#DiGiandoMagic / Carmine Di Giandomenico: The fastest penciler alive!

Daniel Spanò

“Hi, I’m Carmine Di Giandomenico, I’m the fastest penciler alive!”

Questa è la frase con cui abbiamo pensato di presentare l’evento della nostra diretta streaming del Guinness World Record di Carmine Di Giandomenico all’appena concluso Teramo Heroes, quasi per esorcizzare la cosa.

Ovviamente mai citazione fu più azzeccata, soprattutto dopo l’approdo di Carmine sulla testata “The Flash”.

Dopo oggi però, questo non sarà più un modo per esorcizzare quello che è stato un folle tentativo, ma semplicemente la pura verità

56 Tavole formato 70X100 da realizzare in 48 ore. Da matti, direte voi, e invece Carmine, sotto i nostri occhi e quelli di internet, ha praticamente demolito il vecchio record, realizzando le 56 tavole in 42 ore e poco più, pause comprese.

Dal nostro punto di vista è stata davvero una grandissima emozione poter collaborare per 48 ore di seguito a questa impresa, ma sopratutto poter lavorare spalla a spalla con il Di Giandomenico artista ed il Carmine uomo.

Abbiamo toccato con mano il lavoro organizzativo che c’è stato alle spalle, la dedizione di tutto lo staff, ma sopratutto abbiamo potuto percepire quanto per Carmine fosse importante portare a termine questa impresa, per Oudeis, per Teramo, ma principalmente per tutti quelli che in questi mesi lo hanno sostenuto.

Non abbiamo seguito solo noi questa impresa: da vicino (e da lontano), tanti sono stati gli amici e i colleghi di Carmine che hanno voluto esprimere un pensiero.

Elena Casagrande: “Stamattina quando Carmine firmava l’ultima tavola, con la mano tremolante, mi sono commossa… non pensavo fosse possibile una cosa del genere e solo lui poteva riuscirci. Poi ho l’ansia che la prossima mail dell’editor sia “Senti, se c’è riuscito Carmine, il prossimo numero me lo fai in due giorni”. In ogni caso è stato figo poter assistere ad un momento storico del genere”

Lola Airaghi: “Ha fatto una cosa eccezionale, al di là del record che quello è eccezionale di suo, ma anche i disegni che sono stati realizzati con una competenza a livelli veramente altissimi. Quello che mi è piaciuto della prova di Carmine è che questa cosa dovrà far parlare per anni e anni; si parlerà per moltissimo di come è andata, perché il fumetto è anche questo: obiettivo narrato con la passione ed il sentimento e si può far tutto se si ama comunicare con il fumetto. Fantastico, Grande Carmine!”

David Messina: “Carmine Di Giandomenico, il disegnatore di Flash (The Fastest Man Alive) ha realizzato in velocità 56 tavole, formato 70×100 in 44 ore (in anticipo di 4 sulle 48 prestabilite), sfidando e vincendo il Guinness World Record, e chiudendo un’ opera personale, Oudeis, da lui iniziata anni fa. Carmine mi parlò di questa idea diversi mesi fa, quando aveva appena iniziato la sua avventura su Flash. Conoscendo i suoi impegni sia su un quindicinale (Flash) che sul primo volume dell’ultima stagione di Orfani e ben sapendo la sua scarsa propensione a scendere a patti con la qualità, trovai questo suo progetto pazzesco e bellissimo allo stesso tempo. Contrariamente a quanto avevo sperato di fare, non sono potuto essere lì con lui ma nondimeno ho seguito la sfida di Carmine, sapendo bene quanto fosse difficile e assurdo quello che stava facendo. Collegato con il live streaming di Geek Area, mentre disegnavo con imbarazzante lentezza, chiacchieravo con alcuni colleghi di come questa sfida ci avrebbe portato problemi con gli editors di oltreoceano (vai loro a spiegare che non hai fatto in tempo a consegnare!) e contemporaneamente rispondevo a messaggi whatsapp di alcuni amici del settore che dagli States mi chiedevano se fossi lì con Carmine e quanto trovassero straordinario quello che stava facendo. Il disegnatore di uno dei personaggi di punta della DC, il velocista per eccellenza, che si cimenta a disegnare in velocità una storia di 56 tavole su un formato enorme, battendo ogni record. A metà strada tra una sorta di metalinguaggio, un ritorno  alle sue radici di narratore e marketing, quello di Carmine è stato l’atto di creare per se stessi e per amore del racconto che da fumetto diventa performance, che a sua volta diventa marketing (mai urlato, mai volgare, mai stupido) per la sua fiera Teramo Heroes, per il suo lavoro su Flash, per l’edizione Salda Press di Oudeis, per il suo stesso essere Autore di Fumetto. Sincero, entusiasta come è Carmine, senza voler essere a tutti costi personaggio, senza sovrastrutture. Quello di Carmine Di Giandomenico è la forma che si fa contenuto. Quello di Carmine è un invito all’azione per chiunque ami il Fumetto…”

