#GoneHome / Il videogioco esplorativo si fa poesia

Mirko Tommasino

È il 1995, è notte, piove. Avete compiuto un lungo viaggio e siete stanchi. Trovate casa vuota e un biglietto sulla porta: è un messaggio di vostra sorella, vi chiede di non cercarla.

Gone Home è un’esperienza che trascende il gioco, sotto ogni punto di vista. È il nodo in gola che non riuscite a mandar via, una lettura che non riuscirete a posare sul comodino prima di averla terminata. Non sono mai stato un videogiocatore incallito, anzi, in special modo negli ultimi tempi mi sono allontanato molto dal mondo dei videogiochi per dedicarmi ad altre passioni, tra cui raccontare storie. Prorio sotto la luce della narrazione, oggi vi parlo di un videogioco che mi ha toccato particolarmente. Sarà difficile parlarne trattando solo in parte l’aspetto ludico ma, vi prego, provate a seguirmi su questa strada.

Come vi dicevo, vi trovate immersi in prima persona in questa situazione altamente improbabile. Esplorate casa vostra passo dopo passo, palmo a palmo, sentendo fisicamente addosso l’emozione che da’ camminare in un posto apparentemente ostile. Si tratta di un edificio veramente grande, poco illuminato e, a quanto pare, in buona parte ancora sconosciuto. Perché quando siete partiti per il vostro viaggio, quella casa non era ancora la vostra: è stata lasciata in eredità a vostro padre dallo zio Oscar.

Con queste poche premesse, inizia l’esplorazione di un mondo molto dettagliato, seppur costruito all’interno delle mura della casa. Più scaverete a fondo negli indizi, più scoprirete nuovi segreti (della casa stessa e della vostra famiglia). Durante tutto il tempo vi accompagnerà una voce, quella di vostra sorella. La piccola Sam vi racconterà alcuni aspetti della sua vita attraverso alcuni oggetti con cui interagirete all’interno della casa, svelando pian piano cosa sia accaduto.

Chi è lo zio Oscar? Di cosa ci parla realmente Sam? Cosa sta succedendo in questa casa? Dove sono mamma e papà?

All’interno dell’esperienza di gioco cambierete spesso opinione sul luogo in cui siete, sulla vostra famiglia e, perché no, anche su voi stessi. Sarà un’esperienza immersiva, che brillerà di luce propria per quanto è bella. Il videogioco (sviluppato da The Fullbright Company, disponibile su Steam e PS4) tocca temi che raramente sono stati affrontati con questa intensità e bellezzain questo settore dell’intrattenimento. Anche solo per questo aspetto, merita i vostri soldi e il vostro tempo.

Non aggiungo altre parole sulla storia, voglio che la scopriate da soli man mano che passerete in rassegna i vari indizi. Personalmente, ho avuto il piacere di giocarlo per puro caso con un caro amico, godendo di due ore di straniamento dalla realtà davvero piacevoli. Accompagnato da una (bellissima) colonna sonora che attinge a piene mani dalla musica grunge e punk figlia dell’america anni ’90 (contemporanea alla storia ambientata nel 1995), girare per intero l’abitazione non sarà un peso, anzi, sarà come sfogliare un album dei ricordi che sotto ogni foto nasconde scritte che non avete mai notato, portandovi a porvi domande che mai avreste concepito.


Comments are closed.