#EditorialeCosmo / Battaglia: Lo Stalliere

Una volta, in un corso di scrittura creativa, mi è stato detto che a un personaggio bisogna far compiere le azioni in modo graduale. Se nella prima pagina gli fai, ad esempio, uccidere un bambino, nell’ultima gli devi come minimo far sganciare una bomba “H” su un’intera nazione.

Tutto questo perché il fruitore dell’opera avverte i climax e gode nel vedere un’escalation di follia e azione, realizzarsi davanti ai suoi occhi.

Ovviamente questo discorso vale solo per i personaggi che restano sporchi e che non trovano una redenzione, nel corso della narrazione. Personaggi come Pietro Battaglia, appunto.

Battaglia è stato creato nel 2007 dallo sceneggiatore Roberto Recchioni e dal disegnatore Leomacs. È un soldato siciliano, che muore durante la battaglia di Caporetto e si trasforma in un vampiro, a causa di una maledizione. Da questo momento diventa un sicario, al servizio di chi paga. Lo vediamo agire fra le linee della storia del Novecento italiano e le vicende della sua vita si intrecciano con quelle del Belpaese.
Tornando all’introduzione e alla gestione graduale dell’azione dei personaggi, l’ultimo albo di Battaglia “Lo Stalliere” è in questo senso un pugno alla bocca dello stomaco del lettore.
La prima scena ci presenta il protagonista, mentre riceve una fellatio da una donna, che termina con l’eiaculazione di lui nella bocca di lei. Siamo subito costretti a chiederci: come faranno a fare qualcosa di ancora più crudo, più avanti?
Proseguendo la lettura, la risposta vien da sé. Arriva un treno di uccisioni, splatter, sesso e crudezza che non lascia scampo. Siamo costretti a finirlo, per tornare a respirare. Ad arrivare all’ultima pagina e chiuderlo, per uscire da quell’apnea in cui eravamo piombati.

Pietro Battaglia – Lo Stalliere è un’autoconclusiva, come tutte le storie della serie e in essa il vampiro ha a che fare con Silvio Berlusconi.

In ordine cronologico vengono toccati i punti salienti dell’ascesa, del consolidamento e del declino del potere del Cavaliere, a partire dal 1982, fino ai giorni nostri.
Si salta da un evento chiave all’altro della storia recentissima del nostro Paese. Attraverso Battaglia, si cerca di far luce sulle ombre più scure.
Pietro inizia prima a lavorare per Berlusconi, per poi divenirne socio alla pari. Sullo sfondo ci sono la collusione mafiosa dell’uomo di Arcore e dei suoi collaboratori, i ricatti, le feste a base di sesso e droga. Non c’è spazio però per la denuncia e per il reportage. Non c’è critica, ma sprazzi di male qua e là.
In questo senso il fumetto sembra escludere la redenzione dei personaggi coinvolti. Chi legge deve abituarsi al più presto all’asprezza dei contenuti, se non vuole essere schiacciato dalla portata degli stessi.
Pietro Battaglia – Lo Stalliere vi colpirà forte. Se siete nati fra gli ottanta e i novanta, vi farà pensare di essere cresciuti in un Paese farlocco, ma allo stesso tempo vi darà una forte presa di coscienza.

In questo senso ne vale davvero la pena.

 

 

 

 

 


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