Sara Pichelli: “Carmine è un grande talento, una persona con le idee chiare e una profonda tenacia. Tutta questa sfida a noi sembrava solo una cosa da pazzi, una cruda prova di resistenza, mentre lui sapeva sin dall’inizio che avrebbe fatto arte. Chapeau.”

Ovviamente non poteva mancare un pensiero da Carmine, che nonostante la prova, è rimasto qui, concedendoci qualche minuto per delle piccole domande.

Allora Carmine, come ti senti?

Bene, mi sento bene perché nonostante i due giorni di pioggia l’evento è andato bene, ma soprattutto sono felice che tutti gli autori ospiti hanno avuto il proprio spazio per far conoscere la persona che è dietro l’artista e non l’artista che è davanti la persona e questo è stato molto bello.

Per quanto riguarda il Guinness, ragazzi, l’avete vissuta insieme a me: sapete com’è andata [risate] tra grondaie che perdevano, blocchi da spostare tra una tavola e l’altra, blocchi lombari e l’andare dal medico, persone che incuriosite, giustamente, si avvicinano a fare mille domande mentre tu stai lavorando… è stata una bellissima avventura, perché comunque sia mi ha permesso di conoscere meglio voi ragazzi che siete fantastici; mi sono divertito, mi avete fatto fare un botto di risate… poi, se posso ringraziare pubblicamente, vorrei ringraziare David Messina perché mi arrivavano sempre notizie sulla tua interazione con i post [su Facebook, ndr] che non ho ancora potuto leggere, ma sapere che c’era anche David, che è un grande amico, che faceva con me una 48 ore di attesa e da quello che mi avete detto anche di altri amici e colleghi… non mi sono sentito solo. Sentivo che in quel momento non era Carmine Di Giandomenico – Oudeis, ma era un po’ tutto il fumetto italiano. 

Com’è stato rivedere tuo figlio (Oudeis, n.d.r.) a distanza di così tanto tempo e, soprattutto, com’è stato ricrearlo con questa veste nuova?

Diciamo che con il Guinness è stato come dicevi tu, ritrovare un figlio. Come un padre che vede il figlio partire per il militare e non lo vede per un anno e ritorna un figlio completamente diverso. Più maturo perché ha fatto un’esperienza diversa e allo stesso tempo anche il padre ha fatto un’esperienza diversa e quindi è uscito fuori un qualcosa di completamente diverso anche se in comune hanno lo stesso sangue.

A prescindere dalla modestia, da tutto, pensavi di riuscirci veramente?

Si. Era calcolato, mica so’ matto. Va bene che sono matto a pensare le cose però non sono matto che mi vado a suicidare. 

È normale che era stato tutto calcolato al limite; poi giustamente ho anticipato un pochino perché mi sono sentito in forze: non lo so, è stata come una botta di adrenalina verso il finale e ho approfittato di quel problema tecnico avuto con l’acqua che anche voi avete vissuto, con i vari spostamenti, tanto che si è rischiato di perdere quasi tutte le tavole con le grondaie dei gazebo che perdevano, ma questo mi ha permesso di svincolarmi dal mio angelo custode che era Piero, che dettava i tempi e i riposi; lì mi sono lanciato per finire completamente senza fare più pausa.

Sei ore di fila..

E vabbè… è una media normale per un disegnatore, quindi non è nulla di eclatante.

