#dylandog / Bilotta – Di Giandomenico ed il Pianeta dei Morti

Daniel Spanò

Ieri ero in fumetteria a destreggiarmi tra le varie uscite della Marvel e della DC, quando la mia attenzione è stata colpita dallo scaffale della Bonelli.

Premetto che non ho mai letto in maniera attenta un Dylan Dog (lo so è una grande pecca), mi è capitato di leggerne qualcuno a casa di un amico, il “Pasto”, che li colleziona da anni.

L’albo in questione è il #26 della serie “I colori della Paura – Il pianeta dei morti” scritto da Alessandro Bilotta e disegnato magistralmente da Carmine Di Giandomenico, probabilmente, il motivo per cui sono stato colpito da questo Dylan Dog è proprio il “Carmine Di Giandomenico” in copertina.

Noi di Geek Area infatti abbiamo avuto l’onore di intervistare questo grande artista qualche mese fa, ed io personalmente ho avuto il piacere di conoscerlo di persona al Lucca Comics & Games

Voglio incentrare questa mia analisi proprio sul tratto del disegnatore Teramano che è riuscito con i suoi disegni, agli occhi di un profano dell’indagatore del mistero, a trasmettere tutto il messaggio che la storia voleva dare.

Scelta azzeccata è sicuramente quella della rielaborazione grafica dell’ipotetica Londra del futuro: Uno spazio pulito e geometrico, senza fronzoli,  ottima anche l’interpretazione di Dylan invecchiato, che in alcune scene (Pagina 12 N.D.R) ricorda molto il suo “Battlin’ Jack Murdock” per l’espressività durante le fasi di combattimento.

L’espressività è sicuramente la marcia in più che Di Giandomenico ha quando disegna i suoi personaggi (Vedi “Magneto – Il testamento“). Tutti, dal primo all’ultimo, anche se fuori dalla scena, sembra vogliano dire la loro.

Insomma, un bel pollice alto per la coppia Bilotta – Di Giandomenico che mi ha dato uno spunto per iniziare ad approfondire i vari aspetti di questo personaggio.


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