#Flash / 3×10 – Borrowing Problems from the Future

Luigi De Meo

“Il futuro è una porta, il passato è la chiave”
Victor Hugo

Cosa è il futuro? Una pagina di un copione già scritto e immutabile oppure è un divenire tumultuoso, dove nessun evento è certo e ogni cosa è una conseguenza di ciò che è successo prima? È questo il bivio che si trova ad affrontare Flash in questa ripresa di stagione. Barry ha visto il futuro, e ha trovato una tragedia nel suo domani. Ma può evitarla?

Chi di voi ha letto o legge Flash (anche saltuariamente) sa che viaggi nel tempo, paradossi, modifiche e strappi del continuum sono la regola per il velocista scarlatto. Un espediente che se ben usato può dare vita a storie di grandissimo impatto (pensiamo a Flash: Rinascita per fare un esempio).

Era quindi logico che anche nella sua versione televisiva il velocista scarlatto si trovasse a dover fare su e giù sulla linea temporale. Stavolta però l’utilizzo dei viaggi nel tempo sembra non funzionare troppo bene. Perché questa puntata ha fatto qualcosa che nessuno spettatore vorrebbe: ci ha detto cosa succederà.
Gli eventi salienti del futuro, quelli che dovranno essere cambiati per non dare la vittoria a Savitar, sono scritti tutti su una lavagna. E con non molto lavoro di fantasia si può prevedere l’andamento di molte delle prossime puntate. “Spoiler!” avrebbe urlato il Dottore di Gallifrey, ma quello è un altro universo.

C’è del buono in questi 40 minuti? Ovviamente sì, e la maggior parte del merito va all recitazione di Danielle Panabaker (Snow) e di Tom Felton (Julian), davero molto intensa ed emotiva. Il giovane attore inglese sembra essere un attore consumato, non bloccato nel ruolo di baby star di un franchise di film di successo. Due personalità traumatizzate dai loro errori passati che si appoggiano l’uno all’altro per evitare di crollare. Forse l’aspirante Killer Frost ha trovato il maritino numero 2?

Un ultima considerazione. La CW ci ha abituato ad attori sottoposti ad una preparazione fisica molto intensa per affrontare il ruolo, perchè diciamocelo: la maschera serve, ma pure il physique du role è importante. Stephen Amell ne è la prova vivente. E allora perchè tutto questo non è stato fatto con Grant Gustin? Il confronto tra quando Flash ha indosso la tuta e le (rarissime) scene in cui è a torso nudo è impietoso: date un panino e una cioccolata calda a quel ragazzo prima che muoia d’inedia.


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