#GRRRz / Anubi: Disagio e Divinità

Francesco Sinisi

Se pensate che la divinità non nasconda in sè il disagio, se non credete che la vita possa essere anche sangue e lacrime, oltre che risate e redenzione, non leggete Anubi. Con le sue oltre trecento pagine, questo graphic novel del duo Taddei-Angelini edito dalla GRRRz è un’opera scomoda. Una lettura amara, cruda, contundente. Una storia che fa male. Una sorta di “Trainspotting su carta”.

L’espediente narrativo del dio sciacallo che perde la sua divinità per ritrovarsi ex tossicodipendente, tra suore che fumano, ubriaconi da bar, relitti umani, sessuomani e altre decine di casi umani al limite della pazzia, rende ancora più ripida la discesa nell’inferno delle povertà della vita del protagonista e da l’avvio ad un viaggio straordinario e maledettamente sconvolgente tra le dimensioni della realtà e del sogno, di quel sogno che si fa incubo nelle bassezze della vita.

I disegni di Angelini, semplici ma iconici, comici e macabri allo stesso tempo sono l’ottimo riflesso della scrittura cruda e tagliente di Taddei.

Un’opera da leggere sulle note di Marylin Manson, o dei Nine Inch Nails, dei Nirvana, degli Alice in chains…

Un fumetto che finisce troppo presto, che scorre velocemente, soprattutto nel suo godibilissimo formato digitale che potete trovare ad un prezzo stracciato sullo store dell’app Verticomics;  un fumetto che confonde, ammonisce, disturba .

Una lettura alternativa, che mi ha fatto pensare (per le tematiche punk e in alcuni passaggi “onirici”) a LMVDM di Gipi. Un inaspettato gioiello.

L’ennesimo capolavoro del fumetto italianissimo. Davvero. Chapeau!


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