#Fargo2 / una stagione quasi perfetta

Fabrizio Mancini

La seconda stagione di Fargo rispetta le aspettative e consolida la serie tra le migliori in circolazione, ma, anche se di poco, non regge il confronto con la prima.

Gli ingredienti sono sempre gli stessi della matrice fratelli Coen applicati alla prima stagione. Cittadini dall’aspetto placido e buono che improvvisamente diventano animi torbidi, catapultati in un vortice di guerra tra criminali e poliziotti, ognuno con un suo saldo obiettivo.

Sono proprio i personaggi in Fargo ad essere costruiti in maniera così impeccabile da renderli, al di là del nome, semplicemente indimenticabili. Ognuno di loro, che sia buono o cattivo, simpatico o antipatico, è talmente umano, talmente reale che ti scaveranno nel profondo lasciandoti un segno.

Purtroppo ci sono anche due o tre cosette che mi hanno fatto storcere un pochino il naso. Per un paio di volte c’è un deus ex machina ad intervenire che, per quanto dia colore e gusto all’intera storia, viene a mio avviso sfruttato male. Un altro è il finale. Spesso uno scoglio di tantissime serie, che mostrano finali banali se non deludenti. Il problema del finale di Fargo 2 è il troppo chiacchericcio e un senso di inconcludenza mascherato da finale semi-aperto.

Nonostante questi difetti resta una delle serie migliori sotto ogni punto di vista. La storia e sceneggiatura affidata a Noah Hawley, nonché showrunner della serie, che costruisce un intreccio imprevedibile. Il cast è impeccabile e sempre di altissimo livello, gli attori vestono il loro personaggio con un’aderenza ineccepibile. Regia e fotografia degna degni stessi Coen.

Fargo è una vera bomba che se non avete visto dovete subito rimediare.

Intanto già i rumors sulla terza confermano che sarà ambientata nel 2010 (4 anni dopo la prima) e che la vedremo nella primavera del 2017. Credo che un anno vi basti per mettervi in paro.


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