#EaglePictures / Mine, di Fabio Guaglione e Fabio Resinaro – Recensione

Mirko Tommasino

In quanti modi possiamo raccontare una storia? A prescindere da quanto essa possa essere lineare o articolata, quante infinite possibilità ci sono per renderla viva?

Per realizzare Mine, Fabio Guaglione e Fabio Resinaro hanno scelto una strada non facile, emotivamente molto intensa. Prima di essere un film di guerra (argomento cornice della pellicola), Mine è una storia d’amore verso sé stessi e verso chi popola il proprio universo personale, un’importante presa di coscienza della condizione umana senza le sovrastrutture che ne viziano la lettura.

Tra le mille possibili, Fabio&Fabio scelgono la strada più impegnativa, quella del dialogo interiore. Mike Stevens (Armie Hammer) è un cecchino americano che sta viaggiando a piedi nel deserto verso il punto di estrazione, per tornare a casa. Durante questo percorso, Mike posa il piede su una mina che lo costringerà ad uno stallo prolungato, in cui dovrà fare i conti con le minacce del deserto e (soprattutto) con i propri demoni interiori.

Nel dramma individuale si nascondono più drammi universali, trattati uno ad uno con una spiccata sensibilità da parte dei registi. L’intero film, nonostante abbia un protagonista immobile, si muove in profondità nell’animo del soldato, andando a sviscerare questioni irrisolte del suo passato.

Attraverso la potenza evocativa dei simboli e delle immagini, Mine fa percepire allo spettatore tutto il peso dello spazio vuoto che grava sulla testa di chi è oppresso dai pensieri, dalla paura e dalla paranoia. In più, le condizioni fisiche ai limiti (ed oltre) della sopportazione umana rendono l’esperienza ancora più profonda e dura. L’intera pellicola si muove contro lo stereotipo del soldato senza cuore, aprendosi con una crisi del protagonista, che lo porterà (involontariamente) verso la mina. Un personaggio che per antonomasia è riconosciuto come una maschera priva di spessore (il soldato) si riappropria prepotentemente della sua identità, facendo emergere l’eroe umano dall’uniforme. Tutti noi siamo Mike, nei rapporti con i nostri cari, con i colleghi di lavoro e con chiunque giri attorno alla nostra vita. Siamo le sue paure, la sua forza di volontà e la sua debolezza. Siamo, insomma, quell’umanità sepolta sotto le parti negative dell’esistenza, che ha paura delle conseguenze legate al prendere la strada sbagliata.

Mine è un film spietato, che lascia lo spettatore nudo davanti ad alcuni aspetti della vita con cui non vorrebbe mai fare i conti. I registi prendono per mano il bambino e lo fanno diventare uomo, ridimensionando le sue paure e le sue preoccupazioni alla giusta misura, senza elargire giudizi o condanne.

Distibuito nelle sale italiane il 6 ottobre da Eagle Pictures, Mine è disponibile in Blu Ray e Dvd.

Qui un tributo al film, realizzato da Giacomo Bevilacqua:

 

Qui, invece, il trailer:


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