#JamesBond / La Geek Intervista doppia per SPECTRE

Daniele D'urso

Questa settimana i nostri esperti ‘Geek’ sono andati al cinema a vedere il quarto capitolo della saga di James Bond targato Daniel Craig: Spectre. Dopo la visione dei 148 minuti di pellicola, noi della redazione li abbiamo rinchiusi in una stanza al buio e sottoposti ad un lungo interrogatorio in stile 007, raccolto in quest’intervista doppia. Vediamo cosa ne pensano.

1-  Per cominciare: un impressione globale del film, descrivetelo con meno di 10 parole.

Mirko: Un buon film, migliorabile in alcuni punti.

Daniele: Il miglior 007 dell’era Craig.

2-  Ora parlateci un po’ della trama del film, che impressione vi ha fatto?

Mirko: Rispetto ad altri 007, qui si tirano le somme. Negli episodi precedenti in cui Craig si scontra contro nemici talmente potenti da apparire fino alla fine sempre un passo avanti, in Spectre la trama in qualche modo si chiude. Tutto inizia e si conclude in maniera circolare, come un anello (appunto).

Daniele: Il primo tempo è molto ben gestito, parte in maniera molto lenta per poi esplodere nel finale (un ottimo diesel). Il secondo diventa un po’ scontato e ripetitivo, ma resta sicuramente un finale degno. Speravo qualcosina in più perchè la prima parte mi aveva fatto ben sperare.

3-  Come vi è sembrato Craig? Ha ancora la stoffa per vestire i panni di 007?

Mirko: Decisamente stanco. Quest’ultimo film presenta un protagonista palesemente distaccato (considerando il tipo di personaggio è anche plausibile), è come se fosse un messaggio d’addio per gli spettatori. Dopo la visione del film appaiono più chiare le parole del protagonista riguardo la possibilità di altri James Bond con il suo viso, davvero non ha nessuna intenzione di continuare, è palese.

Daniele: È provato, l’età come giusto che sia comincia a farsi sentire, non è più un ragazzino. L’idea di una pellicola incentrata su un Bond un po’ più maturo del solito mi affascina, e credo che sarebbe l’unica ancora di salvezza per una quinta pellicola prima del recast. Continuare in questo modo comporterebbe un fiasco, ma in alternativa bisognerebbe stravolgere il personaggio… chissà, staremo a vedere.

4-  Christoph Waltz che in molti  acclamavano come la migliore nemesi mai realizzata per l’agente britannico, ha mantenuto le aspettative?

Mirko: Adoro Waltz, riesce a reggere da solo la scena anche mostrandosi in silhouette. Nel film contrappone la sua figura minuta al protagonista (di ben diversa stazza), quando sono nella stessa scena questa differenza viene riempita (e superata) dall’uso della mimica facciale, dal portamento e in generale dalla credibilità. Nonostante James Bond abbia quel viso da diversi anni, l’interpretazione “distaccata” di Craig lo rende visivamente meno forte, rispetto a Waltz. Purtroppo quest’ultimo ha poco spazio nel film, finendo per lasciare in sospeso alcui aspetti del personaggio. L’attore non ha deluso le aspettative, l’assetto generale del film nei suoi confronti si.

Daniele: Lo Seguo da quando Tarantino lo scritturò nel 2009 per Inglorius Bastard, lo trovo eccezionale., anche prima della sua interpretazione ero sicuro che avrebbe reso benissimo. Per distacco è il migliore della pellicola, ma avrei preferito un background più corposo ad esser sincero, dopo tutto stando al film lui e Bond sono fratellastri ma i loro dialoghi sono da perfetti sconosciuti. Attore da 10, copione da sufficienza.

5-  E ora veniamo alla domanda che milioni di italiani aspettavano con ansia, come se l’è cavata la nostra Monica nazionale?

Mirko: Per l’ennesima volta ha interpretato se stessa nel modo più fedele possibile, purtroppo.

Daniele: Sono deluso. Il suo personaggio è troppo sciatto, compresso in 10 minuti scarsi, né carne né pesce, forse anche un bene vista la sua interpretazione abbastanza ridicola, Sembra la caricatura dell’idea che si ha di una donna italiana degli anni 60, quel ‘Donna Lucia’ poi… è da censura. Non l’ho proprio capita e l’auto-doppiaggio lasciamo perdere.

6-  L’intento del regista nel creare una pellicola più globale possibile svolgendo le sequenze in molte nazioni differenti, come l’avete trovata?

