#EditorialeCosmo / Agata e il Birch di Davide La Rosa e Samuel Spano

Fabrizio Mancini

Davide La Rosa è uno che può praticamente scrivere qualunque tipo di storia, non solo, ti stupisce ogni volta. Difatti già dal titolo Agata e il Birch, pensavo di trovarmi di fronte la classica fiaba di amicizia della bambina e del mostro.
Una fiaba lo è, le componenti non mancano, ma non classica, piuttosto è da considerare moderna (di approccio e ambientazione), divertente e sopratutto diversa dalle “solite cose”. E questo viene chiarito già da subito, nella primissima scena, con l’inversione di ruoli nella tipica coppia.
Intanto il plauso va alla semplicità della narrazione di Davide, accompagnato dal superdinamico Samuel Spano. Insieme creano un prodotto che divorerete in pochissimo tempo.

Un mostro, una principessa, un cavaliere. C’è un borgo con dei paesani sciocchi e arrabbiati, e c’è un bosco. Insomma la materia prima non manca, ma è il modo diverso in cui viene lavorata a vincere. L’ironia tipica di Davide La Rosa intanto fa già del suo, ed influisce sia sulle singole battute, sia sulla storia stessa, e sopratutto il “non dare per scontato”.
Del mostro non ve ne accorgerete subito, di quanto possa essere cattivo, come non vi accorgerete del cavaliere, che non è un vero eroe, ma nemmeno antieroe.

Anche Samuel fa la stessa cosa con disegni e colori, perché riesce senza fatica a darvi lo scenario della fiaba, ma con più realtà contemporanea, rafforzando quindi l’intenzione dei testi.

Ovunque troverete gustosi rimandi alla cultura nerd/pop tipica per gli italiani, in aggiunta ai quali ci saranno le prove del LaRosaVerse, con un rimando decisamente diretto a.. No, non ve lo dico.

Poi c’è Agata. Una bambina con un grosso problema, ma un cuore ancora più grande. Che quasi senza fiatare da forza alla trama, svelando la malvagità del mostro, e l’eroicità del cavaliere. Nella sua semplicità, Agata ha uno spessore imponente, un personaggio limpido con un grande carico emozionale

E nel finale, la piccola Agata vi farà tremare.

 

 

Una sola cosa però c’è da segnalare in negativo, Agata copia spudoratamente il tratto di La Rosa.


Comments are closed.

Caricando...