#Deadpool / La Recensione

Daniele D'urso

Se siete stanchi di andare  a vedere i soliti blockbuster di supereroi che stanno fagocitando l’universo cinematografico, Deadpool è il film che fa per voi.

Se volete passare un paio di ore in sala ridendo fino all’esaurimento nervoso, Deadpool è il film che fa per voi.

Se siete dei nerd incalliti e volete vedere un film irriverente su tutto quello che amate, Deadpool…ma che ve lo dico a fare!? È ovviamente il film che fa per voi.

In ogni caso Deadpool è il film per voi, per noi, è il film per tutti.

Beh, forse a pensarci bene non è proprio il genere di film da far vedere a dei bambini, ma tranquilli, non disperate, abbiamo una soluzione a tutto: fortunatamente potete lasciarli nella sala accanto dove sembra che diano Zootropolis.

Si perché Deadpool, al secolo Wade Wilson non è un supereroe come tutti gli altri, e sinceramente non sono ancora sicuro che sia un eroe.  Provare per credere! Il film vietato ai minori di 17 anni con il più alto incasso nella settimana d’esordio è una discreta pubblicità non trovate? Il divieto non è solo una decisione cautelare per un pubblico adulto ma una vera e propria scelta commerciale che sta pagando oltre le aspettative. Deadpool spara a raffica sugli spettatori una serie inesauribile di battute volgari e gesti equivoci, compie stragi sbeffeggiando i cadaveri dei nemici, ‘sfotte’ la sua coinquilina disabile, anziana e nera (un clichè di epiteti xenofobi), si masturba selvaggiamente e promuove del creativo sesso con la sua partner. Urla al mondo la sua maniacale e perversa visione egocentrica della vita, e lo fa in un modo così dissacrante e naturale da apparire  una vittoria espressiva.

L’altro fattore sorprendente di questo film è la rottura della quarta parete: mi riferisco a quei momenti nel quale Deadpool si rivolge direttamente allo spettatore, introduce flashback o addirittura commenta la produzione (un esempio sono i titoli di testo d’antologia), modalità già cara ai lettori del fumetto.

La regia di Tim Miller ha la grande capacità di non voler esagerare facendo quello che per tutti appare come il minimo sindacale  e questa scelta è un’ottima trovata. Con uno script così ben fatto ne esce indenne e incolume, e forse al giorno d’oggi con registi sempre più alla ricerca delle luci della ribalta non è una cosa da niente. Lui si mette silente dietro la cinepresa e lascia fare tutto il lavoro sporco al suo protagonista.

Ryan Reynolds – la parte per una volta sembra essergli stata cucita addosso – dal canto suo agisce liberamente dentro e fuori dagli schemi convenzionali, si prende libertà espressive e metacinematografiche. È autoironico, critico e profondamente citazionista; non risparmia qualche punzecchiatura al suo collega Hugh Jackman, e al complicato universo da cui proviene, quello degli X-Men, incasinato da queste maledettissime linee temporali.

Appare a dirla tutta più che come eroe per adulti, come disinibita icona per ragazzi: le citazioni spaziano dalla musica allo spettacolo per finire al cinema raccontando un mondo nuovo e in costante evoluzione; il mercenario chiacchierone non è solo irriverente verso i suoi super colleghi, la sua pungente e volgare satira tocca in maniera marginale anche temi più profondi di quanto si pensi, in primis la società moderna e la mercificazione dell’essere umano in cui conta di più apparire che essere.

Il grande saccente burlone ne è sorprendentemente schiavizzato, permettendoci di scoprire un lato umano inusuale che si nasconde dietro una maschera di volgarità e superficialità per celare il suo disagio interiore.

Quello che il grade successo di questa pellicola ci racconta non è un risultato banale ma un chiaro monito da prendere in considerazione per i risvolti futuri. Deadpool, non è un male fine a se stesso, bensì  un male necessario per ridare linfa a tutto il filone supereroistico: il suo essere la parodia di un mondo ormai arrivato quasi al cruciale punto di non ritorno apre nuovi orizzonti, ma allo stesso tempo pone nuove domande.

Siamo arrivati alla fine? Se la parodia di se stessi paga cosi tanto, i cinecomic stanno per implodere?


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