#IlPiccoloPrincipe / Perché i grandi devono andare a vedere un film per bambini

Mirko Tommasino

Questa non è una recensione. Parlare di questo film non può avvenire nei modi tradizionali, perché sarebbe qualcosa di estremamente riduttivo. Il Piccolo Principe è un’esperienza emotiva che va vissuta in prima persona, non raccontabile in termini semplici. Potrei parlarvi dell’altissima qualità delle animazioni (soprattutto nelle parti strettamente legate al libro), oppure della caratterizzazione delle “maschere” interpretate dai vari personaggi. Possiamo sederci al tavolino di un bar e parlare dell’efficace sintesi data dalle poche tonalità cromatiche dominanti usate nella pellicola (giallo, azzurro, verde, rosso), che hanno reso perfettamente i mood delle varie scene. Potrei farvi infiniti discorsi simili, ma non lo farò.

Ve lo chiedo fin da ora: quando finirete di leggere questo articolo, chiudete gli occhi e riflettete sulle cose che scriverò qui di seguito. Si tratta di un flusso di coscienza, dunque vi chiedo la cortesia di seguirlo e di accettarlo in quanto tale.

Pensate alla prima volta che avete guardato il cielo con meraviglia. A quando vi siete sdraiati sull’erba a guardare le nuvole e le vostre dita erano troppo piccole per poterle toccare. Pensate alla prima volta in cui avete iniziato a leggere, quando le parole erano formate da simboli a malapena distinguibili e una voce familiare guidava la vostra durante l’apprendimento. Ricordate quando avete attaccato le stelle fosforescenti sul soffitto della vostra stanza? Quando avete letto il primo libro che davvero vi ha fatto viaggiare con la fantasia?

Non ho la pretesa di aver avuto un’infanzia eccessivamente diversa dalle altre, è stata a modo suo piuttosto ordinaria. Come tantissime persone al mondo, Il Piccolo Principe rappresenta uno dei primi libri con cui ho avuto a che fare. Ma questo non basta, non può da solo esprimere cosa rappresenti quel bambino biondo nei miei ricordi.

Ho visto questo film al cinema con la persona che vorrei accanto per la vita, una di quelle che auguro a tutti di incontrare prima o poi. Questo è stato un fattore determinante, perché mi ha permesso di lasciar scorrere le emozioni che piano piano si risvegliavano in me, senza limitarle. Il risultato è stato qualcosa di estremamente inaspettato e unico.

La produzione ha fatto un ottimo lavoro, i doppiatori italiani idem. Ho visto con i miei occhi qualcosa che ho sognato 20 anni fa, questo mi basta. Ho visto qualcosa che mostrerei ai miei figli, quando li avrò.

Senza fare spoiler di qualsisi natura, sappiate che nel film non è rappresentato solo il libro, c’è tanto altro. Questa parte “apocrifa” sbatte in faccia le proprie colpe a chi ha “dimenticato”, ricordando loro di aver mancato le promesse fatte a loro stessi da bambini. Fa male, perché tocca tasti che fatichiamo a tener nascosti.

Questo film mi ha ricordato una cosa fondamentale: il motivo per cui non bisogna mai, per nessun motivo, smettere di guardare il mondo con occhi incantati. Mi ha ricordato che le stelle sorridono ogni giorno, se le guardiamo con amore. Mi ha dato l’ennesima conferma di quanto sia importante impegnarsi nei rapporti affettivi, averne cura, perché non conta altro al mondo.

Fatevi un favore, guardatelo.


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