#GameofThrones / 6×01 The Red Woman

Daniele D'urso

Game of Thrones è  ripartito e l’ha fatto alla sua maniera, con colpi di scena e con combattimenti all’ultimo sangue, proprio lì dove tutto era stato lasciato.

La prima puntata della sesta stagione non poteva non essere per ovvi motivi particolare: senza la guida di re Giorgio Martin, (la vecchia volpe ha finalmente abdicato) qualcosa è necessariamente cambiato ma è ancora presto per poter dire se si distaccherà dalle sue precedenti sorelle in bene o in male.

Se la grande incognita che tutti aspettavano era la morte di Jon Snow, nessuno è rimasto deluso. Jon è realmente morto, non ci sono stati colpi di scena, (almeno per ora) e chi gli è fedele è pronto ad allearsi perfino con i bruti pur di aver vendetta; Ser Davos che guida la fazione pro Snow è una piacevole sorpresa.

Sansa e Theon in fuga da Grande Inverno si imbattono in Brienne e Podrick che li salvano dalle grinfie di un manipolo di soldati dei Bolton:  dopo ben tre stagioni e mezza finalmente Brienne riesce a mantenere la parola data a Lady Stark, finalmente per la rossa lupa del nord una gioia, palla al centro!

Approdo del re è sempre un vespaio e sempre lo sarà: il centro nevralgico del vecchio continente però sembra quasi ovattato in questo momento, tutto scorre in una sinfonia triste e malinconica, Cercei è sconvolta dalla morte della figlia Myrcella e sembra arresa al suo destino, quello della profezia; al contrario questa volta, è Jaime a non volersi arrendere: lo splendido dialogo tra i due  si contrappone a quello della stagione precedente; invertite le parti, i due leoni Lannister continueranno a combattere contro il mondo. A quanto pare la spavalderia dei Lannister va di pari passo con la lunghezza dei loro capelli, ma non ditelo a Tywin!

Nel mentre, Daenerys è alle prese con il Khal Pono convinto a far rispettare le tradizioni Dothraki e spedire la madre dei draghi a Dosh Khalen.

Questa puntata di Got è importante perchè potremmo essere davanti ad un leggero punto di svolta: in un paio di circostanze sembra che i personaggi vogliano far divertire lo spettatore più del dovuto, come nella sequenza dove Daenerys passa circa mezz’ora ad elencare i suoi nomi o i due minuti nei quali Tyrion e Varys ammirano i murales di Meeren.

Si vede un meticoloso lavoro nel cercare di non scostarsi troppo dagli insegnamenti di Martin ma a volte questa reverenziale necessità è anche una condanna, come nel caso della storia di Dorne, uscita veramente male e poco convincente: se da una parte capisco che bisogna cercare di non allontanarsi dal principio fondamentale, dall’altra che si ricordi di farlo con criterio, e non come nella scellerata e stupida situazione Martell, dove si è veramente sfiorato il grottesco!

Sicuramente è una puntata ricca di colpi di scena e che scorre in maniera inusuale: se le vecchie puntate ci avevano abituato ad un montaggio rapido e incalzante con un turbinio di scene, la sesta stagione rallenta, decide di prendersi più tempo; per ogni situazione elimina alcuni cambi repentini e assicura allo spettatore comunque una resa sempre ottimale.

Il colpo di scena più grande in realtà è quello non avvenuto: tutti aspettavano il ritorno di Brandon Stark che ormai è fuori dai radar dalla fine della quarta stagione ed invece non è stato cosi. Lo storpio di Grande Inverno e il suo inseparabile compagno Hodor dovrannò aspettare ancora per fare nuovamente capolino.

È chiaro come la nuova stagione sia incentrata sui ruoli femminili: sarà la donna a mettere le basi per il futuro della serie, mentre  gli uomini saranno relegati solamente a ruoli marginali, dalle Vipere di Dorne fino a Melisandre alla barriera, passando per Approdo del Re e attraversando il Mar Stretto, il potere sarà certamente donna.

Sembra quasi un nuovo inizio, lì dove tutto era cominciato: Tyrion nuovamente ad amministrare, Arya di nuovo alle prese con gli allenamenti, Daenerys lì dove la sua storia di Khalesi era cominciata, Cercei e Melisandre necessariamente costrette a ricominciare.

La chiamano sesta stagione, ma potremmo chiamarla anche 1.1!


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