Mirko: Amo le ambientazioni di 007, sono allo stesso tempo un manifesto per la storia del luogo (seppur vista in chiave “immaginifica” dagli occhi del grande cinema) e una vetrina per le nuove architetture. In questo film c’è la sostituzione di una struttura d’indagine obsoleta per una all’avanguardia, questa differenza si attesta anche sul piano visivo con ottimi risultati. Si passa da un palazzo antico a un edificio avveniristico di nuova costruzione. La contrapposizione di un sistema estremamente chiuso con uno totalmente trasparente e vetrato (che, a quanto pare, così trasparente non è). La squenza d’apertura iniziale durante il “Giorno dei Morti” è un piacere per gli occhi, idem il carrello che accompagna la passeggiata notturna della Bellucci. Forse sto divagando, ma mi preme sottolineare che le ambientazioni sono uno dei punti di forza di quest’ultima serie di film.

Daniele: L’ho trovata una scelta azzeccatissima, è molto vario e la resa in varie parti del mondo lo rende incalzante. Con questo Spectre non sai mai dove potrai finire, e poi la scena iniziale in Messico è a dir poco fantastica. La gestualità in quel contesto è sensazionale,  giri l’angolo e ti ritrovi in Italia a guidare sotto il Colosseo. Il film scorre velocemente e le ambientazioni sono perfette senza dare punti di riferimento.

7-  L’idea della doppia Bondgirl vi è piaciuta?

Mirko: Ah, erano due? Scherzi a parte, la mia bond girl preferita resta Eva Green, le altre mi hanno convinto meno. Esclusa M., ovviamente, lei è la vera Bondgirl (nel senso più elegante del termine).

Daniele: No, in realtà non proprio doppia ma diciamo più una e mezza. Il personaggio della Bellucci entra e esce in meno di 10 minuti, potevano anche risparmiarselo. Anche la Seydoux non è andata meglio: totalmente inespressiva per circa un ora e mezza, sembra colpita da una paresi facciale e poi i suoi dialoghi sono di una noia mortale.

8-  In ogni film di James Bond che si rispetti c’è  una grande colonna sonora, come vi è sembrata quella composta da Thomas Newman, già autore delle musiche di Skyfall e interpretata da Sam Smith?

Mirko: La canzone d’apertura è magistrale, eseguita con una voce decisamente particolare e convincente. Promossa a pieni voti.

Daniele: Adele in Skyfall è insuperabile, la nuova colonna sonora è giusta. L’obbiettivo è stato centrato senza lodi ne infamia, non troppo pacchiana ma nemmeno troppo soporifera, direi il giusto connubio per un film d’azione che cerca di essere, per quanto possibile, una spy story.

9-  Il film è entrato nel Guinnes dei primati per la “più grande esplosione della storia del cinema”, preparata con 8.418 litri di carburante e 33 chilogrammi di esplosivo, vi sono piaciuti gli effetti speciali?

Mirko: Non amo Bond versione supereroe, sia per quanto riguarda la sua sopravvivenza in situazioni decisamente improbabili, sia per quanto concerne le esplosioni come questa. Sicuramente l’impatto visivo al cinema è stato efficace, gli amanti di cose simili avranno gioito.

Daniele: Si assolutamente, ma personalmente gli effetti speciali che mi hanno colpito di più sono legati alla demolizione dei palazzi (sia all’inizio del film con la caduta della facciata della casa in Messico, sia quando esplode il vecchio quartier generale del MI6 a Londra), li ho trovati elettrizzanti: sopratutto il primo, dove Bond cerca di salvarsi da un edificio che gli sta letteralmente crollando in testa. L’esplosione!? Ah si, bella bella.

10- E ora l’ultima domanda: se vorreste dare un voto da 1 a 10 alla pellicola, che voto gli dareste e perché?

Mirko: 7, perché chiude un’era con eleganza e humor british. Vista nell’insieme con gli episodi precedenti 8, perché questi film restano credibili nel clima che creano (tolte le scene di cui ho parlato nella domanda precedendte). Durante quelle ore sei catapultato in un mondo parallelo fatto di ricchezza sfranata, smisurato senso del dovere e della fedeltà (a un’ideale, a una persona, a sé stessi), eleganza visiva (con qualche incertezza) e intrattenimento puro, sempre.

Daniele: 7,5, stiamo parlando di un franchising di punta e di un ottimo episodio, quanto basta per meritare oltre che la sufficienza. A differenza degli altri Spectre ha sicuramente qualcosa in più, il fatto che sia il capitolo conclusivo di una saga lo rende sostanzialmente il fratello maggiore dei suoi predecessori, permettendogli di giocare con una serie di richiami che sicuramente hanno fatto impazzire gli appassionati della saga. Purtroppo pecca sulla trama, nel finale leggermente scontata… se avesse mantenuto il livello dell’inizio avrei potuto anche sbilanciarmi, resta un ottimo polo di intrattenimento cinematografico. Promosso.


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