntata? Sicuramente nel saper miscelare in maniera profondamente moderna il citazionismo nerd che diciamocela tutta fa sempre la sua sporca figura. Un pizzico di Tolkien qua e un pizzico la, un paio di similitudini e tutti gli incalliti del mondo si strappano una risata e si compiacciono nell’aver capito al volo il messaggio celato.

La guerra passa in secondo piano, il personaggio di Tolkien è la vera calamita che attira lo spettatore pronto ad immaginare le grandi gesta del leggendario scrittore, ed invece quell’uomo di altri tempi non fa assolutamente nulla, è li, guarda, riflette, prende appunti, immagazzina citazioni, sforna considerazioni e poi scompare pronto a prendere le chiavi del proprio destino. Ovviamente l’ingresso del padre del Signore degli Anelli non è l’unico colpo di scena della puntata, il ritorno di Snart è un colpo sapiente ed inaspettato, Mick sceglierà d’istinto e la squadra ne subirà le conseguenza.

A due puntate dalla chiusura della seconda stagione la più giovane delle serie CW ci appare ancora in un grosso limbo, se da una parte ci siamo affezionati alle leggende e alle loro peripezie temporali, dall’altra è quasi scontato analizzare con oggettività una possibile terza stagione e trovarne pochissimi spunti validi. Sarà compito degli showrunners ancora una volta cercare di creare un prodotto migliore, poiché il citazionismo non è eterno ed in questa stagione due grosse fette di cultura nerd/pop sono già state utilizzate, non dimenticando che il vero problema resta alla base. The CW mantiene un livello mediocre di qualità senza voler alzare l’asticella del prodotto finalizzato ad un pubblico magari più eterogeneo ma meno critico e tedioso, perché alla fine la verità è che i critici da bar hanno stufato e nessuno li vuole star più a sentire.

Alla prossima settimana con il sedicesimo episodio di Legends of Tomorrow


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