#EdizioniBD / Il Tocco di Mida: Quando il mito incontra la scienza

Filippo Garofalo

Amici, oro, e vin vecchio son buoni per tutto

beh magari non proprio tutto. Soprattutto se si sfocia nell’esaudire un desiderio che avrà pesanti ripercussioni per il futuro dell’universo stesso.  Nasce tutto da un mito. Quello di Re Mida. L’uomo che era in grado di trasformare al tatto tutto quanto in oro. Un desiderio. Una maledizione. Questa è una storia di mito e scienza. Di dei e navi spaziali. E di un dinosauro… già. Il Tocco di Mida nasce da un’idea di Ryan North ed è disegnato da Shelli Paroline e Braden Lamb. Una miniserie in otto episodi raccolta in un unico volume, edito in Italia da Edizioni BD.

Ambientata nel futuro, la scoperta di un pianeta interamente ricoperto in oro sarà oggetto di curiosità da parte dei nostri tre protagonisti: Joey. Cooper e Fatima. Insieme organizzeranno una spedizione alla ricerca di quale piaga o potere sia potuto essere il responsabile di tale stregoneria. Scopriranno quanto letale e fortemente fatale possa essere la volontà di un dio sbronzo. Un viaggio spaziale in cui il mito incontra la scienza. A ricoprire il ruolo del villain c’è la Federazione, organizzazione galattica che mira al controllo dell’universo. Il tocco di Mida è un’arma potentissima, forse troppo per poter essere utilizzata anche a fin di bene. Che sia la fine dell’universo?

La mitologia greca incontra la scienza futurista nello spazio più profondo. Re Mida diventa espiente perfetto per raccontare una storia alternativa, originale e incredibilmente approfondita. Il graphic novel, infatti, attraverso balloon corposi ed estremamente dettagliati evidenzia la voglia che Ryan North aveva di raccontare questa storia. L’autore si sbizzarrisce con tecnicismi e particolari che, nonostante possano risultare ininfluenti ed eccessivi ai fini della trama, rendono il lettore partecipe dell’impegno investito per rendere il racconto “scientifically correct“. L’idea è coraggiosa ed innovativa. Far incontrare l’antica Grecia con navi spaziali e dinosauri può sembrare un’operazione “mockbuster” (Sharknado) ma non è assolutamente così, anzi. Nonostante ci siano un paio di punti poco chiari e possa risultare eccessivamente lungo, ne risulta un lavoro apprezzabilissimo e degno di nota.

Il tratto a linea chiara di Paroline e Lamb che ricorda un po’ quello di Moebius ne L’Incal, e i disegni cartoon e necessariamente dinamici,  si sposano con l’avventura spaziale narrata. Personalmente ho molto gradito la tonalità cromatica scelta, un giallo ocra che prepotentemente e anche un po’ volutamente domina su tutte le tavole, in maniera più evidente e non.

L’oro è nell’aria e presto sarà in tutto l’universo. Lo soffocherà. Lo plasmerà da capo. L’intera concezione di creazione verrà rimessa in discussione

 

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So long Bubs! 

 


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