Però c’era il precedente, con il giorno prima e il giorno prima ancora…

Io penso che, al di là di tutto e delle 48 ore (che è una sfida complessa perché devi gestire i tempi), qualsiasi disegnatore che fa il mio stesso lavoro ed altri colleghi possano confermare che l’orario di lavoro d un disegnatore è quello, siamo in media tra le sei e le otto ore di fila.

In molti a cui abbiamo chiesto se questa prova fosse realmente fattibile ci hanno risposto che se ci fosse stato qualcuno in grado di riuscirci, quello eri tu.

Perché sono matto!

Un disegnatore di solito ha il suo studio dove lavorare, com’è invece portarlo fuori tra le persone, la pioggia e le continue interruzioni?

Avrei potuto fare questo Guinness anche a casa ma ho voluto sfruttare la nomea di quest’evento per avvicinare la gente al mondo del fumetto. Fare il contrario di quello che oggi fa il cinema con il fumetto: sfruttare il mezzo televisivo, la fama o il nome che la gente comune conosce di sicuro, per accostarlo al fumetto e quindi portarla a conoscere il fumetto.

In ogni caso l’hai fatto a “casa tua”

Beh si, nella mia Città.

Conoscendo la tua passione per l’uomo d’acciaio, ora ti senti più Superman o Flash?

In realtà mi sento più Carmine!

In questi giorni abbiamo visto che ami metterti in gioco completamente, sporcandoti fisicamente le mani con la pittura, spostando fisicamente i tuoi attrezzi: quanto è importante l’aspetto artigianale dell’opera?

Io penso una cosa: ad ogni artista piace sporcarsi le mani, perché se hai iniziato a disegnare vuol dire che ti sei sporcato le mani con l’uniposca, al di là del mercato che oggi va a complicare un po’ questo lato passionale del contatto con la materia perché oggi ci sono i supporti digitali; questo però non vuol dire che il supporto digitale sia un demonio ma è semplicemente uno strumento che serve per seguire determinate tempistiche imposte dal mercato.

Però, artisticamente parlando, credo sia importante per qualsiasi artista sporcarsi le mani. Personalmente sono cresciuto in un ambiente in cui mio padre mi ha sempre detto “non fare mai il passo più lungo della gamba”, nel senso “sì, sii matto ma stai sempre attento” consigliandomi sempre di guardare anche tutti gli altri mestieri, per imparare sempre qualcosa da tutte le esperienze ed è per questo che mi piace mettermi in gioco su tutte le cose, perché mettendomi in gioco su tutto e facendo delle volte anche ciò che non mi compete, assimilo delle cose che sicuramente potranno tornarmi utili; ad esempio la tecnica della candeggina che ho utilizzato in queste tavole, è una rievocazione mnemonica di una lezione sul colore tenuta da Marco Soldi all’Accademia del fumetto di Pescara e riflettendoci sopra ho pensato di poterla sperimentare e devo dire con tutta sincerità che quell’effetto che sembra quasi Photoshop è stata anche per me una sorpresa. Mi piace sperimentare queste cose un po’ manuali, perché mi aiutano a staccare dai ritmi “pseudodigitali”; però ripeto, questo non è un demonizzare il digitale, assolutamente.

Da queste parole, da questa piccola intervista che Carmine ci ha rilasciato dopo la sua mastodontica prova, possiamo capire a fondo quanta umanità ci sia dietro l’artista, quanto quest’uomo sia una forza della natura.

Dal canto nostro, non possiamo che ringraziare tutti, nessuno escluso, per la possibilità che ci hanno dato, come realtà editoriale ma sopratutto come appassionati di Fumetto: veder realizzare cotanta bellezza dal vivo non ha prezzo!

Grazie Carmine, per tutte le belle parole che hai speso per noi durante la diretta, ma soprattutto grazie per aver regalato al mondo del Fumetto la conferma che niente è impossibile.

Da oggi per tutti sarai il disegnatore più veloce del Mondo!

P.S. Io sono solo portavoce di questa esperienza che come Geek Area abbiamo vissuto, ma come tutte le imprese ben riuscite, la collaborazione della restante parte mobile della redazione è stata fondamentale; quindi un ringraziamento particolare va a Mirko Tommasino, Daniele D’Urso e Fabrizio Mancini, che con me, oramai da mesi, condividono tutto il lavoro sul campo.


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