#EditorialeCosmo / Caput Mundi vol. 3

Caput Mundi 3 – L’uomo che non c’era è il giro di boa dell’opera in sei albi, nata da un’idea di Roberto Recchioni.
Qui troviamo alla sceneggiatura Giulio A. Gualtieri e ai disegni Elisa Di Virgilio e Ludovica Ceregatti. Se nella storia troviamo una scrittura più volta al crime, che all’orrore puro dei primi due albi, nei disegni non si può nascondere che questo terzo appuntamento è quello più riuscito.
L’alternanza di ombre e luci è perfetta ed è anche utile ai fini della trama, come vedremo più avanti.
La gestione degli spazi invece dà un dinamismo incredibile all’opera: nelle diverse scene prive di dialogo non c’è mai un calo di tensione. Il tratto sicuro della Di Virgilio e della Ceregatti dona fluidità all’azione, dalla prima all’ultima pagina.

Ma perché l’alternanza di luci e ombre è utile ai fini della trama?
Perché in questo albo il protagonista è l’Uomo Invisibile, un ladro che si muove nell’ombra per portare a termine i propri lavori. A differenza degli altri personaggi introdotti negli albi precedenti, l’Uomo Invisibile non sembra avere poteri sovrumani. Le sue caratteristiche sono un’abilità fisica fuori dal comune e una grande intelligenza nei movimenti, che lo rendono comunque un’eccellenza nel suo mestiere.
I problemi del protagonista cominciano quando deruba la persona sbagliata e si invischia nelle faccende della Mummia. Questi è il tetro uomo di chiesa che già avevamo incontrato precedentemente, e ha dalla sua Pietro Battaglia. Si scatena una caccia all’Uomo Invisibile, che vede coinvolti anche il lupo mannaro Nero e Eva, la donna rinata con la chirurgia plastica. Avevamo incontrato entrambi negli albi precedenti e qui possiamo vedere come la storia cominci a farsi più corale. Sono state presentate le pedine e ora vanno a sfidarsi sulla scacchiera.
Sulle tracce del nostro ladro viene messo anche Bimbo, un altro lupo mannaro, convocato dalla Mummia. A questo ragazzo, che ricorda per aspetto fisico lo Spadino della fortunata serie Suburra, viene promessa una lauta ricompensa, fatta di donne e denaro, e si mette subito alla ricerca.

Quando l’Uomo Invisibile viene messo alle strette, rivela che ciò che ha rubato è già nelle mani del suo cliente: Il mostro del lago. La caccia si interrompe, ma è soltanto rinviata al prossimo albo.
Ormai non si gioca più, e c’è troppa carne sul fuoco per fermarsi a pensare.


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